Seregno - 'Ndrangheta e politica. Scaricato dal Pdl Gioffré non si dimette. La Lega abbandona l'aula e apre alle elezioni anticipate

Gli audio della seduta del consiglio comunale

di mc costa

Sono vittima delle circostanze e di Roberto Gioffré. Mi dimetto dal Pdl ma non mi dimetterò mai da consigliere perché sono pulito”. Si potrebbe sintetizzare in queste poche battute l’intervento di Francesco Gioffré durante il consiglio comunale  di ieri sera.

Varie forze politiche di entrambi gli schieramenti avevano richiesto le sue dimissioni dopo che il suo nome era comparso nell’ordinanza di custodia cautelare dell’Operazione Ulisse. Gioffré era stato definito dai magistrati un politico dal comportamento opaco e vicino alla connivenza con esponenti della ‘Ndrangheta (vedi articolo).
Lui, pur professando la sua innocenza ed estraneità ai fatti, sembrava si fosse deciso a presentare le proprie dimissioni, rimandando l’ufficialità della decisione al primo consiglio comunale utile.

Arrivato il momento della verità, Gioffré ha letto una nota (forse scritta da altri) le cui logiche conclusioni sarebbero dovute essere le dimissioni però ne ha cambiato il finale ribaltandone il senso.
Si è, quindi, dimesso dal Pdl che nel frattempo lo aveva già espulso e ha annunciato che farà gruppo a sé.  Infine,  si è lamentato dei media, rei di avere infangato il suo nome e quello della sua famiglia, e si è lanciato in un’accorata difesa del buon nome della Calabria e del Meridione, quasi che la ‘Ndrangheta fosse un’invenzione dei “polentoni” per diffamare i “terroni” (ascolta audio).

Evidentemente non si è accorto che tra gli arrestati dell’Operazione Ulisse ci sono dei Brenna, cognome brianzolo,  e molti degli altri indagati, anche se di origine calabrese, sono nati in Brianza o hanno vissuto qui lunga parte della loro vita.
Di contro non conosce nemmeno la vicenda di Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, “terra di ’ndrangheta, e di cosche pericolose, i Ruga, i Metastasio e i Gallace”.

Ruga e Gallace che hanno stretti rapporti con i Cristello e con gli altri affiliati alla ‘ndrangheta arrestati in Brianza durante le Operazioni Infinito e Ulisse.

Così mentre in Calabria una donna sindaco si batte  coraggiosamente contro la ‘ndrangheta dei Ruga e dei Gallace e chiede aiuto e sostegno alle istituzioni nazionali e all’Italia intera (vedi articolo), in Brianza il consigliere comunale Francesco Gioffré trova normale accompagnarsi a noti ‘ndranghetisti, far finta di non conoscere i loro trascorsi criminali, addirittura aiutare i Cristello per una pratica in comune,  così come scrivono i magistrati.

L’enormità è evidente, ma non agli occhi di Gioffré che in nessuno dei suoi due interventi dice una parola contro la ‘ndrangheta o di presa di distanza dai Cristello, in questo perfettamente in linea con quanto rilevato dagli inquirenti, o  porta alcun elemento per spiegare e chiarire la sua posizione. Si dichiara innocente e assicura di non far parte di alcun clan  e tanto, secondo lui,  dovrebbe bastare agli altri consiglieri e all'opinione pubblica.

Dopo l’intervento di Chiara Novara che ha letto un comunicato del Pdl in cui è stato rinnovato l’invito a Gioffré a dimettersi (ascolta audio),  il capogruppo della Lega, Roberto Trezzi (audio), ha annunciato che se Gioffré non si farà da parte  la Lega chiuderà l’esperienza di governo della città.
In una ripetizione in altri modi di quanto già successo a Desio, dove anche lì la Lega aveva  staccato la spina al sindaco di centrodestra Giampiero Mariani, dopo che erano emerse frequentazioni e contatti tra esponenti del Pdl e appartenenti alla ‘Ndrangheta (vedi Desio, la giunta cade per 'ndrangheta).

