Seregno - Corruzione sull’urbanistica: Gavazzi e altri 9 soci dal giudice

di Stefania Totaro da il Giorno

ALLA SBARRA la presunta corruzione sull’urbanistica a Seregno.
Il 19 giugno dovranno presentarsi all’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Monza Claudio Tranquillo il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza Attilio Gavazzi e altre 9 persone per cui le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno chiesto il rinvio a giudizio. Gavazzi, nella sua qualità di vicesindaco e «super» assessore al territorio della prima Giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, è accusato per presunte tangenti per «agevolare» cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire. Con Gavazzi sono indagati l’ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l’architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio «Camisasca» e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo a un immobile in via Umberto I. Secondo l’accusa, due imprenditori titolari della «Immobiliare Stefano» di Seregno Srl, proprietaria dell’area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330mila euro, grazie all’assegnazione a suo genero dell’incarico professionale per redigere il progetto e ottenere così la modifica della destinazione d’uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. Somma che, stando a quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Monza, sarebbe stata versata per effettivi 279mila euro. Il Piano è stato effettivamente approvato nel marzo 2009 dal Comune di Seregno, in accoglimento della variante proposta e, sostengono le pm, sulla base di atti amministrativi irregolari.

PER L’AREA di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della «Edil V.L.B.» riconducibile a Paolo Vivacqua, ucciso a Desio nel 2011 e al procacciatore d’affari di Giussano Felice Tagliabue. Altri due imprenditori di Seregno sono invece accusati insieme a Gavazzi e al genero per una presunta mazzetta di 50mila euro, pagata per ottenere il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Umberto I a Seregno con una variante al Prg adottata nel 2008.
stefania.totaro@ilgiorno.net

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