gavazzi

Tangenti a Seregno. Via libera al processo all'ex vicesindaco Attilio Gavazzi. Si inizia il 10 marzo

di k.ts.

Udienza preliminare, questa mattina davanti al Gup, Claudio Tranquillo, per gli imputati dell’inchiesta sulla corruzione nell’urbanistica a Seregno. Tra questi Attilio Gavazzi, vicesindaco e assessore nella prima giunta Mariani, e l’ex consigliere comunale Ugo Calò.

Il giudice ha accolto le richieste dell’accusa per tutti e nove  gli imputati e ha fissato l’inizio del processo per martedì 10 marzo.

L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai PM Donata Costa e Manuela Massenz era stata chiusa nel gennaio di quest’anno. Vedi sotto comunicato della GdF.

Seregno - Comunicato stampa GdF su chiusura indagini che vedono coinvolto l'ex vicesindaco Attilio Gavazzi by infonodo

Seregno - Urbanistica e corruzione: il giudizio slitta al 16 ottobre

di Stefania Totaro da il Giorno

SLITTA a ottobre il giudizio per la presunta corruzione sull’urbanistica a Seregno. Ieri è saltata per un impedimento del giudice ed è stata rinviata al 16 ottobre l’udienza preliminare nei confronti del dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza Attilio Gavazzi e di altre 9 persone per cui le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno chiesto il rinvio a giudizio. Gavazzi, nella sua qualità di vicesindaco e «super» assessore al territorio della prima giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, è accusato per presunte tangenti per «agevolare» cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire. Con Gavazzi sono indagati l’ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l’architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio «Camisasca» e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo ad un immobile in via Umberto I. A circa 350 mila euro complessivi ammonterebbero le tangenti intascate.

Brianza - Mazzette e corruzione alla sbarra: rendiconto per i politici «furbetti»

di Stefania Totaro da il Giorno

I REATI contro la pubblica amministrazione tornano alla sbarra questa settimana al Tribunale di Monza.
Si comincia mercoledì quando entra nel vivo il processo che vede imputato di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio l’ex assessore monzese Pdl al Patrimonio e all’Ambiente Giovanni Antonicelli, che è accusato di avere concesso lavori comunali in cambio di voti alle elezioni al presunto boss della camorra trapiantato a Monza Giuseppe Esposito detto Peppe ’o Curt, già condannato per questi fatti a 12 anni e mezzo di reclusione.
Sempre Antonicelli è chiamato a tornare al Palazzo di Giustizia venerdì quando invece il giudice dovrà accogliere la sua richiesta di patteggiamento a 3 anni di reclusione per corruzione sugli appalti per i rifiuti nell’inchiesta «Clean City» della Procura di Monza che vede anche altri 27 imputati chiedere il patteggiamento o il rito abbreviato tra cui gli imprenditori Giancarlo Sangalli e figli, che si trovano da 6 mesi agli arresti domiciliari con l’accusa di avere pagato tangenti a ex amministratori, politici e funzionari di mezza Italia.

LO STESSO GIORNO inizia anche il processo che vede l’ex vicepresidente della Provincia di Monza Antonino Brambilla (già condannato dal Tribunale di Monza a 5 anni di reclusione nel processo che ha visto la condanna a 10 anni e mezzo per l’ex assessore regionale lombardo Pdl Massimo Ponzoni per le mazzette per il Piano di governo del territorio del Comune di Desio) ancora imputato di corruzione in merito questa volta al Piano di governo del territorio del Comune di Carate Brianza. Infine il 19 giugno dovranno presentarsi all’udienza preliminare davanti al Tribunale di Monza il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza Attilio Gavazzi e altre 9 persone. Gavazzi, nella sua qualità di vicensindaco e assessore al Territorio del Comune di Seregno, è accusato di aver ricevuto tangenti per agevolare cambi di destinazioni d’uso di terreni.
stefania.totaro@ilgiorno.net