Sono seguiti gli interventi di Giusy Minotti della Federazione della sinistra (ascolta audio), di Piergiorgio Borgonovo (Udc), di Mauro Ballabio (PD) e di Maria Teresa Viganò  degli Apoti (ascolta audio) e dopo una breve risposta di Francesco Gioffré (ascolta audio) ha concluso il dibattito il sindaco Giacinto Mariani che ha ricordato il suo invito del passato, rivolto ai consiglieri comunali, a denunciare circostanze che vedono la criminalità organizzata coinvolta e attiva sul territorio e ha concluso il suo lungo intervento (ascolta audio) chiedendo ai consiglieri di opposizione cosa hanno fatto contro la ‘ndrangheta, la cui presenza sul territorio è nota da almeno 30 anni. E che cosa hanno fatto le amministrazioni precendenti la sua.

Mentre queste domande ancora aleggiavano nell’aria i consiglieri della Lega hanno abbandonato l’aula sancendo la fine del consiglio comunale e forse l’ultimo capitolo della giunta Mariani.

Non è di questo avviso il consigliere del Pd Mauro Ballabio che ha definito la decisione una "farsa" ed è convinto che alla fine tutto rientrerà con le dimissioni di Gioffré, della stessa opinione  Pietro Amati, uscito recentemente dal Pd.

 

Comments

Mozione avente per oggetto: Seregno diventi un importante attore della lotta contro la criminalità organizzata.

Il Consiglio Comunale di Seregno
Considerato
• Che la presenza della criminalità organizzata sul territorio della Brianza, Seregno compresa, nonostante l’ampiezza e la frequenza delle operazioni della Magistratura e delle forze dell’Ordine, ai quali va il nostro plauso e sostegno, continua a essere il principale fattore destabilizzante dell’economia locale;
• che la lettura dell’ ampia e dettagliata Ordinanza del G.I.P.del Tribunale di Milano relativa all’ operazione “Ulisse”, per ora ultima di una lunga serie iniziata nel 2006, mostra che, con grande probabilità, la criminalita organizzata è riuscita a penetrare nelle istituzioni anche se non è noto a quale livello;
• che a Seregno la ‘ndrangheta si è addirittura costituita in “locale”, che questo livello organizzativo presuppone un numero elevato (anche oltre 50) di aderenti e che dunque è ben più radicata di quanto fino ad ora si poteva supporre anche dagli stessi responsabili istituzionali;
• che un componente del Consiglio comunale, il consigliere di maggioranza F. Gioffrè, si trova marginalmente coinvolto nell'inchiesta Ulisse, come emerso con grande risonanza sugli organi di stampa;
• che lo stesso consigliere, pur non essendo, a conoscenza del Consiglio, indagato, o sottoposto a misure da parte della magistratura, potrebbe tuttavia trovarsi in condizioni di intimidazione e minaccia a causa del coinvolgimento di propri stretti familiari, tali da rendere inefficace l'esercizio limpido del proprio mandato di consigliere comunale;
• che non è giustificata alcuna sottovalutazione dei fatti citati soprattutto da parte di rappresentanti eletti nelle istituzioni che dovrebbero conoscere le modalità di azione della criminalità organizzata e saper valutare la pericolosità di certi comportamenti al limite della connivenza;
Delibera
• di chiedere al consigliere Francesco Gioffré, citato nella predetta Ordinanza dal Magistrato per comportamenti poco chiari, di rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere comunale per evitare ogni sospetto di inquinamento della sua attività istituzionale;
• di attivare procedure che escludano il tentativo della criminalità di inquinare l'attività urbanistica e degli appalti del comune. Il così detto Patto di legalità delle imprese e dei fornitori che lavorano per il Comune in collaborazione della magistratura ed il Prefetto;
• di promuovere una campagna, in tempi e modi da concordare, di sensibilizzazione della cittadinanza, di indagine circa i possibili ambiti di intervento della criminalità organizzata, di sostegno alle associazioni che fanno attività contro le mafie e di educazione alla legalità partendo in particolare dalle scuole.
Giuseppina Minotti
(capogruppo della FdS)
Seregno, 25 settembre 2012

Ma mettiamoci per un attimo nei panni di Gioffrè. Ha convissuto per anni dentro un partito il cui fondatore e principale esponente, che è stato a lungo capo del governo, ha una amicizia storica con Marcello Dell'Utri, processato per concorso esterno in associazione mafiosa, amico intimo di molti boss siciliani. Ha definito Mangano un eroe, ha sostenuto in tempi non sospetti che con la Mafia "ci si doveva pur mettere d'accordo" e ha piazzato uomini di fiducia pluriassassini a fare da guardiaspalle al numero uno, finchè il numero uno non ha deciso di spararsi le ultime cartucce in mignotte e cocaina, sempre per rimanere in ambienti perbene. Perchè scandalizzarci con Gioffrè? Non ha soltanto seguito la traccia segnata dalla sua guida spirituale nonchè uomo della provvidenza che ha incarnato il mito dell'italiano medio negli ultimi 20 anni?
Solidarietà a Gioffrè e a tutti gli ndranghetisti vittime di questa ipocrisia deprimente

giaci.... un bel gioco dura poco....l'è ura de naà a cà! tira su i to strasch e fa la valigia!!! non ci mancherai. ne tu ne la tua amministrazione.

