Seveso - Estorsioni e usura. Il pm chiede 17 anni di carcere per il boss mafioso

di Federico Berni da il Corriere della sera del 17/03

DESIO Lo chiamavano la «Banca d’Italia». Soprannome, quello affibbiato a Giuseppe «Pino» Pensabene, dovuto a quel giro di prestiti a usura, estorsioni e riciclaggio, che il 47enne di Montebello Jonico (Reggio Calabria) avrebbe gestito da un retrobottega a Seveso: è stato arrestato a marzo scorso assieme ad altre quaranta persone con l’accusa di essere il «nuovo reggente della potente cosca di ‘ndrangheta di Desio».

Per questo, il pubblico ministero della Dda Giuseppe D’Amico, ha chiesto la condanna a 17 anni di reclusione, al termine di una requisitoria durata 5 udienze nel processo in corso all’aula bunker di San Vittore, per presunti reati di associazione mafiosa e altre accuse. L’uomo avrebbe gestito una sorta di sistema di credito parallelo, al quale anche molti imprenditori brianzoli si sarebbero rivolti per creare fondi neri. Oltre 30 le richieste di pena, formulate nel processo in corso col rito abbreviato. Tra queste: 11 anni chiesti per l’ex «braccio destro» di Pensabene, Maurizio Morabito, originario della provincia di Reggio, ma domiciliato in provincia di Bergamo; 7 per il presunto referente calabrese della cosca Roberto Morgante; 10 e 8 anni per gli imprenditori brianzoli Domenico Zema e Fausto Giordano.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »