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di k.ts.
La giunta Mariani prosegue il proprio mandato, avendo superato lo scoglio dell’affaire Gioffrè, il consigliere del PDL beccato dai magistrati “in amicizia” con noti ‘ndranghetisti.
Martedì scorso il primo consiglio comunale dopo quasi un mese di inattività.
Il blocco dei lavori era stato causato dal momentaneo venir meno della maggioranza.
I consiglieri della Lega Nord avevano, infatti, annunciato le loro dimissioni qualora Francesco Gioffré non fosse uscito dal consiglio comunale.
Gioffré, in un primo momento convinto a farsi da parte, il 26 settembre aveva letto in consiglio comunale un testo, scrittogli dall’ufficio del sindaco, cambiandone il finale e annunciando che non avrebbe mai dato le dimissioni.
Ne è seguito un mese convulso. Il sindaco che chiede ai vertici del partito di intervenire, il coordinatore provinciale Cannobbio che si schiera con il sindaco a favore del proseguimento dell’esperienza di governo, i consiglieri comunali della Lega di Seregno che fanno spallucce e decidono di proseguire nella decisioni di mandare a casa il sindaco.
Alla fine interviene il coordinatore regionale ed eurodeputato della Lega Nord Matteo Salvini che arriva a Seregno, ufficialmente per lanciare i referendum della Lega, ufficiosamente per derimere la questione tra sindaco e consiglieri.
All’incontro nella sede della Lega, presente il sindaco, i sette consiglieri hanno consegnato nelle mani di Salvini le loro dimissioni che però sono state respinte. “Non sono qui per salvare il sindaco ma vi chiedo di pazientare ancora” sarebbe stato la richiesta di Salvini ai consiglieri dimissionari.
I motivi sarebbero tutti interni alla Lega Nord e alle sue strategie politiche in un momento di grande confusione e di elezioni politiche e regionali incombenti, con non ancora deciso se la Lega si presenterà da sola o con il Pdl.
Nello stesso incontro i consiglieri della Lega "dimissionari" avrebbero anche posto delle condizioni per il proseguimento dell’esperienza di governo, tra queste sciogliere e rifare tutte le commissioni comunali.
Ma cosa più importante, avrebbero annunciato la loro volontà di non votare il Piano di Governo del Territorio.
Il Documento di Piano è stato pubblicato lunedì 15 ottobre e per essere approvato in via definitiva deve essere discusso e votato entro il 31 dicembre, termine ultimo posto da Regione Lombardia, a meno di proroghe dell’ultimo minuto.
Il dubbio dei consiglieri della Lega Nord è che il PGT di Seregno, almeno nella prima stesura poi cestinata, sia fratello di quelli di Carate Brianza, Desio e Giussano, finiti nelle indagini della magistratura. E che la "cricca" operasse anche a Seregno, dove infatti era consulente dell’edilizia Antonino Brambilla (processato con Massimo Ponzoni per il PGT di Desio e sotto inchiesta a Carate Brianza), e dove, secondo le dichiarazioni di Sergio Pennati, Massimo Ponzoni aveva un controllo sul PGT attraverso l’ex assessore all’edilizia Attilio Gavazzi.
Ma se per il PDL seregnese, eliminato Gavazzi, si è eliminata la “mela marcia” dal cesto di mele buone, secondo i consiglieri della Lega Nord le “male marce” che orchestravano illeciti interessi atttorno al PGT sarebbero state molte.
I consiglieri della Lega avrebbero anche alcuni dubbi sull’operato del sindaco che non avrebbe trasmesso fedelmente all’estensore del piano Giorgio De Wolf, la decisione presa dalla sezione della Lega, per un PGT con zero consumo di suolo .
Prova ne sia che secondo un studio fatto dagli uffici del comune di Seregno (vedi sotto).
Il PGT, poi cestinato, se approvato avrebbe reso edificabile il 10% del Parco della Brianza Centrale, pari a 38,58 ettari di verde cementificato.
