Monza - Autodromo. Processi, crisi e polemiche di provincia

di Vanwall58

Ricevuta come ogni giorno per email la rassegna stampa e letto l’articolo de Il Giorno sull’Autodromo e sulle gare che non entreranno in calendario nel 2014: Mondiale Superbike, Mondiale Turismo (WTCC) e Superstars, il doppio presidente, dell’Ac Milano e di Sias, Carlo Edoardo Valli, ha alzato il telefono convocando per il tardo pomeriggio di venerdì scorso una riunione presenti Fabrizio Turci, amministratore delegato di Sias, Alfredo Scala, procuratore della società, e il consulente delegato ai rapporti con Bernie Ecclestone, Federico Bendinelli.

Processo Miriadi. La Corte accoglie le richieste del pubblico ministero su quattro importanti telefonate

di Cronos

Parla per un’ora e diciotto minuti l’avvocato Federico Ragazzo che difende Isidoro Crea nel processo per il tentato sequestro di Carlo Malaspina.

L’avvocato conclude chiedendo per il suo assistito l’assoluzione “perchè il fatto non sussiste, in subordine il patteggiamento oppure lo stralcio della posizione per legittimità costituzionale”. Richiesta identica a quella fatta dall’altro legale del Crea, l’avvocato Andrea Orabona, nel corso dell’udienza del 6 novembre (vedi Per il legale di Isidoro Crea, Giuseppe Malaspina è teste inattendibile e agente provocatore).

Quella di Ragazzo è l’ultima arringa del processo.

Seregno - Il sindaco in delegazione a Palazzo di Giustizia

di k.ts.

Pomeriggio in Tribunale per Giacinto Mariani.

Di buon umore e facendosi notare per quanto si sbracciava nell’intrattenere i suoi interlocutori, il sindaco di Seregno è arrivato ieri, verso le quattro, al Palazzo di Giustizia di Monza, accompagnato da Walter Todaro, addetto stampa del comune, e da Gianni Corrado, l’uomo delle riprese del Tgweb di Seregno.
Il telegiornale che impegna due dipendenti del comune, Todaro e Corrado, ma che ha in media circa cento visualizzazione alla settimana, qualcosa di meno delle letture di Seregno Informa, il periodico informatico del comune, sempre a cura della coppia Todaro-Corrado, che esce quattro o cinque volte l’anno.
Fuori ad aspettarli, su una vettura della Polizia Locale di Seregno, un vigile, per l’occasione autista.

rassegna

Per il legale di Isidoro Crea, Giuseppe Malaspina è teste inattendibile e agente provocatore

di Cronos

“Lo dice la Cassazione: per una condanna occorre acquisire la certezza processuale delle responsabilità. Ed in questo processo, nel caso di Isidoro Crea, questa certezza processuale non c’è.

Giuseppe Malaspina
“La prova della colpevolezza di Crea starebbe nelle dichiarazioni dei tre fratelli Malaspina, ma Giuseppe Malaspina non è oggettivamente credibile. E’ pluripregiudicato e testimone ostile all’esame. E persona non credibile. E’ un agente provocatore”. Non fa sconti l’avvocato Andrea Orabona, difensore di Isidoro Crea che Giuseppe Malaspina definisce “ambasciatore” dei Miriadi e che - secondo l’accusa - avrebbe portato le richieste estorsive.

rassegna

Processo Miriadi. Il legale di Mario Girasole: “ Non è stato un sequestro di persona ma violenza privata”

di Cronos

L’avvocato Attilio Villa, difensore di Mario Girasole, accusato con i fratelli Miriadi di tentato sequestro, estorsione, minacce ed altri reati, inizia la sua arringa definendo il processo in corso al Tribunale di Monza come “difficile e litigioso, dentro al quale si sono volute insinuare, o meglio introdurre, una serie di circostanze che non si sono mai verificate”.
“Questo è un processo che sembra vecchio, non un processo del 2011 ma del 1990. Nato da una sorta di ricostruzione di una saga famigliare. Ed è per questo che non parlerò di quanto avvenuto vent’anni fa perché questi fatti non c’entrano nulla con l’oggi ”.

Vimercate non è Sedriano. Il sindaco: “Nessuna inchiesta sugli amministratori. Dopo i fatti di sangue degli anni ‘80 abbiamo alzato una barriera contro le infiltrazioni mafiose”

di Cronos

L’Ammistrazione di Vimercate non ci sta ad essere sbattuta in prima pagina con l’accusa d’essere collusa con la ’ndrangheta; accumunata a quella di Sedriano, comune che il Prefetto di Milano ha sciolto per infiltrazioni mafiose.