Possiblie equiparare Mariani (LN) = Formigoni (PDL) che poi sarebbe stato idendico se ci fosse stato il PD o altri partiti, ovvio che si!

Come definirli, tutti questi personaggi politici odierni e da rottamare totalmente in Seregno, compresi tutti gli altri che son lì da sempre? Se non con un unico aggettivo che non è assolutamente diffamaatorio:

Sono tutti dei PIRLA, come da definizione del Dizionario Zanichelli d'Italiano e come da nostro dialetto!

Tutti i gruppi politici e i politici hanno le proprie responsabilità, oppure tutti fan politica con omertà e irresponsabilità.

(By The Economist, Sep 22nd 2012, from the print edition: The fact that the ‘Ndrangheta, a crime syndicate born in the toe of the Italian boot, should be found in cahoots with local politicians in the north of the country is striking eviden
ce of something that is gradually becoming clear: the mafia is no longer a southern phenomenon in Italy, but a national one)

- Mafias on the move -
- Northward creep -
- In Italy Mafia-organised crime is no longer only a southern phenomenon -
TERRACINA is a sprawling town south of Rome, popular as a destination for beachside weekends. Rivarolo Canavese nestles in the shadow of the Alps north of Turin. It has Roman ruins, a handsome 14th-century castle and fewer than 12,000 inhabitants. Neither of these very different places is in the traditional, southern heartland of Italy’s mafias. Yet both have recently been tainted—and dramatically so—by organised crime.
In August Gaetano Marino, suspected to be a leading member of the Neapolitan Camorra, died when he was shot after being lured off a beach in Terracina on which families were relaxing in the sun. And earlier this year the inhabitants of Rivarolo Canavese learned that their town council had been put under direct central government control, following an investigation that found evidence of infiltration by the ‘Ndrangheta, the mafia of Calabria.
The fact that the ‘Ndrangheta, a crime syndicate born in the toe of the Italian boot, should be found in cahoots with local politicians in a town 60km (38 miles) from the French border is striking evidence of something that is gradually becoming clear: the mafia is no longer a southern phenomenon in Italy, but a national one.
Of the 22 local authorities disbanded last year because of alleged infiltration by organised crime, four were outside the south. What is happening along the coast near Rome is unclear. Some investigators fear a turf war may have started between local hoodlums and Camorra mobsters intent on expanding their influence.
Other crime syndicates have already tried to establish a presence in the capital. In 2007 Cosa Nostra was found to be running a money-laundering operation from premises cheekily situated opposite the office of the prime minister. Two years later one of Rome’s most famous bars, the Café de Paris on the leafy Via Veneto, was closed after it was discovered that it had become a front for the ‘Ndrangheta. (It has since re-opened and uses a variety of products and produce from firms that have been confiscated from mobsters.)
The situation in Italy’s north is clearer. It had long been known that criminals from the south had put down roots in the richest parts of the country. A well-intentioned, if misguided, policy dating from the 1950s led to the removal of many suspected mobsters from their areas of operation and their “obligatory sojourn” elsewhere in Italy under curfew.
Thanks to three recent and wide-ranging investigations, it is now clear that the ‘Ndrangheta not only has acquired an unrivalled ascendancy in the north, but that its presence and influence is far greater than had been suspected (or acknowledged by northern politicians). Police and prosecutors claim to have identified no fewer than 24 locali (‘Ndrangheta clans) in Lombardy, the wealthy region around Milan, and Piedmont, of which Turin is the capital.
The first two investigations, which targeted Lombardy, led in November 2011 to the conviction of 110 defendants. The written judgment, published in June, is a profoundly unsettling document. It refers to more than 70 instances of suspected intimidation in and around the country’s financial capital involving “firearms, ammunition and, in some cases, explosives”. On September 18th, a 75-year old businessman was shot in the leg near Milan in what looked suspiciously like a mafia ambush.
The third investigation—Operation Minotaur, focused on Piedmont—led to the arrest of 172 people. It was this that prompted the disbanding of the council in Rivarolo Canavese. There, ‘Ndrangheta bosses are said to have worked with a local politician to get him elected to the European Parliament. One was overheard by investigators to boast proudly that he and his men could command 11,000 votes from towns in the Alpine foothills.