Visto che i rapporti con De Wolf sono stati tenuti dal sindaco, da suo cugino, l’architetto Roberto Corbetta, membro della commissione territorio, e dall’allora assessore all’edilizia Attilio Gavazzi, non poca irritazione e qualche battuta feroce si è guadagnato Giacinto Mariani all'interno della stessa Lega quando questa primavera si è preso i riflettori della scena firmando il protocollo, fortemente voluto dall’assessore Falvio Sambruni, per la nascita di un grande parco da 1.600 ettari che comprende il Parco della Brianza Centrale, il Parco Villoresi-Grugnotorto e il corridoio di verde creato dal PGT approvato dalla giunta Corti a Desio.
Il sindaco Giacinto Mariani, prima, ha dato l’avvallo a un PGT che cancellava 38 ettari di parco e qualche anno dopo, partite le inchieste della magistratura, si è rifatto una verginità “ambientalista” presentadosi all’opinione pubblica come uno dei fautori del grande parco che va da Cinisello a Seregno. Qualche contraddizione in effetti c’è.
Ma secondo alcuni consiglieri della Lega, anche il progettista del nuovo e del vecchio PGT, Giorgio De Wolf, non godrebbe della loro fiducia. Ci sarebbe, infatti, un esposto alla Procura di Monza, partito dalla sezione della Lega Nord di Seregno, che solleverebbe dubbi sulla prima bozza di PGT e riguarderebbe anche il lavoro fatto da De Wolf.
La situazione attuale è dunque la seguente. Alcuni consglieri della Lega Nord non hanno fiducia nel sindaco, nel progettista e se non voteranno il PGT, evidentemente anche nell’attuale assessore al Territorio, Edoardo Mazza, che nell’ultimo anno ha lavorato con De Wolf per la presentazione del Documento di Piano, pubblicato a metà mese e che dovrebbe andare in discussione nelle prossime settimane.
La logica conclusione sarebbe lo scioglimento del consiglio comunale e le elezioni anticipate.
Ma Giacinto Mariani, anche se ha subito lo smacco di essere stato sfiduciato dai propri consiglieri davanti ai vertici del proprio partito, per il momento sembra non essere intenzionato a rassegnare le proprie dimissioni e dalla loro i consiglieri del PDL di Seregno, pur di non andare alle elezioni anticipate, sono disposti a far finta di non vedere la sfiducia che gli dimostrano in ogni occasione i propri alleati di governo. E così l’agonia continua.
Anche martedì scorso se ne è avuta una comica conferma con l’elezione del presidente del consiglio comunale.
Il candidato del PDL doveva essere il consigliere Chiara Novara, ma temendo che la Lega Nord non l’avrebbe votata, come non avrebbe votato nessun pidiellino, alla fine il PDL ha presentato come proprio candidato William Viganò, consigliere del PD e candidato alla carica dallo stesso PD.


Comments
Anonymous replied on Permalink
vabbuò ... Politica Seregno ... vabbuò ... Giunta Mariani
... vabbuò ... accanimento terapeutico nei confronti di tutta la Politica di Seregno ... vabbuò ..
Più chiari e precisi in questo articolo non si poteva essere!
... prima o poi tutti i nodi andranno al pettine, e quei nodi saranno lacrime ...
gabba replied on Permalink
quindi.....
i consiglieri della lega non hanno fiducia nel sindaco Tatone. e vorrebbero mandarlo a casa, coerenti con quanto detto dopo la richiesta di dimissioni di GIoffre.
il sindaco Tatone, si dichiara duro e puro ma rimane attaccato alla poltrona, con gli amichetti del PDL.
ecco qui l'inciucio dei soliti........ma dura poco..... come dice nell'intervento sopra..... i nodi vengono al pettine prima o poi.... salvini o non salvini....
brandeburgo replied on Permalink
dai tatone.... a casa!
su tatone non fare il politico attaccato alla cadrega. dimostra un po di dignità, se ancora te ne è rimasta. piantala e vai a casa dai..... su su è finito il tempo di giocare a fare il sindaco al Dorsia....