Seveso - Banca delle 'Ndrangheta. Niente scarcerazione per Domenico Zema

di Stefania Totaro da il Giorno del 01/04

RESTA in carcere Domenico Zema. L’ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano per il genero di Annunziato Moscato (ritenuto il capo della «Locale» di ’ndrangheta di Desio e condannato in appello con il rito abbreviato a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa) ed ex consigliere comunale nelle file di Forza Italia a Cesano Maderno (carica da cui si dimise nel 2000 quando fu arrestato per associazione di stampo mafioso, accusa da cui però è stato prosciolto). Domenico Zema è stato arrestato nell’inchiesta della Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano perché ritenuto braccio destro di Giuseppe Pensabene, che secondo gli inquirenti aveva assunto la reggenza della «Locale» di Desio dopo la valanga di arresti del 2010 per l’inchiesta «Infinito», creando a Seveso una «banca clandestina». Un ruolo che i giudici della libertà hanno invece ridimensionato non ritenendo Zema uno dei «capi» della presunta organizzazione criminale. A ricorrere al Riesame per ottenere la scarcerazione di Domenico Zema sono stati i suoi difensori, gli avvocati Luca Ricci e Patrizio Villa, secondo cui l’indagato nulla c’entra con l’accusa di associazione mafiosa che gli viene contestata.

«QUELLO di Zema è il primo caso di un presunto boss che viene sottoposto a usura dalla sua stessa associazione criminale, come si legge dalle carte - ha sostenuto l’avvocato Luca Ricci -. C’è poi anche una intercettazione telefonica in cui altri indagati lo indicano non come un colluso o un partecipe dell’associazione, ma dicono che è soltanto il genero di Annunziato Moscato». Ora i legali dell’ex consigliere comunale attendono di leggere la motivazione dell’ordinanza dei giudici della libertà per decidere se proseguire con i ricorsi per ottenere la scarcerazione. Non è la prima volta che Domenico Zema viene indagato per gravi reati e poi prosciolto. A parte l’accusa caduta per associazione di stampo mafioso del 2000, recentemente Zema era stato indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Monza sulle modifiche sospette al Pgt di Seregno che vede coinvolto l’ex assessore Attilio Gavazzi. Il nome di Zema emergeva come intermediario di una società che ha acquistato l’immobile di via delle Grigne a Seregno, ma il pm ne ha chiesto l’archiviazione.

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