Tutti i gruppi politici e i politici...
Non è vero ma fa comodo dirlo. In questo modo non è nemmeno richiesta la fatica di fare opera di distinzione. In ogni caso l'articolo non dice affatto questo (l'Economist non è per fortuna il bollettino di Grillo) ma dice che le Mafie sono un fenomeno non limitato al Sud d'Italia ma esteso anche al Nord Italia.

@Dusan fa comodo l'opposto alla politica italiana, ossia la non informazione, l'omissione e l'irrresponsabilità, inoltre controlla, tutta Italia e non solo il tuo comune. (Comparalo con i paesi e i comuni Europei, oppure quelli fuori EU)

Possiblie equiparare Mariani (LN) = Formigoni (PDL) che poi sarebbe stato identico se ci fosse stato il PD o altri partiti, ovvio che si!

Come definirli, tutti questi personaggi politici odierni e da rottamare totalmente in Seregno, compresi tutti gli altri che son lì da sempre? Se non con un unico aggettivo che non è assolutamente diffamatorio:

Sono tutti dei PIRLA, come da definizione del Dizionario Zanichelli d'Italiano e come da nostro dialetto!

se ha le palle allora tatone si dimetta! dimostri di non essere attaccato alla poltrona e rimandi tutti al voto! altrimenti è lecito pensar male....

Sono colluso alla legalità, o in collusione alle e tra politiche le locali di Seregno che sono già in collusione tra loro medesime da moltissimi anni? Che desideriri, nomi e cognomi di tutti a Seregno, loro sviluppi e inciuci immobiliari oltre che nelle partecipate, ecc., no problem? Come si chiamano in termine più soft, CRICCHE?

Un troll internettiano non sono.

Le palle non le ha, semmai è totalmente incoerente e immischiato (con amici e parenti) per non volersi dimettere. E non è pensar male, ma è la realtà.

Fate uno screening di tutti i politici locali, dei Tecnici Illustri, poi dei loro amici e parenti oltre ai loro conoscenti ;)

Già fatto con tanto di nomi e cognomi. Sono tutti i politici locali di Seregno che sono ciechi e omertosi. Anzi, peggio!

Questo hai scritto: Fate uno screening di tutti i politici locali, dei Tecnici Illustri, poi dei loro amici e parenti oltre ai loro conoscenti.
Immagino che scrivendo TUTTI ti senta a posto con il dovere di fornire prove e che sparando nel mucchio qualcosa tu riesca a prendere. Purtroppo questo modo di fare fa in genere solo "danni collaterali" e non aiuta né incoraggia coloro che cercano di interpretare la politica in modo diverso. Speriamo che dopo la lunga nottata berlusconian-leghista passi, più alla svelta possibile, anche quella qualunquista.

.... poi e se vuoi, intervieni tu, a far pulizia, e non il qualunquista di altri che non conosci nè per nome e per cognome. Così che scriverai tu l'articolo su infonodo.org

Mi troverai sabato pomeriggio in piazza V. Veneto assieme ad altri collusi a raccogliere firme contro le modifiche all'art 18, l'art 8 e l'indennità e la diaria dei parlamentari.

Vuoi fare pulizia del territorio e dalla collusione nel territorio. Oppure deleghi e incolpi altri, intanto il tempo passa?

Facile incolpare il Governo Monti, vero? Quando poi è un parlamento, il rappresentante del popolo sovrano! Comunque verrò a dare un'occhiata e ad incontrarti. Sicchè, mi illuminerai sul territorio ;)

stiamo uscendo dal discorso. se ne va tatone e la sua cricca si o no?

anche se cercheranno di tenere fino alle regionali, ma c'è di mezzo bilancio, pgt ecc...

