Seregno - Perché continueremo a scrivere nonostante le minacce di morte di Giacinto Mariani

Ferruccio De Bortoli ha scritto nel suo editoriale di saluto ai lettori, dopo aver lasciato la direzione de il Corriere della sera:

Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un’utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il Corriere. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli.
In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l’informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c’è trasparenza c’è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell’opacità si regredisce. 

Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale - come diceva Luigi Einaudi, collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica - devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L’opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte”.

Fatte le debite proporzioni, infonodo.org ha cercato di fare lo stesso a Seregno e in Brianza.

In questa campagna elettorale abbiamo irritato il Pd, offeso per il contenuto di un articolo che raccontava quelle che secondo noi erano le debolezze del Partito Democratico e del suo candidato sindaco (vedi a Seregno - Elezioni comunali. Il Pd rischia di sbatterci la faccia..un'altra volta); abbiamo scatenato le ire di alcuni dipendenti del comune di Seregno, perché li abbiamo richiamati al rispetto delle normativa vigente in materia di comunicazione istituzionale durante la campagna elettorale (vedi Seregno - Elezioni 2015. Il comune elimina il sondaggio sulle elezioni, i risultati sono manipolabili) e ovviamente abbiamo alimentato la rabbia scomposta della destra che ci vede, ormai da anni, come il fumo negli occhi.

Insomma, siamo stati scomodi a tutti. Possiamo quindi dire, seguendo il pensiero di De Bortoli, che abbiamo svolto “un’utile funzione civile”.

Nel passato abbiamo pubblicato per primi la notizia del processo a carico di Giacinto Mariani - mentre altre testate che avevano in mano le carte aspettavano a farlo - perché le “notizie sono notizie” (vedi Seregno - Il sindaco Giacinto Mariani a processo per appropriazione indebita).

Abbiamo pubblicato la lettera di incarico a Banca Profilo, advisor della fusione tra il gruppo AEB-Gelsia e Acsm-Agam, per lo stesso motivo (vedi Seregno - Fusione Gelsia, Acsm-Agam. All'advisor Banca Profilo 1 milione di euro con conflitto d'interessi dichiarato).

Abbiamo raccontato dei soci d’affari di Giacinto Mariani e del trattamento di favore che hanno riservato a noti ‘ndranghetisti nei loro locali (vedi Seregno - I verbali di Antonino Belnome: buttafuori e champagne per la 'ndrangheta), perché i “fatti sono fatti”.

Abbiamo scritto di forniture e appalti poco chiari per l’acquisto di banchi scolastici (vedi Seregno – Vicenda Vastarredo: a che punto siamo? La responsabilità politica del Gavazzi), per lo spazzamento neve e il rifacimento delle strade (vedi Seregno - Appalti d'oro per Giussani. In meno di nove anni incassati 4 milioni dal comune), per il trasporto pubblico locale (Seregno - Trasporto pubblico. Come l'amministrazione Mariani é riuscita ha raddoppiare i costi tagliando il servizio), perché “nell’opacità si regredisce”.

Abbiamo collaborato con l’Espresso nell’inchiesta sulla società +Energy che vedeva assieme: Mario Barzaghi, massimo beneficiario del Pgt allora in discussione, Giacinto Mariani e Luigi Spenga, il capitano dei carabinieri, e abbiamo raccontato dei rapporti commerciali tra +Energy e una società controllata dal clan dei casalesi (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT), perché “le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale”.

Abbiamo scritto sulla trasparenza del sito del comune (vedi Seregno – Segreti, bugie e violazioni delle norme sulla trasparenza), perché “dove c’è trasparenza c’è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita”.

Abbiamo pubblicato l’ordinanza in cui si parla dell’atteggiamento del consigliere Francesco Gioffré, al limite della connivenza con la ‘ndrangheta (vedi Seregno - 'Ndrangheta e Politica. Dopo il caso Gioffré il sindaco minaccia le dimissioni), abbiamo pubblicato la relazione della commissione d’indagine sul Cru 16 di piazza Risorgimento ( vedi Seregno - CRU 16. Ecco come sono stati sprecati i soldi pubblici. Tutta la relazione della commissione d’inchiesta. Martedì la discussione in consiglio comunale), perché “una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile” e all’opinione pubblica si devono “fornire gli ingredienti utili per scegliere”.

