Seregno - Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex vicesindaco Gavazzi. L’accusa: aver intascato mazzette

di Stefania Totaro da il Giorno

LA PROCURA DI MONZA chiede il rinvio a giudizio di Attilio Gavazzi e altre 9 persone per corruzione sull’urbanistica a Seregno. A firmare la richiesta le pm Donata Costa e Manuela Massenz, che accusano il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza, nella sua qualità di vicesindaco e «super» assessore al territorio della prima giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, di tangenti per «agevolare» cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire.
Con Gavazzi sono indagati l’ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l’architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio «Camisasca» e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo ad un immobile in via Umberto I. Secondo l’accusa, due imprenditori titolari della «Immobiliare Stefano» di Seregno Srl, proprietaria dell’area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330 mila euro, grazie all’assegnazione a suo genero dell’incarico professionale per redigere il progetto ed ottenere così la modifica della destinazione d’uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. Somma che, stando a quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Monza, sarebbe stata versata per effettivi 279 mila euro. Il Piano è stato effettivamente approvato nel marzo 2009 dal Comune di Seregno, in accoglimento della variante proposta e, sostengono le pm, sulla base di atti amministrativi irregolari. Per l’area di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34 mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della «Edil V.L.B.» riconducibile a Paolo Vivacqua, imprenditore siciliano ucciso a Desio nel 2011 e al procacciatore d’affari di Giussano Felice Tagliabue; approvazione effettivamente avvenuta nell’ottobre sempre del 2007. Altri due imprenditori di Seregno sono invece accusati insieme a Gavazzi e al genero per una presunta mazzetta di 50 mila euro, pagata per ottenere il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Umberto I a Seregno con una variante al Prg adottata nel 2008.
Le pm hanno invece chiesto l’archiviazione per Domenico Zema, ex consigliere comunale a Cesano Maderno, che era stato indagato come socio di una società intermediaria di un’altra società che ha acquistato l’immobile di via delle Grigne a Seregno dalla «Edil VLB srl» di Paolo Vivacqua dopo che era stata già modificata da industriale a residenziale la destinazione del terreno. Ma nei confronti di Zema la Procura non ha riscontrato elementi di accusa.

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