Seregno - Corruzione sull’urbanistica: Gavazzi e altri 9 soci dal giudice

di Stefania Totaro da il Giorno

ALLA SBARRA la presunta corruzione sull’urbanistica a Seregno.
Il 19 giugno dovranno presentarsi all’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Monza Claudio Tranquillo il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza Attilio Gavazzi e altre 9 persone per cui le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno chiesto il rinvio a giudizio. Gavazzi, nella sua qualità di vicesindaco e «super» assessore al territorio della prima Giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, è accusato per presunte tangenti per «agevolare» cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire. Con Gavazzi sono indagati l’ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l’architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio «Camisasca» e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo a un immobile in via Umberto I. Secondo l’accusa, due imprenditori titolari della «Immobiliare Stefano» di Seregno Srl, proprietaria dell’area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330mila euro, grazie all’assegnazione a suo genero dell’incarico professionale per redigere il progetto e ottenere così la modifica della destinazione d’uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. Somma che, stando a quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Monza, sarebbe stata versata per effettivi 279mila euro. Il Piano è stato effettivamente approvato nel marzo 2009 dal Comune di Seregno, in accoglimento della variante proposta e, sostengono le pm, sulla base di atti amministrativi irregolari.

PER L’AREA di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della «Edil V.L.B.» riconducibile a Paolo Vivacqua, ucciso a Desio nel 2011 e al procacciatore d’affari di Giussano Felice Tagliabue. Altri due imprenditori di Seregno sono invece accusati insieme a Gavazzi e al genero per una presunta mazzetta di 50mila euro, pagata per ottenere il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Umberto I a Seregno con una variante al Prg adottata nel 2008.
stefania.totaro@ilgiorno.net

Seveso - Banca delle 'Ndrangheta. Niente scarcerazione per Domenico Zema

di Stefania Totaro da il Giorno del 01/04

RESTA in carcere Domenico Zema. L’ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano per il genero di Annunziato Moscato (ritenuto il capo della «Locale» di ’ndrangheta di Desio e condannato in appello con il rito abbreviato a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa) ed ex consigliere comunale nelle file di Forza Italia a Cesano Maderno (carica da cui si dimise nel 2000 quando fu arrestato per associazione di stampo mafioso, accusa da cui però è stato prosciolto). Domenico Zema è stato arrestato nell’inchiesta della Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano perché ritenuto braccio destro di Giuseppe Pensabene, che secondo gli inquirenti aveva assunto la reggenza della «Locale» di Desio dopo la valanga di arresti del 2010 per l’inchiesta «Infinito», creando a Seveso una «banca clandestina». Un ruolo che i giudici della libertà hanno invece ridimensionato non ritenendo Zema uno dei «capi» della presunta organizzazione criminale. A ricorrere al Riesame per ottenere la scarcerazione di Domenico Zema sono stati i suoi difensori, gli avvocati Luca Ricci e Patrizio Villa, secondo cui l’indagato nulla c’entra con l’accusa di associazione mafiosa che gli viene contestata.

«QUELLO di Zema è il primo caso di un presunto boss che viene sottoposto a usura dalla sua stessa associazione criminale, come si legge dalle carte - ha sostenuto l’avvocato Luca Ricci -. C’è poi anche una intercettazione telefonica in cui altri indagati lo indicano non come un colluso o un partecipe dell’associazione, ma dicono che è soltanto il genero di Annunziato Moscato». Ora i legali dell’ex consigliere comunale attendono di leggere la motivazione dell’ordinanza dei giudici della libertà per decidere se proseguire con i ricorsi per ottenere la scarcerazione. Non è la prima volta che Domenico Zema viene indagato per gravi reati e poi prosciolto. A parte l’accusa caduta per associazione di stampo mafioso del 2000, recentemente Zema era stato indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Monza sulle modifiche sospette al Pgt di Seregno che vede coinvolto l’ex assessore Attilio Gavazzi. Il nome di Zema emergeva come intermediario di una società che ha acquistato l’immobile di via delle Grigne a Seregno, ma il pm ne ha chiesto l’archiviazione.