Mercoledì sera in piazza Roma, presenti un centinaio di persone, il presidio “Per la verità e la trasparenza, forti dell’orgoglio dell’onestà” organizzato in risposta all’articolo pubblicato da il Fatto quotidiano ( Mafia al nord, la lettera del deputato Pd e il “condizionamento ambientale” in Comune)

Sul palco si sono succeduti gli amministratori cittadini, il sindaco di Bellusco e alcuni consiglieri di PD, Comunità solidale, Sel e Lega Nord ( quest’ultima partito di opposizione a Vimercate ).

rassegna

Processo Miriadi. Il sindaco di Vimercate e il parlamentare del Pd testimoni al processo. La richiesta della difesa

I difensori: "Il burattinaio del processo ai Miriadi è il geometra Galbusera"
di Cronos

Udienza pomeridiana tranquilla quella di lunedì scorso a Palazzo di giustizia. L’eco della lettera inviata da Marcello Musso al questore di Milano (vedi articolo de il Fatto quotidiano), per denunciare che “il processo va avanti in un clima di intimidazione e minacce”, arriva smorzato.

Inizia l’udienza l’avvocato Giambattista Colombo, difensore di Giovanni Miriadi, che deve completare la sua arringa.

Processo Miriadi. L’avvocato della difesa: le intercettazioni indicano la linea che Giuseppe Malaspina voleva dare al processo

di Cronos

Giambattista Colombo, avvocato formatosi nello studio del professor Angelo Giarda, esordisce dicendo che “è difficile parlare di questo processo e non per il clima come dice la parte civile”. Va subito al sodo il legale che difende Giovanni Miriadi.
“Sgombriamo il campo dal dubbio: l’incontro di Giuseppe Malaspina con Giovanni e Vincenzo Miriadi è del 2009 o del 2010? Sicuramente del 2009. Anche se altri incontri ci sono stati. Nascondere rapporti di conoscenza familiare e frequentazioni delle famiglie a matrimoni e funerali, tra Giovanni Miriadi e Carlo Malaspina e tra Giovanni Miriadi e Mario Girasole che hanno lavorato per le società del gruppo dei costruttori Malaspina è impossibile”.

Processo Miriadi - La parte civile: “Il mio cliente non è mafioso, fosse stata lotta tra famiglie mafiose sarebbe finita nel sangue”

di Cronos

Parlano per oltre tre ore gli avvocati di parte civile Luca Ricci e Gerardo Perillo che hanno iniziato la loro arringa nell’udienza del 7 ottobre e la concludono nell’udienza di lunedì 14 ottobre.
In aula ci sono i loro assistiti, Carlo e Giuseppe Malaspina. Non si fa vedere Antonio, il terzo fratello.

“Carlo Malaspina non è mafioso, non ha la mentalità mafiosa e non è per questo che ha avuto remore a denunciare il tentato sequestro, anche se la sua cultura calabrese gli consente di comprendere il clima d’intimidazione. Dopo l’accaduto il mio cliente ha un travaglio interiore, non vuole recarsi all’ospedale di Vimercate preferendo quello di Monza. Si confida con Isidoro Crea, gli riferisce quanto gli è accaduto - prosegue l’avvocato - C’è un livello di confidenza tra Crea e Carlo Malaspina. Non ha invece il medesimo atteggiamento con il geometra Enrico Galbusera che verrà a sapere del tentato rapimento soltanto giorni dopo”.

Progetto Lissone – Rossi sì, ma di vergogna…

di Marco Pirola - nuovabrianza.it

Navigando sul web si trovano cose interessanti. Sul blog di Stefano Battocchio c’è tutta la trama di film dal titolo un po’ amaro. Progetto Lissone: Storia di un fallimento annunciato. Di soldi buttati dall’Amministrazione comunale. Di figure poco edificanti la cui esatta consistenza “materica” è taciuta per decenza. Del resto come chiamare altrimenti tale situazione. Il Consiglio comunale aveva appena deciso di prelevare 196mila euro dalle casse per rifinanziare e rilanciare il piano di sviluppo dell’economia lissonese. Lo stesso desiderio di “grandeur padana” da sempre in passivo. Sì perché il progetto, che aveva funzionato bene negli anni d’oro, lentamente aveva cominciato a imbarcare acqua finendo per accumulare 1 milione e 500 mila euro di debito con banche e soci. Gli stessi che con il fallimento perderanno anche i crediti accumulati. Va detto che Il Comune è una partecipata al 56% di Progetto Lissone. Da qui la decisione di approvare la ricapitalizzazione con quei “maledetti” quanto inutili 196 mila euro (ai quali si sarebbero poi dovuti aggiungere anche i soldi degli artigiani).

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