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L’Asl bacchetta i docentiDESIO — «E cosa ci sarebbe stato di male?». Nel dibattito su preservativo no o preservativo sì che ha portato all’autogestione degli studenti del liceo Majorana di Desio, interviene anche Pietro Gino Pezzano, direttore generale dell’Asl. È stata proprio una dottoressa dell’Azienda sanitaria locale, infatti, che mercoledì mattina ha tenuto un incontro con gli studenti sui temi della droga e dell’Aids.
La stessa dottoressa avrebbe dovuto portare con sé alcuni preservativi, racchiusi in scatolette, da posizionare su un banchetto insieme a materiale informativo del Ministero della salute. Idea bocciata dalla maggioranza dei professori durante il collegio docenti: 29 i contrari, 25 i favorevoli, 7 gli astenuti. Mentre era stata approvata dal consiglio di Istituto, del quale fanno parte anche alcuni alunni e genitori. «I preservativi sarebbero stati solo in visione sul banchetto, chiusi in scatolette metalliche - spiega Pezzano -. Lo avevamo concordato con il consiglio di istituto della scuola. Poi si è tenuto l’incontro e abbiamo fatto il banchetto informativo. I preservativi non c’erano ma restano un elemento importantissimo per la prevenzione, non vedo dove sia il problema».
Nei mesi scorsi in effetti c’erano state delle polemiche a livello nazionale sull’opportunità o meno di distribuire i preservativi a scuola. Da una parte il ministero della Salute e varie associazioni. Le posizioni finirono per convergere verso l’inopportunità di queste iniziative anche se poi il Ministero, sul suo sito ufficiale, definisce il profilattico «l’unico mezzo di prevenzione che protegge dal virus dell’Aids». «Comunque non sarebbe stata una distribuzione - ribadiscono i ragazzi e l'Asl -, sarebbe stata una libera scelta di prendere visione del preservativo o meno».
L’autogestione, in ogni caso, vive oggi il suo terzo e ultimo giorno, vissuto come gli altri fra dibattiti (proprio sull'Aids e i profilattici, ma anche su altri temi d’attualità come le riforme Moratti e Gasparri), concerti e laboratori. «Noi vogliamo però precisare che l'autogestione non è scattata per il problema del profilattico - dicono i rappresentanti degli studenti -, non ci interessa tanto quello. La nostra protesta nasce dalle ingerenze fra i vari organi scolastici: il collegio docenti, secondo i regolamenti, non poteva decidere su una delibera presa dal consiglio d’istituto. È per questo che siamo in autogestione, l’avremmo fatta anche se i professori avessero interferito su una decisione del consiglio d’istituto su qualsiasi altro argomento: in questo modo a cosa servono i nostri rappresentanti e quelli dei genitori?».
Alessandro Crisafulli