Nella cassaforte di Paolo Vivacqua le carte sulle tangenti a Carate e Seregno

di Stefania Totaro da il Giorno del 30/03

DAI DOCUMENTI trovati nella cassaforte dell’ufficio di Paolo Vivacqua il filo rosso sulle tangenti per il mattone in Brianza. Il nome dell’imprenditore siciliano assassinato lega infatti le inchieste della Procura di Monza sulle presunte mazzette per l’edilizia in Brianza. Proprio dalle carte trovate dopo l’omicidio di Vivacqua le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno aperto prima l’inchiesta sulle tangenti per le modifiche sospette al Pgt di Carate Brianza e più recentemente quella analoga sulle modifiche sospette a PII e Pgt al Comune di Seregno in cambio di mazzette. Comune denominatore di queste inchieste proprio Paolo Vivacqua e alcuni prestanomi e soci che, secondo la Procura di Monza, avrebbero corrotto amministratori e politici per trasformare da agricole o industriali a commerciali o residenziali alcuni terreni di loro interesse.
L’inchiesta sul Pgt di Carate Brianza ha portato al patteggiamento di Maurizio Altobelli, dimissionario consigliere comunale, capogruppo del Pdl e presidente della commissione urbanistica di Carate, arrestato nel luglio 2012, dove è rimasto detenuto per oltre due mesi. Altobelli era accusato di tangenti per 1 milione e 160mila euro con altri 6 coimputati di concorso in corruzione e con loro anche il defunto Paolo Vivacqua. Da quell’inchiesta è nata una seconda costola che vede indagato l’ex consigliere comunale Pdl di Carate Antonino Brambilla, diventato poi vicepresidente della Provincia di Monza. Il processo si terrà il 20 giugno, mentre ha già patteggiato una pena pecuniaria di 36 mila euro la fallita ‘Edil V.L.B.’ di Lissone (che è ritenuta facente capo a Paolo Vivacqua). Antonino Brambilla è imputato, insieme al defunto Vivacqua e ai personaggi già giudicati o usciti di scena con patteggiamento anche per questi fatti, di essersi accordato in cambio di mazzette per complessivi 390 mila euro per il cambio di destinazione d’uso nel Pgt tra il 2007 e il 2011 di due aree in via Marengo e viale Lombardia.

L’INCHIESTA sul Pgt di Seregno vede invece principale indagato l’ex ‘superassessore’ al mattone e vicesindaco seregnese e ora dimissionario vicepresidente della Provincia di Monza Attilio Gavazzi, che si sarebbe accordato insieme ad altri presunti complici (tra cui ancora il defunto Vivacqua) per mazzette per complessivi 364mila euro. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio “Camisasca” e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo ad un immobile in via Umberto I. Per l’area di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34 mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della ‘Edil V.L.B.’. 

Seregno - Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex vicesindaco Gavazzi. L’accusa: aver intascato mazzette

di Stefania Totaro da il Giorno

LA PROCURA DI MONZA chiede il rinvio a giudizio di Attilio Gavazzi e altre 9 persone per corruzione sull’urbanistica a Seregno. A firmare la richiesta le pm Donata Costa e Manuela Massenz, che accusano il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza, nella sua qualità di vicesindaco e «super» assessore al territorio della prima giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, di tangenti per «agevolare» cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire.
Con Gavazzi sono indagati l’ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l’architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio «Camisasca» e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d’uso relativo ad un immobile in via Umberto I. Secondo l’accusa, due imprenditori titolari della «Immobiliare Stefano» di Seregno Srl, proprietaria dell’area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330 mila euro, grazie all’assegnazione a suo genero dell’incarico professionale per redigere il progetto ed ottenere così la modifica della destinazione d’uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. Somma che, stando a quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Monza, sarebbe stata versata per effettivi 279 mila euro. Il Piano è stato effettivamente approvato nel marzo 2009 dal Comune di Seregno, in accoglimento della variante proposta e, sostengono le pm, sulla base di atti amministrativi irregolari. Per l’area di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34 mila euro per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della «Edil V.L.B.» riconducibile a Paolo Vivacqua, imprenditore siciliano ucciso a Desio nel 2011 e al procacciatore d’affari di Giussano Felice Tagliabue; approvazione effettivamente avvenuta nell’ottobre sempre del 2007. Altri due imprenditori di Seregno sono invece accusati insieme a Gavazzi e al genero per una presunta mazzetta di 50 mila euro, pagata per ottenere il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Umberto I a Seregno con una variante al Prg adottata nel 2008.
Le pm hanno invece chiesto l’archiviazione per Domenico Zema, ex consigliere comunale a Cesano Maderno, che era stato indagato come socio di una società intermediaria di un’altra società che ha acquistato l’immobile di via delle Grigne a Seregno dalla «Edil VLB srl» di Paolo Vivacqua dopo che era stata già modificata da industriale a residenziale la destinazione del terreno. Ma nei confronti di Zema la Procura non ha riscontrato elementi di accusa.

