Monza - Tavoni racconta: "Ecco perché l'Autodromo ha perso il prestigio internazionale"

di Pier Attilio Trivulzio

Undici anni in Ferrari, sette dei quali come segretario del Commendatore, Romolo Tavoni portò all'Autodromo di Monza, lasciato vent'anni fa, grandi gare internazionali come la “Mille Chilometri” che richiamava più spettatori del Gran premio d'Italia.
Novant'anni appena compiuti, Tavoni racconta perché nel 1980 la Formula Uno corse a Imola e Monza venne cancellata.

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I lavoratori sul futuro della Camera di Commercio di Monza e Brianza

Lettera aperta ai Consiglieri della Camera di commercio di Monza e Brianza, 
alle associazioni di categoria, 
alle istituzioni del territorio

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Il declino dell'industria motoristica in Brianza. Un saper fare ora scomparso

di Pier Attilio Trivulzio

Gilera ad Arcore, Autobianchi a Desio, Carrozzeria Touring a Nova Milanese, Birel a Lissone, Agrati Garelli a Corticella di Monticello Brianza, Fantic Moto a Barzago, Dell'Orto Carburatori a Seregno.
Aziende che dagli Anni Venti ai primi Anni Novanta componevano la Motor Valley della Brianza, con l'Autodromo Nazionale di Monza a fare da catalizzatore.

Già perché proprio l'inaugurazione nel 1922 dell'Autodromo convinse Giuseppe Gellera a trasferire l'officina di corso XXII Marzo da Milano ad Arcore. La F.I.V. Edoardo Bianchi che produceva biciclette, moto e auto a Milano si spostò a Desio dopo i bombardamenti del 1943 proprio per essere vicina alla pista sulla quale il collaudatore Tazio Nuvolari, assunto per sviluppare il modello “Ala Azzurra” 350 per due anni, dal 1923 al 1925, tre volte la settimana si faceva il viaggio da Milano a Monza e ritorno in sella alla bicilindrica per constatare i progressi del modello.

Verso una Costituente delle realtà Civiche Seregnesi

di badseeds
"Il nuovo anno vedrà impegnata 'per Seregno Civica'  nella proposta di aggregazione della galassia dei movimenti civici presenti sul territorio. La tornata elettorale di giugno ha dimostrato in parte come la loro aggregazione potrebbe rappresentare  una proposta politica seria e credibile per il futuro del territorio."

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M5Stelle: depositata interrogazione regionale sul forno inceneritore di Desio

Il M5stelle ha chiesto che venga immediatamente avviata un’analisi epidemiologica per valutare l’impatto dell’inceneritore di Desio sulla salute dei cittadini.

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Monza - Il Comitato San Fruttuoso stila il decalogo contro lo smog

Italia  maglia nera in Europa per l'inquinamento dell'aria e la provincia di Milano si conferma come  la provincia più inquinata d'Italia. 
Al termine dell'emergenza smog dei giorni scorsi, temporaneamente tornata sotto i livelli di guardia con le recenti piogge, rimane invariato il problema di fondo. Monza è una delle città più inquinate di Italia. 

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L'accordo CEM-BEA è l'ennesimo tentativo di salvare l'inceneritore di Desio?

Il 18 dicembre c.m. è stata annunciata (http://www.infonodo.org/content/verso-la-fusione-tra-cem-ambiente-e-bea%...) la nascita di DIFFERENTIA SpA, la società che, nei piani di Brianza Energia Ambiente (BEA) e CEM Ambiente dovrebbe realizzare il tanto desiderato ciclo integrato dei rifiuti della Brianza.

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Seregno di mezzo

di Leonardo Sabia (Consigliere PD - Seregno)

A Casa Chiaravalle, Milano, i visitatori del 4° Festival dei beni confiscati alle mafie venivano accolti da una citazione della mafia, stampata e scotchata sul muro: “la mafia non esiste”. Giacinto Mariani, vicesindaco di Seregno, in Consiglio Comunale ha invece attestato l'esistenza della mafia in città: tre minuti per riconoscere che “un sentimento negativo si sta radicando nella nostra città”; tre minuti per invertire rotta dopo anni spesi guidando Seregno a nascondere la testa nella sabbia.

Resta il silenzio. Il silenzio della Seregno di mezzo che dopo essersi sdegnata al grido di “la mafia non esiste”, si ritrova senza voce per denunciare e combattere. A Roma è stato scoperchiato un sistema criminale così esteso da potersi porre nel centro della società, intermediario obbligato di ogni attività e per ogni cittadino. Un mondo di male e illegalità attorno a cui sono costrette a ruotare anche comunità e persone perbene. Un mondo di mezzo.

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Monza - Processo Vivacqua. Condanna per il 50% della "coppia diabolica", assolta l'ex moglie

di Pier Attilio Trivulzio

Quattro anni di indagini, quattordici mesi di dibattimento, sei ore di Camera di Consiglio e quattro soli minuti bastano al presidente Giuseppe Airò per leggere il dispositivo: “Ergastolo per Antonio Giarrana e Antonino Radaelli; 23 anni per Diego Barba e Salvino La Rocca oltre a tre anni di libertà vigilata, sospensione della paternità genitoriale. Assoluzione per Germania Biondo per non aver commesso il fatto, si dispone la sua rimessa in libertà se non detenuta per altri reati”.

Le motivazioni si conosceranno a marzo del prossimo anno quando verranno depositate, e si capirà perché un processo indiziario in cui almeno il movente appariva ben chiaro nella testa della pubblica accusa - cioè di una coppia di amanti che per vendetta, per interesse e per liberarsi di un ostacolo alla loro unione fa eliminare l’ex marito di lei da due killer assoldati tramite un intermediario - approdi a una sentenza dove i destini della “coppia diabolica” (così come era stata definita dagli stessi investigatori) sono opposti: lui condannato come mandante, lei assolta per non aver commesso il fatto.

Monza - Processo Vivacqua. Manca l'ambulanza, la sentenza slitta a mercoledì

di Pier Attilio Trivulzio
La direzione del carcere di Monza si “dimentica” di prenotare l'ambulanza per portare in Tribunale Antonio Radaelli - già condannato con Antonino Giarrana a 30 anni per l'uccisione di Franco Lo Jacono, consuocera di Paolo Vivacqua – e la sentenza per l'uccisione del rotamat di Ravanusa ucciso nel suo ufficio di Desio il 14 novembre di quattro anni fa, slitta al 9 dicembre.

Colpito nel carcere di via Sanquirico da infarto lunedì 23 novembre Antonio Radaelli viene ricoverato all'Ospedale San Gerardo e dai medici dimesso sabato 28 novembre. Martedì 1 dicembre il suo legale, l'avvocato Monica Sala, lo va a trovare in carcere per conoscere esattamente la situazione del suo assistito e soprattutto per capire se può e intende – come da suo diritto – essere in aula per ascoltare la sentenza che riguarda lui, Antonino Giarrana, Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca.

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