Brianza - «Consumare terra per nuove strade ucciderà agricoltura e turismo». Coldiretti: provincia maglia nera per cementificazione

di Antonio Caccamo da il Giorno

SPETTA A MONZA E BRIANZA la maglia nera per la provincia più cementificata d’Italia, seguita da Napoli e da Milano. Lo dicono, spiega la Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza, i dati Istat 2011. Quello che emerge è che «più della metà della Brianza è edificata e la situazione non migliora nel milanese, che si conferma tra le zone con meno terreno agricolo a livello nazionale».

«A QUESTO PUNTO - osserva Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti Interprovinciale - fermare il consumo selvaggio di suolo è una priorità se vogliamo continuare a produrre cibo per i consumatori italiani e preservare il paesaggio che è una voce fondamentale per il nostro turismo. Per questo non possiamo che accogliere positivamente la proposta di disegno di legge presentata dal ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, contro la cementificazione».

DAL 2000 AL 2010, secondo i dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura, nella provincia di Milano si sono persi 6mila ettari di superficie agricola utilizzata, mentre in Brianza si è scesi sotto la soglia dei dieci mila ettari. Come se non bastasse, «tra Milano, Lodi e Monza - conclude il presidente Carlo Franciosi - sono in cantiere diverse opere stradali quali la Tem, la Brebemi, la Pedemontana, destinate ad erodere ancora di più le aree non urbanizzate. Come Coldiretti non siamo contro le infrastrutture necessarie allo sviluppo, ma riteniamo che debbano essere fatte nel rispetto dell’attività agricola esistente, preservando il più possibile il territorio».
L’agro-forestale occupa circa il 45% della provincia, per una superficie di poco superiore ai sedicimila ettari. Il grosso è occupato dalle aziende florovivaiste, concentrate nel Vimercatese, il regno delle piante da giardino. Sono 90 aziende che danno lavoro a 250 persone. Tra le coltivazioni e gli allevamenti più caratteristici si possono citare: la patata Kennebeck di Oreno, l’asparago rosa di Mezzago, il salame Brianza DOP, l’agnello brianzolo, il pollo brianzolo. I dati di Coldiretti disegnano un panorama non proprio idilliaco per l’agricoltura. Le 797 aziende della provincia lavorano 9.869 ettari di terra (nel 2000 gli ettari erano 10.690). Anche le possibilità di espansione sono limitate: restano liberi solo 1.181 ettari per piantare cereali e ortaggi, 800 in meno rispetto al 2010.

GLI AGRICOLTORI erano 1076 nel 2000, diventati 797 dieci anni (- 279). Stessa storia per gli allevamenti: 394 nel 2000, 270 nel 2010 (- 124). E si riduce anche il numero dei capi di bestiame: da 9764 mucche e 5.079 maiali del 2000 si è passati a 7375 bovini e 3840 suini nel 2010.
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