Seregno - Appalti d'oro per Giussani. In meno di nove anni incassati 4 milioni dal comune

 di k.ts.

C’è un rapporto privilegiato che lega l’amministrazione guidata da Giacinto Mariani e Emilio Giussani.
Un rapporto che passa dall’assessorato ai Lavori pubblici e ha due voci importanti: servizio manutenzione strade e servizio di sgombero neve.

Per i due servizi, solo nel 2013, il comune di Seregno ha pagato alla ditta Emilio Giussani fatture per complessivi € 410.905,98 .
A questi si devono aggiungere i € 107.968,17 pagati il mese scorso, a saldo dell’integrazione di spesa del servizio di sgombero neve dell’inverno 2012-2013.

NEVE D'ORO
La questione dei costi eccessivi del servizio sgombero neve é salito alla ribalta prima di Natale, quando il consiglio comunale di Seregno, nella seduta del 17 dicembre, é stato costretto a ratificare alcuni debiti fuori bilancio, tra cui l’integrazione di spesa per lo sgombero neve (vedi Delibera consiglio comunale 129/2013).

Il debito fuori bilancio di 169mila euro si è così aggiunto ai 154mila già stanziati e ha portato la cifra complessiva per il servizio di sgombero neve (inverno 2012-2013) a € 323.759,65.
Cifra che è sembrata esagerata se confrontata con quella pagata da altri comuni di analoghe dimensioni in Brianza: Cesano Maderno (*170mila euro), Limbiate (*100mila euro) ( *fonte il Giornale di Seregno).
A Desio il servizio biennale è stato messo a gara e aggiudicato per € 237.271,00.
Biennale, cioè che vale per gli inverni 2013-2014 e 2014-2015.
A Seregno il servizio annuale (solo per l’inverno 2013-2014) è stato assegnato con procedura diretta, dopo gara andata deserta, a Emilio Giussani per € 204.864,91.

Il comune di Seregno, diversamente da quello di Desio, non solo paga di più il servizio, ma, in aggiunta, fornisce all’appaltatore tredici lame raschianti e quattro spargisale da montare sui mezzi (vedi Elenco attrezzature di proprietà comunale determina n° 443/2013) .
Ovviamente, sempre se l’appaltatore utilizza le lame e gli spargisale del comune, nel caso utilizzi le proprie il comune garantisce una maggiorazione del 40% sul prezzo di nolo del mezzo.

Nel capitolato di gara, infatti, il comune di Seregno ha comunque richiesto - come condizione per partecipare alla gara - che la ditta aggiudicataria abbia già in dotazione 14 mezzi con lama raschiante e 3 mezzi con spargisale, oltre a 3 minipale gommate, 1 autocarro con cassone, una pala caricatrice e una scala aerea.

In pratica ha fatto una gara per trovare un’azienda già dotata di lame raschianti e di spargisale e allo stesso tempo mette a disposizione dell’azienda aggiudicataria le sue lame raschianti e i suoi spargisale, spendendo soldi per manutenere l’attrezzatura e altri soldi per aumentare la propria dotazione.
Le ultime due lame, prezzo totale circa 20mila euro, sono state acquistate dal comune nel 2010 (det. 901/2009).

Tra le condizioni per vincere la gara, oltre alla dotazione dei relativi mezzi e attrezzatura, l’ufficio Lavori Pubblici del comune di Seregno ha inserito un’ulteriore condizione, cioè che l’azienda abbia la sede operativa a non più di 10 km di distanza da Seregno.

Alla “gara a invito”, estesa a otto aziende e con scadenza 25 novembre 2013 (inizio dell’appalto 1 dicembre 2013), l’ufficio tecnico ha invitato, però, alcune aziende lontane da Seregno: Bruni Scavi di Grandate (23 km da Seregno), Vitali Pietro di Cisano Bergamasca (34 km da Seregno), GF Log soc. coop. di Tortona (111 km da Seregno. Tra l’altro é una cooperativa di logistica, lo si deduce anche dal nome), La Magnolia di Missaglia (14,7 km da Seregno).

