Nella cassaforte di Paolo Vivacqua le carte sulle tangenti a Carate e Seregno

di Stefania Totaro da il Giorno del 30/03

DAI DOCUMENTI trovati nella cassaforte dell’ufficio di Paolo Vivacqua il filo rosso sulle tangenti per il mattone in Brianza. Il nome dell’imprenditore siciliano assassinato lega infatti le inchieste della Procura di Monza sulle presunte mazzette per l’edilizia in Brianza. Proprio dalle carte trovate dopo l’omicidio di Vivacqua le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno aperto prima l’inchiesta sulle tangenti per le modifiche sospette al Pgt di Carate Brianza e più recentemente quella analoga sulle modifiche sospette a PII e Pgt al Comune di Seregno in cambio di mazzette. Comune denominatore di queste inchieste proprio Paolo Vivacqua e alcuni prestanomi e soci che, secondo la Procura di Monza, avrebbero corrotto amministratori e politici per trasformare da agricole o industriali a commerciali o residenziali alcuni terreni di loro interesse.
L’inchiesta sul Pgt di Carate Brianza ha portato al patteggiamento di Maurizio Altobelli, dimissionario consigliere comunale, capogruppo del Pdl e presidente della commissione urbanistica di Carate, arrestato nel luglio 2012, dove è rimasto detenuto per oltre due mesi. Altobelli era accusato di tangenti per 1 milione e 160mila euro con altri 6 coimputati di concorso in corruzione e con loro anche il defunto Paolo Vivacqua. Da quell’inchiesta è nata una seconda costola che vede indagato l’ex consigliere comunale Pdl di Carate Antonino Brambilla, diventato poi vicepresidente della Provincia di Monza. Il processo si terrà il 20 giugno, mentre ha già patteggiato una pena pecuniaria di 36 mila euro la fallita ‘Edil V.L.B.’ di Lissone (che è ritenuta facente capo a Paolo Vivacqua). Antonino Brambilla è imputato, insieme al defunto Vivacqua e ai personaggi già giudicati o usciti di scena con patteggiamento anche per questi fatti, di essersi accordato in cambio di mazzette per complessivi 390 mila euro per il cambio di destinazione d’uso nel Pgt tra il 2007 e il 2011 di due aree in via Marengo e viale Lombardia.

L’INCHIESTA sul Pgt di Seregno vede invece principale indagato l’ex ‘superassessore’ al mattone e vicesindaco seregnese e ora dimissionario vicepresidente della Provincia di Monza Attilio Gavazzi, che si sarebbe accordato insieme ad altri presunti complici (tra cui ancora il defunto Vivacqua) per mazzette per complessivi 364mila euro. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio “Camisasca” e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo ad un immobile in via Umberto I. Per l’area di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34 mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della ‘Edil V.L.B.’. 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »