Monza - Camorra. Banda di Peppe Si consegnano tre dei latitanti

di Dario Crippa da il Giorno

NON È ANCORA FINITA. E quando hanno capito che per le loro le cose si erano messe male, si sono presentati spontaneamente nelle mani della giustizia. Si tratta di tre delle persone ricercate dalla scorsa settimana nell’ambito di «Briantenopea», la maxi inchiesta di carabinieri e Procura di Monza che ha messo a soqquadro il mondo della malavita che gravitava attorno al capoluogo della Brianza. In particolare, si sono presentati alla caserma dei carabinieri di via Volturno Michele Gallo, 45 anni, nato a Boscoreale in provincia di Napoli ma residente a Monza, e Renata Bruna Monieri, 49 anni, di Monza. Si era invece presentato direttamente al carcere di Monza Mario Murolo, 41 anni, residente a Napoli.
Michele Gallo era uno degli autisti del famigerato «Peppe ’o Curt», il pluripregiudicato Giuseppe Esposito a cui rispondeva il gruppo arrestato dai carabinieri. Come definito dall’ordinanza firmata dal gip, era «a disposizione per risolvere qualsiasi problema del capo inerente l’organizzazione, presente a discussioni e a incontri organizzativi per i vari settori criminali in cui si è sviluppata l’associazione» ed «esecutore materiale nel settore delle carte clonate», visto che proprio a lui era intestata una delle carte prepagate su cui veniva fatto confluire il denaro prelevato dai conti correnti delle vittime. A «Miché», come era confidenzialmente chiamato nelle intercettazioni da Peppe ’o Curt, e al fratello, pure lui arrestato, era pure affidata la gestione di scarpe contraffatte.

RENATA Bruna Monieri è invece la basista per una rapina in una casa di Senago: è lei infatti, che lavora in uno studio commercialista di Milano, a fornire informazioni sulla potenziale vittima, spiegando che «ha fatto scoppiare la sua ditta, senza pagare stipendi e operai», e che in cassaforte doveva avere circa 280mila euro e brillanti. La batteria di rapinatori, che indossa anche una divisa fornitagli proprio dalla donna, il cui marito è un ex carabiniere, si presenta a casa della vittima e le ingiunge di consegnare il denaro con una frase da novelli “Robin Hood”: «Tu agli operai e io te li sto fregando a te. Col viso scoperto». La rapina non va esattamente secondo i piani, visto che i banditi trovano «solo» quattromila euro e perdono addirittura il cappello da carabiniere. Nonostante la sua incensuratezza, secondo il gip «appare persona pericolosa» e chiede per lei gli arresti domiliari. Mario Murolo, che rivendica una sorta di professionalità nel settore, faceva invece arrivare dalla «sua» Napoli vagonate di merce contraffatta: come 17 colli di calzature, contentenenti ognuno 34 cartoni con dentro a loro volta ciascuno 12 paia di scarpe con marchio contraffatto Nike Silver e Nike Shox. «Mi vuoi mandare questi campioni mannaggia...» si lamenta a un certo punto Peppe ’o Curt, che già conta di vendere le scarpe alla modica cifra di 7 euro il paio. Si è infine consegnato ai carabinieri anche M.B., 39 anni, di Monza, sottoposto all’obbligo di firma coinvolto nella clonazione di carte di credito.
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