E’ stata invitata anche la Solaris Lavoro Ambiente di Triuggio, costola della Coop Solaris.
Entrambe le cooperative sociali, attive nell’integrazione di persone a rischio marginalità, hanno fornito nel 2013 servizi al comune di Seregno: la Coop. Solaris per progetti a favore di disabili e rette alloggio in comunità, la Solaris Lavoro Ambiente (invitata alla gara) la trascrizione degli interventi in consiglio comunale e il taglio del manto erboso nei parchi comunali.

Con questi presupposti  ci chiediamo se la Solaris sia in grado di fornire anche il servizio di spazzamento neve.
Lo ha mai fatto? Si è mai aggiudicata un appalto di sgombero neve di entità paragonabile a quello di Seregno?

Le altre due ditte inviate dal comune alla gara sono simili per tipologia alla Emilio Giussani: la Luivat di Nova Milanese (già sub appaltatrice di Emilio Giussani per lo sgombero neve) e la Sironi snc di Arosio.
E’ stata invitata alla gara anche la Emilio Giussani di Seregno.
Nessuna delle aziende invitate ha però presentato un preventivo.

Il 27 novembre 2013, il responsabile del procedimento, l’ing. Franco Greco, prende atto che la gara è andata deserta (det. 482/2013).
Il 28 novembre 2013, l’ing. Franco Greco affida direttamente il servizio di sgombero neve 2013-2014 a Emilio Giussani (det. 483/2013), che applica uno sconto dello 0,1% (168 euro) sul prezzo preventivato dall’ufficio Lavori Pubblici.
Viene modificato anche il capitolato e viene inserita questa specifica, non presente nel capitolato della gara andata deserta:
La ditta aggiudicataria, in coordinamento e con preventiva autorizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale, dovrà provvedere per proprio conto alla manutenzione, revisione dei mezzi e attrezzatura di proprietà comunale, le spese sostenute per tali operazioni verranno rimborsate dall’Amministrazione comunale con rendicontazione approvata dal Dirigente” (art. 9 capitolato).
Insomma il comune ci mette l’attrezzatura e paga la manutenzione.

L’anno scorso le cose sono andate un po’ diversamente ma con risultato finale identico.
Il 15 novembre 2012 il comune di Seregno apre la gara invitando cinque aziende:
Cereda Paolo, ICA Strade, Cozzaglio, F.lli Ronzoni e Emilio Giussani.
Prima della scadenza del bando: Cereda Paolo e Cozzaglio mandano lettera con rinuncia a partecipare alla trattativa per impegni presi in precedenza. Il 23 novembre giorno di apertura delle offerte arriva anche la lettera di rinuncia di F.lli Ronzoni per impegni presi in precedenza.
La gara va deserta e nessuna ditta presenta una offerta (vedi det. 607/2012).

Il comune di Seregno decide di riaprire i termini della gara fissando il 7 dicembre come scadenza e invita: F.lli Giudici, Ica Strade, Casiraghi, F.lli Borgonovo, Emilio Giussani.

Prima del termine della gara: F.lli Borgonovo e Ica Strade mandano una lettera con rinuncia a partecipare alla trattativa per impegni presi in precedenza.
L’unica offerta è quella di Emilio Giussani che si aggiudica la gara con un sconto dello 0,1% (vedi det. 660/2012)

Negli anni precedenti (2005-2011) il servizio di sgombero neve è stato sempre affidato direttamente (senza gara) alla Emilio Giussani per circa il 70% del valore del servizio e per il restante 30% ad altri operatori; in una specie di rapporto tra appaltatore principale e sub appaltatori, poi formalizzato successivamente.

L’impennata del costo del servizio di sgombero neve, passando dalla giunta Perego alla giunta Mariani, è abbastanza evidente dalla tabella seguente.

Come scrive l’ufficio Lavori Pubblici nelle relative determine, le importanti integrazioni di spesa sono dovute alle straordinarie nevicate che negli ultimi anni si sono abbattute su Seregno.

LA MANUTENZIONE DELLE STRADE

L’attività principale della Emilio Giussani è la costruzione di strade e gli scavi.

