Sale Bingo - «Anche dieci ore a notte: lo scopo è vendere il più possibile. Più vendi e più guadagni

COMO - (ch. sir.) Nome in codice: cartellista. Età: 26 anni. Ore di lavoro: almeno 7 a notte, a volte anche 10. Contratto: a progetto. Anna vende cartelle da gioco in una sala Bingo della provincia, insieme ad altri 4 colleghi nel suo stesso status, quasi tutti studenti universitari che hanno sposato la causa Bingo proprio per guadagnare sì, ma allo stesso tempo continuare a studiare. Lei in alternativa lavora fuori città, sempre in viaggio, mentre altri compagni di lavoro sono da poco passati alla formula a tempo indeterminato. Come si svolge il suo mestiere? E' lei a raccontarlo in prima persona. «Più passa il tempo e più devi vendere cartelle – spiega – Io sono lì da sette mesi, ma ora lascio, queste sono le mie ultime due settimane, torno sulle navi da crociera». L'inizio è stato soft, poi con la pratica è arrivato anche il ritmo giusto e di conseguenza i risultati. «Lo scopo del lavoro è quello, deve vendere il più possibile, più vendi e più guadagni – continua – A Natale per esempio ho avuto un premio di 100 euro perché gli incassi erano andati bene. Nei mesi migliori sono arrivata a guadagnare anche 1300 euro. Dal primo al sesto mese l'incremento base dev'essere almeno dello 0,15%, poi dal settimo al decimo si passa allo 0,20%. Se riesci a raggiungere i tuoi obbiettivi è anche possibile che dopo un annetto o poco più ti assumano a tempo indeterminato. Dipende da quello che vuoi, per quanto mi riguarda preferisco tornare al mio lavoro sulle navi». La giornata tipo inizia alle 20 per terminare poi alle 3 di notte, a un ritmo di partite ogni quattro, cinque, massimo sei minuti. A volte però le ore di lavoro diventano anche dieci. «Dipende, io do la mia disponibilità, ieri per esempio ho fatto 10 ore – racconta – questa notte ne farò sette. E' chiaro che più ore faccio e più guadagno, dunque tutto sta alle esigenze del momento. Comunque in ogni caso mi metto d'accordo con i miei datori di lavoro per tempo, in modo che si possano organizzare i turni». Prima di entrare nel vivo del gioco ad Anna, come ai suoi colleghi, viene dato un marsupio con 50 euro per gestire le compravendite delle cartelle. Cifra che poi al termine di tutte le partite dev'essere ovviamente riconsegnata per intero. Insomma, «i conti devono tornare». E quando gli incassi vanno bene «fioccano» anche i premi. «Se si mantiene una buona soglia di vendite ti aggiungono qualcosa in busta, anche 100 euro – continua Anna – Io ormai sono arrivata a piazzare 60 cartelle a partita. A ognuno vengono assegnate delle file di clientela. All'inizio mi mettevano in quelle meno redditizie, poi se sei bravo ti spostano, basta acquisire un po' di velocità». Ma velocità per velocità, il ritmo si fa serrato, gli ordini crescono e gli obbiettivi da raggiungere anche.la provincia di como24/02/06