Primarie PD - Rapporti col boss, fuoco amico sulla Brembilla

di Barbara Calderola da il Giorno del 06/01

«I VOTI dei calabresi» turbano il Pd lombardo alle prese col caso Bruna Brembilla. L’ex sindaco di Cesano Boscone, due mandati al Comune, ed ex assessore all’Ambiente della giunta Penati in Provincia (fino al 2009), rimase impigliata nelle maglie dell’inchiesta Giove (intreccio poltica-affari-’ndrangheta) della Procura di Milano, archiviata nel 2008. A togliere il sonno ai vertici del partito è un’informativa dei Ros di Milano del 2007, 400 pagine per ricostruire «l’andazzo» della politica lombarda con Brembilla al centro: nulla di penalmente rilevante, decisero gli inquirenti. Ma per il Pd il problema etico c’è eccome. Non sono stati gli avversari a rispolverare la vecchia indagine, la memoria lunga ce l’ha qualcuno nel partito. Le primarie per conquistarsi il diritto a correre per il Parlamento si sono chiuse con la notte dei lunghi coltelli e nel mirino ci sarebbe proprio l’ex assessore. Influente esponente del Pd lombardo, chi la conosce bene dice che è una donna volitiva, un po’ scontrosa, si è fatta più di un nemico anche in «casa». La direzione provinciale non ha mosso rilievi alla sua corsa per le primarie, ma dopo che ha rastrellato quasi duemila voti (1.893) fra gli iscritti, qualcuno si è ricordato di quelle sue interecettazioni telefoniche con l’sms di Domenico Papalia a Bruna, elezioni comunali: «Venticinque voti sono sicuri». Papalia, clan Barbaro. ’Ndrangheta. I giudici non ci hanno creduto, ma il partito ha attivato il comitato dei garanti per verificare se Bruna ha le carte in regola per fare «l’Italia Giusta». 


«Macché impresentabile Questa è soltanto caccia alle streghe»
di Barbara Calderola da il Giorno del 06/01

BRUNA BREMBILLA, nell’occhio del ciclone, rompe il silenzio.
Qualche importante esponente del suo partito (Maiorino) dice che lei è impresentabile e vorrebbe mettere il veto sulla sua candidatura al Parlamento. Ma lei è impresentabile?
«Ovviamente no. Se avversi ritenuto di esserlo non avrei parteciato alle primarie e la stessa direzione provinciale non avrebbe votato la lista con il mio nome. Invece nessuno ha messo in discussione la mia candidatura. Quasi 2.000 iscritti mi hanno votata dandomi fiducia. Questo parla per me».
Ritiene che nel Pd ci siano degli impresentabili?
«Non sta a me dirlo. Ho provato sulla mia pelle quanto sia pesante la diffamazione. E quanto sia facile con le parole demolire persone perbene».
A metterla nei guai è un’informativa dei Ros del 2007 con sue intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta Giove, su presunti rapporti fra politica, affari e ‘ndrangheta. L’indagine a suo carico è stata archiviata, ma emerge il suo legame con la famiglia Barbaro. Lei dice al telefono che era in grado di ottenere da loro 800-1.000 preferenze. In che rapporti è coi calabresi?
«L’informativa parte, vorrei ribadirlo, da un esposto aninimo, nel 2008 c’e stata l’archiviazione per insussistenza dei fatti. Io non conosco, né ho mai conosciuto i signori Barbaro. Conosco invece molti cittadini calabresi, brava gente, persone perbene».
Al centro della bufera anche il binario Cl. Lei si è rivolta all’imprenditore Renato Caporale, oggi accusato di bancarotta fraudolenta? I carabinieri definiscono il vostro legame “una indissolubile liaison” volta “alla gestione di affari di indubbio rilievo”.
«Con Caporale le posizione politiche sono sempre state diverse e lontane. Certamente, come tutti i miei colleghi amministratori sanno bene, il legame, ovviamente corretto e pulito. tra politica e territorio è inevitabile. Caporale era ed è editore di un giornale locale ad ampia diffusione che ha trattato e tratta la vita politica e sociale della zona».
Il suo partito se la prende coi pesci piccoli per darsi un’aura di moralità sotto elezioni?
«Io sono stata votata dal mio partito e dagli elettori delle primarie. Non è quindi il partito, che ho sentito e sento solidale, ma alcuni esponenti del Pd che intendono in questo modo “barbaro” la battaglia politica. Quanto alla moralità, il Paese ne ha un gran bisogno. I danni della caccia alle streghe sono nei libri di storia che tutti conosciamo. Difenderò in ogni luogo e modo la mia integrità morale nell’interesse mio e del Pd».

barbara.calderola@ilgiorno.net

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