Anche su questo fronte il comune di Seregno dal 2005 si avvale quasi esclusivamente di Giussani per eseguire lavori in economia (cioè sotto la soglia dei 200mila euro+IVA). Attraverso le procedura dell’affidamento diretto o del cottimo fiduciario con gara a invito estesa a cinque o più partecipanti.

Dal 2005 ad oggi abbiamo trovato (forse sono di più), venticinque lavori affidati con queste modalità alla Emilio Giussani ( più la gara d’appalto aperta per la riqualificazione di via Maccallé). In barba al principio di rotazione previsto per l’affidamento dei lavori in economia sia dalla normativa nazionale (vedi Acquisizioni in economia di lavori, beni e servizi) sia dal regolamento interno del comune di Seregno.

Lavori per complessivi € 2.314.325,27 (vedi Tabella - Lavori a Seregno, Emilio Giussani  riprodotta anche sotto).
Se a questi aggiungiamo i quasi 2 milioni di euro per lo sgombero neve spesi dalle amministrazioni Mariani e finiti per il 70% e più alla Emilio Giussani o a società a lui ricondicibili come la Brianza Inerti, non siamo molto lontani dai 4 milioni di euro passati dalle casse del comune di Seregno a quelle di Giussani.

I lavori in economia, lo ricordiamo, sono stati affidati o con affidamenti diretto o con cottimo fiduciario e gara ad invito.

Nelle gare a invito vinte da Emilio Giussani, alcuni nomi delle ditte invitate si ripetono con più frequenza : ICA strade, Paolo Cereda, F.lli Ronzoni, Scavi Seregnesi (vedi tabella sotto).
Alcune di queste, ad esempio la Scavi seregnesi sono sub appaltatori dei servizi di sgombero neve, oppure, visto che le stazioni appaltanti a Seregno sono tre, cioè: il comune, AEB e Gelsia, prendono i lavori dalle due municipalizzate.

La Scavi seregnesi, nel 2013, ha preso cinque lavori, con affidamento diretto, da AEB, per €15.011,59 (vedi AEB - Lavori forniture e servizi) e otto lavori, con affidamento diretto, da Gelsia per complessivi € 61.199,63 (vedi Gelsia - Lavori, forniture e servizi).
Nel 2012 con le stesse modalità i lavori per il teleriscaldamento di Gelsia in via Medaglie d’Oro a Seregno per € 87.556,0.

Tornando agli appalti del comune di Seregno, in una colonna della tabella  si possono vedere anche i ribassi percentuali applicati da Emilio Giussani rispetto al secondo classificato.
A volte poche centinaia di euro che hanno permesso a Giussani di vincere gare per importi di decine se non centinaia di migliaia di euro.
Bisogna essere bravi e fortunati per vincere una gara in questo modo, se poi il fatto si ripete ogni volta allora siamo di fronte a capacità fuori dal comune.

Un evento, al limite del prodigioso, lo si è visto a Seregno nel giugno del 2011.
Il comune doveva mettere a gara la manutenzione di strade e marciapiedi.
Valore totale dell’intervento 280mila euro+IVA.

L’importo complessivo, al di sopra della soglia europea (si dovrebbe andare a gara aperta con bando a evidenza pubblica), viene suddiviso in due interventi da 140mila euro l’uno:
- Manutenzione tappetini in asfalto dei tronchi stradali, 140 mila euro (vedi det. 262/2011)
- Manutenzione di tronchi di marciapiedi e risagome bituminose tronchi stradali, 140mila euro (vedi det. 263/2011).

I due interventi presi singolarmente sono sotto la soglia dei 200mila euro, il comune può allora procedere all’affidamento dei lavori in economia, cottimo fiduciario con gara a invito.

Vengono quindi fatte due gare a cui vengono invitate cinque ditte, le stesse per entrambe le gare: Ica Strade, Colombo Strade, F.lli Scuffi, I Santissimi, P.S. Valera Scavi.
Non c’è Emilio Giussani.

Il 9 giugno F.lli Scuffi presenta due offerte, una per gara, ed è l’unica azienda a presentare offerta.

