Brugherio - «Contratti di solidarietà alla Candy per cancellare tutti i 120 esuberi»

di Fabio Lombardi da il Giorno del 13/07

CONTRATTI di solidarietà per cancellare i 120 esuberi previsti dalla Candy nella fabbrica brianzola (l’ultima del gruppo rimasta in Italia). È la proposta che ieri i sindacati hanno messo sul tavolo convocato nella sede di Confindustria Brianza. Un’ipotesi che l’azienda «non ha rigettato ma che ha accolto con riserva», spiega Pietro Locatelli della segreteria regionale della Fiom Cgil. Dunque Candy lascia aperto uno spiraglio a una soluzione che fino ad ora non aveva mai mostrato di gradire particolarmente. Ma la strada verso i contratti di solidarietà (che seguono il principio: lavorare, e guadagnare meno, per far lavorare tutti) non è certo semplice. «Ci stiamo attivando per vedere se è possibile ottenere entro una settimana un incontro tecnico al ministero dello Sviluppo economico per verificare la fattibilità di questa soluzione che è molto articolata e contiamo possa avere una durata biennale, rinnovabile», spiega Locatelli.
Per l’anno in corso la fabbrica di Brugherio sta già facendo ricorso a 14 settimane di cassa integrazione per far fronte al calo di produzione dovuto al crollo del mercato interno. Una situazione di crisi che non è mutata e davanti alla quale la multinazionale made in Brianza, a inizio anno, ha presentato un piano con previsioni di costruzione di 485mila lavatrici a Brugherio nel 2013 e 450mila nel 2014 impiegando a regime 370 operai contro gli attuali 490 (a Brugherio lavorano poi circa 400 fra impiegati e tecnici). Da qui i 120 esuberi.

DA UNA PARTE c’è l’azienda che, a fronte del calo delle vendite in Italia e nel sud Europa (mercati a cui sono destinate le lavabiancheria prodotte a Brugherio), intende «recuperare competitività» riducendo il costo del lavoro e ritarando i livelli di produzione. Dall’altra invece ci sono i sindacati che vogliono tutelare i livelli occupazionali. L’impressione è che la proposta dell’attuazione dei contratti di solidarietà possa essere la chiave per permettere poi ad azienda e sindacato di sedersi «più serenamente» al tavolo per discutere appunto del recupero della produttività. Nell’ultimo incontro a Roma, due settimane fa, ad esempio Candy aveva chiesto ai sindacati di andare a ridiscutere dei contratti integrativi (come la quattordicesima) «senza però concedere particolari aperture dal punto di vista della conservazione dei livelli occupazionali. Inaccettabile», aveva spiegato Claudio Cerri, segretario generale della Fiom Brianza, al termine dell’incontro.

ORA l’apertura ai contratti di solidarietà può cambiare un po’ le cose. «Se Candy garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali siamo disposti a ragionare anche sugli integrativi. Il che non vuol dire, attenzione, che accetteremo tutto quello che vuole l’azienda», aggiunge Locatelli. Nella trattativa rientrano anche il 146 lavoratori della Bessel Santa Maria Hoé in provincia di Lecco. L’impianto è stato chiuso. I lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria che scadrà a fine anno.
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