La lettura dei documenti ufficiali, delle visure, delle ordinanze, delle sentenze, di determine e delibere, sono ingredienti utili per scegliere.
Abbiamo sempre cercato, dove era possibile, di spiegare perché scrivevamo ciò che scrivevamo, usando i link ad articoli e a documenti o pubblicando quelli in nostro possesso, in modo che chi ci leggeva e avesse avuto voglia di approfondire, sarebbe potuto andare alle stesse fonti a cui avevamo attinto noi e si sarebbe potuto fare un’idea, magari anche diversa dalla nostra.

In risposta a questo, chi ha aperto il sito infonodo.org e ne è stato per qualche tempo responsabile si è visto arrivare addosso una montagna di querele da parte di Giacinto Mariani, del suo assessore Formenti e dell’ex presidente di AEB.

Tredici di queste, di cui undici presentate dallo stesso Mariani, sono state archiviate dagli organi giudiziari competenti (vedi sotto).

Ma nonostante questo Giacinto Mariani ha continuato a presentare querele contro infonodo.org.
Una delle ultime è per questo articolo: Seregno - Inchieste, tangenti e aree dismesse. I nove anni di urbanistica di Giacinto Mariani e della sua amministrazione.

Quello che non è andato giù a Mariani nell’articolo che è una semplice cronistoria, è l’accostamento tra la parola tangenti e la sua amministrazione.
Visto che Attilio Gavazzi è stato per sei anni assessore e vicesindaco delle amministrazioni guidate da Giacinto Mariani e che lo stesso Gavazzi, in particolare durante il primo mandato, era un assessore di peso che concentrava su di sé diverse deleghe (Lavori Pubblici, Edilizia Privata e Urbanistica) e adesso Gavazzi è a processo accusato di aver preso tangenti durante il suo mandato di assessore, allora è pura verità scrivere che l’amministrazione Mariani è stata coinvolta in vicende di tangenti.
Perché è vero che la responsabilità penale è personale, ma quella politica non lo è, e un sindaco risponde politicamente dei comportamenti della sua giunta.

Se questo accostamento tra le tangenti e la sua amministrazione gli dava tanto noia, Mariani non avrebbe dovuto querelare infonodo.org, ma piuttosto costituirsi parte civile nel processo che la Procura di Monza ha istituito contro Gavazzi. Questo perché é stato il suo vicesindaco che ha accostato, secondo gli inquirenti, le tangenti alla sua amministrazione, non infonodo.org.
Si è costituito parte civile? E se no, perché non lo ha fatto?

Giacinto Mariani non ha mai chiesto al sito infonodo.org né una rettifica, né una replica, ma ha sempre e solo querelato, per poi agitare davanti ai giornalisti e alle opposizioni le sue querele, e dire: “Vedete, ho querelato, sono tutte falsità!”.
Non è mai voluto entrare nel merito delle cose scritte da infonodo.org. Se fossero state realmente delle falsità, sarebbe stato facile smontarle davanti alla stampa e davanti alla cittadinanza.
E perché non lo ha fatto?

Adesso Mariani dichiara: “Per dieci anni io e la mia compagna abbiamo dovuto subire attacchi”.
Ma noi non abbiamo mai attaccato la signora Mauri e l’abbiamo citata solo in merito alla vicenda +Energy, perché é stata lei che ha firmato, a nome di quote detenute attraverso la Aperta Fiduciaria, il verbale di approvazione del bilancio 2011 di +Energy.

Infonodo ha però scritto chiaramente che il reale socio non era la signora Mauri, ma il suo compagno, Giacinto Mariani.
E’ stato lui che si è nascosto dietro una fiduciaria e dietro alla moglie per fare i suoi affari, non siamo stati noi a puntare il dito o ad attaccare la signora.
Così come altri si sono nascosti dietro alla madre o al fratello.

Quando un nostro redattore è riuscito, finalmente, a fare una domanda a Giacinto Mariani e gli ha chiesto se ritenesse opportuno girare il suo spot elettorale per le elezione Europee nella panetteria di Tripodi (condannato in via definitiva per traffico e detenzione di armi all’interno del processo Infinito contro la ‘ndrangheta in cui lo stesso comune di Seregno si é costituito parte civile), la risposta stizzita e furiosa dell’ex sindaco è stata: “E’ una panetteria come le altre, è una famiglia come le altre di Seregno”.