Il 10 giugno l’ufficio Lavori Pubblici riapre i termini della gara, posticipandoli al 23 giugno. Vengono contestualmente invitate altre cinque ditte: F.lli Ronzoni, S.A.G. Borotto, Paolo Cereda, Emilio Giussani e Scavi Seregnesi.

Fioccano i preventivi (alla fine saranno nove per gara) e si svegliano anche le aziende che in prima istanza non avevano presentato offerta. Ma Emilio Giussani li batte tutti aggiudicandosi entrambe le gare (vedi verbali delle det. 350/2011 e det. 351/2011).

GLI APPALTI 2014-2015

Per il 2014 il comune di Seregno ha messo in preventivo 300mila euro in lavori per la manutenzione di strade e marciapiedi e altri 250mila euro sono previsti per il 2015 (vedi Piano opere pubbliche).
Lavori che, sopra la soglia europea dei 200mila euro, dovrebbero essere messi a bando con gara aperta, a meno che - come al solito, facendo lo spezzatino ed eludendo la normativa - si proceda con i lavori in economia e il cottimo fiduciario con gara a invito.
Anche in questo caso (secondo la normativa nazionale e il regolamento del comune di Seregno) ci deve comunque essere la rotazione delle ditte invitate, in modo che a vincere non siano sempre le stesse.
Rendendo in questo modo più difficili cartelli, pastette e corruzione.

Il gruppo guidato da Emilio Giussani* è sicuramente in grado di partecipare a una gara aperta per la manutenzione delle strade e dei marciapiedi di Seregno e vincerla, evitando affidamenti diretti e gare a invito che sembrano fatte su misura e che lasciano adito a cattivi pensieri e al ricordo di quando nel 1993 una vicenda di corruzione lo vide coinvolto (vedi Seregno - Tangenti sulle strade, ex assessore a giudizio).

Il “metodo Seregno” delle gare a invito e degli affidamenti diretti, tra l’altro, lo avevamo già raccontato su questo sito qualche anno fa (vedi vicenda Vastarredo).

*Il gruppo Giussani é costituito da Brianza Inerti, Emilio Giussani srl, le numerose immobiliari tra cui la Caledonia che ha realizzato dopo il 2006 il Pii Giardino di via Monti.
Giussani ha costituito recentemente la Novabit che ha due impianti di recupero conglomerati bituminosi a Nova Milanese e a Cantù.
Gli altri soci di Novabit sono: Marta Vinicio, la Pituello, la Gini Giuseppe spa di Grandate, la Lombarda Condotte dei figli di Giuseppe Asti, titolare della Tagliabue di Paderno Dugnano e Mauro Pietro Colombo, socio del sindaco Giacinto Mariani nel locale Molto e nel ristorante Mucho Mas di Carate Brianza.

Seregno - Inchieste, tangenti e aree dismesse. I nove anni di urbanistica di Giacinto Mariani e della sua amministrazione

di k.ts.

Tangenti per complessivi 414mila euro di cui 363mila effettivamente versati.
Queste le accuse degli inquirenti ad Attilio Gavazzi, raccolte in un faldone di 4200 pagine.
Soldi che l’ex vicesindaco di Seregno si sarebbe spartito con il genero, l’architetto Andrea Attolini e con l’ex consigliere comunale del Pdl, l’avvocato Ugo Calò.

Nel comunicato stampa diramato venerdì scorso dalla Guardia di Finanza a cui rimandiamo (vedi link) si fa riferimento a tre varianti al PRG.

Le tre varianti furono adottate e approvate tra il giugno 2007 e il marzo 2009 dalla maggioranza che sosteneva la prima giunta Mariani e nella quale Attilio Gavazzi ricopriva il ruolo di vicesindaco e di assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.

Variante Prg di via delle Grigne
adozione Delibera C.C. n. 69 del 27 giugno 2007 ; approvazione Delibera C.C. n. 106 del 16 ottobre 2007.
Piano di recupero “DR12BIS edificio di Via Umberto”
adozione Delibera C.C. n. 21 del 05 febbraio 2008; approvazione Delibera C.C. n. 76 del 03 giugno 2008.
Programma Integrato d’Intervento “Ex area industriale Camisasca”
adozione Delibera C.C. n. 139 del 4 dicembre 2008 ; approvazione Delibera C.C. n. 37 del 17 marzo 2009.