... Attilio Gavazzi, (faceva le pellicce alla madre del Berlusca) succede solo questo a Seregno. Cmq dubito che molli di sua spontanea Sanità Mentale il Tatone, sapendo che il suo parente era ed è immischiato con l'Uff. Tecnico e Territorio. L'Ndrangheta ha lui gli fa la barba e i baffi :) dopo tutto quello che combinarono Lega Nord e PDL.

http://www.edizionilabussola.it/politicaecronaca.php?dettagli=1350309227

SEREGNO, SALVINI STA CON MARIANI "CONTENTO DI QUANTO STA FACENDO"

di Paolo Colzani dal il Cittadino mb 18/10/2012

Seregno- Resistere, resistere, resistere. Questa volta lo dice la Lega per evitare contraccolpi anche a Seregno dopo la disfatta dell'ultima tornata elettorale in provincia di Monza e Brianza. «Capisco tutte le difficoltà, ma se in un momento come questo, in cui siamo sotto attacco, cediamo spazi di democrazia, poi non li recuperiamo». Così Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda, intervenuto mercoledì 17 ottobre in sala civica monsignor Gandini di via XXIV Maggio, per dare l'indirizzo politico a sostegno della legislatura del sindaco Giacinto Mariani, entrata in un vortice di difficoltà per l'ordinanza dell'operazione «Ulisse», in cui il giudice per le indagini preliminari di Milano Andrea Ghinetti aveva tacciato di un comportamento ai limiti della connivenza con la 'ndrangheta il consigliere Francesco Gioffrè, che nel frattempo ha lasciato il Popolo della libertà e si è dichiarato indipendente, riducendo ai minimi termini i numeri della coalizione di centrodestra che governa la città. La circostanza aveva poi fatto emergere alla luce del sole il rapporto compromesso o quasi tra lo stesso primo cittadino, esponente storico del Carroccio brianzolo, ed il gruppo consiliare leghista. «Finché ci sono testa alta, numeri, spazi ed idee - ha proseguito Salvini - non vedo perché mollare. Sono contento di quello che stiamo facendo qui. Certo, io garantisco per la Lega Nord, ma non posso farlo per gli altri. Spero che i nostri compagni di viaggio siano i migliori possibili o almeno non i peggiori».

è una vergogna! una indecenza! tutti millantano dimissioni ma nessuno prende le distanze da un'amministrazione SPORCA! per non dire altro! esigiamo le elezinoni! premieremo col voto chi ha il coraggio di andare alle urne! manderemo a casa chi si ostina a rimanere attaccato alla cadrega!

Noi della FDS abbiamo un unico consigliere e questo dimostra che non basta avere dei bei programmi per ottenere anche i consensi. Non vedo inoltre perché dovremmo essere noi a dimetterci quando lo dovrebbero fare coloro che (il centro destra) hanno amministrato (male) Seregno in questi ultimi otto anni. Peraltro, essendo noi all'opposizione, le distanze da questa amministrazione le abbiamo prese fin dall'inizio (ed anche da prima). Siamo naturalmente d'accordo sul fatto che tanto prima questa amministrazione se ne vada tanto meglio sarà per i seregnesi ovviamente alla condizione che i futuri amministratori non siano peggio di quelli che se ne vanno (sempre che non siano gli stessi riciclati). Per ottenere questo risultato occorrerebbe abbandonare i linguaggi truculenti (e impotenti), rimboccarsi le maniche e mobilitare molte più persone di quelle che Infonodo riesce a raggiungere.

Tutti hanno amministrato male Seregno e non solo negli utlimi 8 anni, io ti posso indicare e realmente con documentazioni alla mano per 23 anni. Come tutti hanno amministrato male la Regione Lombardia e non solo negli ultimi 18 anni, come tutti hanno amministrato male l'Italia e negli ultimi 40 anni.

La politica italiana all'interno dell'Italia ha fallito totalmente. Tutti i politici non hanno mai e realmente fatto politica di sviluppo della collettività ma solo e unicamente propri interessi politici d'irresponsabilità all'insegna dei propri interessi economici e di sudditanza ai propri "regole antidemocratiche interne e di ogni partito italiano"!

La Democrazia in ogni Stato al Mondo ed evoluto non è la maggioranza, ma nella Civiltà che si identifica nel rispetto delle Leggi, nell'attuazione delle medesime e nel non CAOS dell'ignoranza di tutte le politiche! Nel CAOS ognuno fa quel che vuole incolpando sempre altri! E' proprio il caso di dire che tutta la politica italiana abbia appreso le leggi del Caos da Pirandello.