Sarà anche così, come dice Mariani, però i giudici nella sentenza di primo grado di condanna di Tripodi scrivono: “ Tripodi Antonino, detto Nino, è un soggetto incensurato, titolare, insieme al padre, di un panificio a Seregno, presso il quale all'epoca dei fatti svolgeva effettivamente attività lavorativa.
E' coniugato con Pio Francesca, nipote di Pio Candeloro (condannato a 21 anni di reclusione e considerato capo della locale di Desio - ndr).
La madre di Tripodi, Crea Teresa, è sorella di Crea Paolo, menzionato quale capo locale di Desio, nella sentenza emessa dal Tribunale di Milano in data 21 ottobre 1997 a conclusione del processo denominato "l fiori della notte di San Vito, ed è nipote della moglie di Pio Domenico (condannato a 16 anni di reclusione, locale di Desio - ndr).
Sono state intercettate una serie di conversazioni telefoniche che documentano i rapporti del Tripodi con Pio Candeloro, con Sgrò Giuseppe (locale di Desio - ndr), con Sgrò Eduardo (locale di Desio - ndr), con Polimeni Candeloro (condannato a 11 anni di reclusione, locale di Desio - ndr).
I dialoghi captati sono neutri quanto al loro contenuto, perché attengono tutti a forniture di pane (che in particolare Pio Candeloro omette di pagare) all' organizzazione di partite di calcetto e ad incontri di carattere conviviale, ma la frequentazione da parte di Tripodi di più soggetti intranei al locale di Desio ha indubbiamente un valore indiziante rispetto alla sua partecipazione al delitto associativo”. (vedi Sentenza Tribunale di Milano - VIII Sezione penale)

Quando a questa tornata elettorale, Edoardo Mazza, il nuovo sindaco di Seregno, partecipa a un rinfresco elettorale, presente il vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani e l’aperitivo viene organizzato proprio nella panetteria di Tripodi e l'incontro fotografato. Se poi questa foto finisce a il Fatto quotidiano che la ritiene una notizia e ci fa un articolo (vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss) che poi viene letto da tanti a Seregno, non si può, come hanno fatto Mazza e Mariani, accusare siti anonimi di cattiverie gratuite. Il Fatto quotidiano non è un sito anonimo e sta ponendo una questione, almeno, di opportunità politica.

Visto che in quella piazza dove c’è la panetteria Tripodi di bar ce ne sono tre e in centro a Seregno sono decine, non si capisce perché in campagna elettorale proprio quella panetteria diventi una calamita irresistibile dove organizzare eventi elettorali.

E’ la versione settentrionale di quello che succede in alcuni paesi del sud dove la statua del santo in processione si ferma davanti alla casa del boss e fa l’inchino?
E’ una domanda. Ce lo chiediamo e lo chiediamo.

Perché la ‘ndrangheta e le mafie non sono solo criminalità, ma criminalità organizzata+economia+politica.
Criminalità organizzata che gestisce usura, traffici illegali e racket, economia con il riciclaggio e gli investimenti in attività produttive, politica che offre una copertura nelle istituzioni.

Ma se la politica è rappresentata da Francesco Gioffré , “opaco fratello della vittima e unica voce fuori dal coro il quale sentito il 26/04/2011, pur ammettendo di conoscere i fratelli Rocco e Francesco Cristello (che sostiene di aver aiutato per una pratica presso il comune nel quale egli stesso è consigliere comunale), ha tentato in ogni modo di minimizzare la portata dei fatti giungendo quasi a prendere le difese dei Cristallo, sino al punto di dirsi estremamente stupito nell’apprendere la notizia del loro arresto del luglio 2010”, come scrive il Gip Andrea Ghinetti (vedi Ordinanza di custodia cautelare operazione Ulisse), allora non c’è alcuna speranza per questo territorio.

