Boom delle attività immobiliari Inesorabile declino del tessile

da Il Giornodi Fabio Lombardi
L’analisi condotta dall’Ufficio Statistiche del Comune

MONZA — Salgono vertiginosamente le attività immobiliari, scendono quelle commerciali al dettaglio. Cambia il tessuto economico, cambia la società e cambiano anche le attività economiche. Così il boom del settore immobiliare ha sicuramente influito sull’impennata di imprese che operano in questo campo. In otto anni, dal 1998 al 2005, le imprese immobiliari (quelle che si occupano della compravendita di case e appartamenti) sono passate da 4.229 a 5.577 (+1.348). Un exploit impressionante che è in qualche modo legato alla diminuzione dei negozi. Come? La crescita di investimenti nel settore immobiliare ha fatto lievitare i prezzi delle case e dunque anche degli affitti. Canoni dei negozi che in molti casi non sono più alla portata dei commercianti (in particolar modo nei centri storici) che sono quindi costretti ad abbassare la saracinesca. Così i negozi in Brianza sono scesi dai 6.993 del ’98 ai 6.852 del 2005. Diminuzione che, a sua volta, può essere messa in relazione a quella della crescita di un altro settore: la grande distribuzione. I centri commerciali e gli ipermercati spuntati come funghi un po’ ovunque negli ultimi anni (non servono certo i dati per capirlo basta darsi un’occhiata intorno) hanno danneggiato molti piccoli commercianti soprattutto del comparto alimentare.
I dati elaborati dall’Ufficio statistiche del Comune di Monza mostrano poi un incremento di alberghi e ristoranti (+288) passati dai 1717 del ’98 ai 2005 dell’anno scorso (ultima rilevazione disponibile).
In forte crescita anche le attività professionali (consulenti) con 810 attività in più in soli otto anni. Bene anche le attività ausiliarie di intermediazione finanziaria da 776 a 1182 (+406). Come per il commercio al dettaglio non se la passano bene le attività di assicurazione e i fondi pensione (-15).
L’Ufficio Statistiche del Comune ha poi preso in esame le cessazioni (chiusure) di attività in Brianza negli ultimi 10 anni (dal 1996 al 2006). In testa a questa classifica ci sono le imprese di costruzioni (4.450 chiusure). «Un dato che a prima vista potrebbe sembrare strano, ma solo apparentemente. Nel settore delle costruzioni ci sono molte società che nascono per partecipare ad appalti e realizzare degli specifici lavori (come ad esempio le Associazioni temporanee di impresa) che poi vengono sciolte una volta ultimato l’intervento. Ciò fa statistica, ma sono sicuramente molte di più le imprese di costruzioni nate di quelle che hanno cessato la loro attività negli ultimi anni», spiegano dal Comune.
Rispecchia sicuramente la realtà invece il dato sulle cessazioni delle industrie tessili in Brianza.
Nell’ultimo decennio hanno chiuso baracca 167 imprese del settore. Un fenomeno sul quale, come è noto, hanno inciso i prezzi stracciati dei prodotti asiatici, Paesi dove la manodopera ha costi molto ridotti rispetto ai paesi occidentali.

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