Nell’ottobre 2012 quando queste parole sono finite sui giornali e le hanno lette tutti, il PDL ha chiesto a Gioffré le dimissioni da consigliere comunale e di fronte al suo rifiuto, Chiara Novara, a nome di tutto il PDL, ha bollato in aula questo atteggiamento, come: “Un atteggiamento che va a minare la tutela dell’immagine e del bene sia della città sia del consiglio comunale. Un atteggiamento poco sensibile del bene di tutti i cittadini e di tutti i componenti di questa assise che consapevoli della gravità e della delicatezza della vicenda hanno auspicato al nostro pari un passo indietro [..] Pertanto alla luce della posizione assunta dal consigliere non riteniamo più possibile considerarlo componente del gruppo consigliare PDL” (ascolta audio).

Parole al vento da dare in pasto a “sudditi che se le bevono tutte”, perché di fatto Gioffré ha continuato ad appoggiare la giunta Mariani e dopo due anni e mezzo é stato ricandidato in Forza Italia come quinto della lista, contando sul fatto che molti elettori hanno dimenticato e né giornali né partiti di opposizione avrebbero scritto o detto una parola. Così come in effetti è avvenuto.

Noi lo abbiamo ricordato, il Fatto quotidiano lo ha ricordato: meritiamo di morire per questo?

A Seregno tutti i politici sono contro la ‘ndrangheta, ma quella teorica che sta in qualche luogo remoto e lontano, più la ‘ndrangheta reale e concreta si avvicina fino ad installarsi e crescere sotto casa, più i proclami diventano borbottii, sussurri e alla fine silenzio e omertà.

Negli anni Giacinto Mariani ci ha accusato di essere al servizio della ‘ndrangheta, dei costruttori, di affaristi, di banditi.
Lo ha dichiarato su giornali e in conferenza stampa (vedi Seregno - Il sindaco Mariani:" Mi attaccano perché sono contro la mafia". Poi scappa e non risponde alle domande). Adesso, non riuscendo a costringerci al silenzio usando i suoi avvocati, ci minaccia fisicamente, ci augura la morte, come molti hanno potuto vedere nel video di Seregno TV.

Non la morte come sito, ma la morte delle persone che scrivono per questo sito.

La gravità di queste affermazioni stanno davanti agli occhi di tutti quelli che vogliono vedere.
E in molti hanno visto, anche tra giornalisti e testate nazionali; a loro, amici o sconosciuti, che ci hanno portato la loro solidarietà pubblicamente o in privato va il nostro ringraziamento. Agli altri, ai cretini che applaudivano la morte fisica di quelli che scrivono, e a quegli altri che hanno iniziato a fare distinguo, possiamo rispondere con certezza che noi continueremo a scrivere in piena libertà e non facendoci condizionare in alcun modo dalle minacce né di Giacinto Mariani, né di nessun altro.

Ringraziamo in particolare, Fabrizio Gatti dell’Espresso "Giornalisti animali, dovete morire": le minacce del sindaco in Brianza” e Alessandro Bartolini de Il Fatto quotidiano “Seregno, l’ex sindaco contro il sito di denuncia: “Animali, ladri, dovete morire” per aver raccontato sulle loro testate le minacce di Giacinto Mariani e il perché.

 

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Commenti

Secondo Mariani i giornalisti dovrebbero essere tutti come il suo addetto stampa che, sebbene pagato con i soldi dei cittadini, invece di fare informazione fa del puro lecchinaggio. E parliamo di un giornalista professionista......

Esprimiamo tutta la solidarietà ai giornalisti minacciati. Riaffermando il valore della libertà di stampa e d'inchiesta, anche quando è scomoda e fin anche odiosa agli occhi di chi se ne sente bersaglio, esprimiamo ferma riprovazione della condotta aggressiva e intimidatoria tenuta da coloro che, essendo chiamati a rappresentare le Istituzioni della città, dovrebbero in ogni circostanza, rappresentarne il decoro e la compostezza, ricordando di non parlare più solo per sè stessi, ma per un'intera comunità e dunque essere avvezzi a misurare ogni "sfogo" in tutte le sue anche imprevedibili conseguenze.

Caro Giaci, volevo esprimere tutta la mia solidarietà nei tuoi confronti.

Hai ragione! Il sito “Infonodo” è stato molto cattivo. Non si fa!
Tu eri riuscito a fare tutto per bene, nessuno si era accorto di niente, e tutto ad un tratto arrivano questi giornalisti ficcanaso e mettono sulla piazza cose che tu eri riuscito a nascondere con tanta fatica, mantenendo il tuo sorriso e la tua dignità. Non è giusto!

Poi non è vero che non hai fatto niente come sindaco per Seregno. Adesso non mi viene in mente nulla, ma ci penso su e vedrai che entro le prossime elezioni troverò di sicuro almeno una cosa bella che hai fatto per Seregno: è questo conta, eccome!
Adesso sono troppo dispiaciuta per pensare a queste banalità. Sono tutte cattiverie!

Scusa Giaci se prendo in prestito le tue parole, ma queste tue parole sono giuste. Hai ragione: la città di Seregno non ha bisogno di cattiverie. Dobbiamo essere uniti, dobbiamo essere tutti amici, come fai tu.

Tu, Giaci, sei un esempio per tutti noi, tu non escludi mai nessuno. Ovviamente non sto parlando di quegli animali di Infonodo. Mi riferisco alle tante altre persone normali che ci sono a Seregno come i Tripodi.
Smettiamola! Bisogna volersi bene! Senza cattiverie, minacce.

Io, Giaci, so che le tue non erano minacce, o meglio erano minacce sì, ma senza cattiveria. Sono cose che si dicono.

Ha ragione William quando dice che Infonodo provoca. Il fatto è che questi giornalisti non imparano. Guarda cos’è successo a Charlie Ebdo? E niente! Non l’hanno ancora capita!

Io, Giaci, credo che William è una persona intelligente, anche se a prima vista non sembra, però credimi che lo è. Vedrai Giaci che secondo me diventerete una bella coppia! Politicamente intendo, senza allusioni!

Poi tu sei un tipo carismatico. Tu piaci alla gente perché sei uno che si sa divertire, mica come questi che sono sempre a cercare il pelo nell’uovo. E sei uno che sa anche come fare divertire la gente. Non a caso, Giaci, i tuoi locali sono sempre stati pieni di bella gente. Anche quei bravi ragazzi che ingiustamente sono finiti in galera, in fondo era solo brava gente che voleva divertirsi da te.

Poi veramente che la smettano con questa storia che tu vuoi ammazzare i giornalisti di Infonodo! Come se tu fossi uno sprovveduto… con la sfiga poi che portano i cadaveri, la fatica che si fa ad occultarli. Anche se tu chiedessi aiuto ai tuoi amici e ai parenti dei tuoi amici… è difficile, è un macello poi pulire tutto.

E poi tu sei un tipo sensibile, credo proprio che a te e alla tua compagna faccia impressione il sangue. E so che ti dispiacerebbe vedere piangere ancora la tua Anto. Non si fa leva sui sentimenti delle persone, mi viene una rabbia Giaci… che mi verrebbe da dirle: “Anto, prendi e vattene via, lascialo! Se vuoi smettere di piangere devi cambiare partner”.
Ma io non lo farò mai una cosa simile Giaci, perché so che siete troppo legati per mille motivi.

Giaci tieni duro, io lo so che non sei così come ti dipingono loro. Capisco il tuo sfogo perché come si dice: “Meglio fuori che dentro”. Anche se a dire la verità si riferisce ad altro...

Un abbraccio forte e in bocca al lupo, anche se non so se sia l’espressione giusta per te. Forse sarebbe meglio augurarti un bel “In culo alla balena! “

La tua fedele Liberty

questo capolavoro è da stampare e appendere in salotto :)

è troppo un lecchino!! senza dignità!!!!!

Piero Grasso: Il giornalismo arriva prima dei giudici, la mafia lo teme.
http://notiziario.ossigeno.info/2015/06/mafia-grasso-giornalismo-temuto-...

Un ufficio stampa che per produrre uno straccio di notiziario visto da quattro gatti che non parla nemmeno di Seregno utilizza personale del comune che fa decine e decine di ore di straordinario. Ecco perchè l'addetto stampa è a favore dell'amministrazione di centro-destra, perchè nessuno lo controlla . Se ci fosse stata una qualsiasi altra amministrazione forse lo avrebbero utilizzato in modo più utile per la collettività .

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