Sotto la guida della prima giunta Mariani, la maggioranza di centrodestra di Seregno ha approvato, tra l’ottobre 2005 e il marzo 2009, almeno 11 importanti varianti al PRG: cinque programmi integrati d’intervento (tra cui l’ex Camisasca), tre piani di lottizzazione, due piani di recupero (tra cui quello di via Umberto) e la variante di via delle Grigne.
Di questi, otto sono stati approvati dopo il luglio del 2007, quando la giunta Mariani - presente per l’occasione l’allora assessore regionale al Territorio Davide Boni - aveva dato incarico all’architetto Giorgio De Wolf di redigere il nuovo Piano di Governo del Territorio.

Il piano venne consegnato da De Wolf nel maggio del 2009 e depositato con protocollo riservato l’11 agosto 2009, ma non fu mai portato in discussione.
Il clima in quegli anni non è sereno all’interno della maggioranza, con contrasti sull’urbanistica tra l’assessore allo Sport della lista civica Amare Seregno, l’architetto Marco Cajani (nel 2010 infatti esce dalla giunta) e Attilio Gavazzi.

Nel 2008 si registrano anche due misteriosi furti. Il primo ai danni dell’ufficio tecnico del comune di Seregno, quando nel marzo ignoti rubano un computer (vedi Strano furto di un pc negli uffici comunali). Gavazzi a proposito dichiarerà: “Non si può escludere che si siano infiltrati per prendere visione dei documenti custoditi negli uffici”.
Il secondo furto davanti al Noir di Lissone (gestito da soci di Giacinto Mariani).
Ignoti rompono il finestrino dell’auto del consigliere Riccardo Liviero (Lega Nord) e rubano solo una cartellina che porta il titolo ben visibile: “Indicazioni PGT”.

Con le nuove elezioni amministrative di fine marzo 2010, Attilio Gavazzi non viene confermato assessore all’Urbanistica, sostituito nel ruolo da Edoardo Mazza.
Nel giugno 2010, Giacinto Mariani, l’ex comandante dei carabinieri di Seregno Luigi Spenga e gli avvocati Sergio Testa e Raffaella Villa - tutti coperti da una fiduciaria - aprono con Mario Barazaghi la +Energy.

Nell’estate di quell’anno, Edoardo Mazza, ormai assessore da tre mesi, riceve finalmente la copia della bozza di PGT consegnata da De Wolf l’anno prima.
Escono le prime voci sul PGT e si acuiscono i contrasti all’interno della Lega Nord tra il sindaco Giacinto Mariani da una parte, Luca Talice (vedi Lettera aperta dei residenti di via Foinera sul timore di nuove speculazioni edilizie) e i consiglieri che poi si dimetteranno nell’aprile 2013 dall’altra.

Nel settembre del 2010 in una conferenza stampa congiunta con Giacinto Mariani (vedi articolo), Mario Barzaghi, patron dell’Effebiquattro, smentisce le voci su un possibile trasferimento dell’azienda. Voci che erano circolate dopo che dal PGT era emerso il progetto di intervento urbanistico sull’area dello stabilimento Effebiquattro.

Ai primi di ottobre i consiglieri della Lega Nord Federica Forcolin e Davide Giannobi raccontano al sindaco di Seregno e all’assessore al Commercio Marco Formenti le presunte violenze sessuali perpetuate ai loro danni da Luca Talice.
La vicenda delle violenze sessuali è strettamente collegata alle questioni urbanistiche di Seregno, come mettono in evidenza i giudici nella sentenza di assoluzione di Luca Talice (vedi documento in fondo alla pagina).

Il 23 ottobre 2010 Federica Forcolin e Davide Giannobi denunciano Luca Talice per le presunte violenze sessuali. Il 10 gennaio 2011 esce la notizia sull’Esagono e scoppia lo scandalo.
Luca Talice si dimette dalla carica di assessore alla Sicurezza della Provincia di Monza e Brianza, ma rimane consigliere comunale a Seregno.

Nel maggio del 2011 la Guardia di Finanza visita più volte l’ufficio tecnico del comune per acquisire documenti. Il 23 maggio viene convocato dai magistrati l’assessore Edoardo Mazza. Le domande dei magistrati riguardano anche il PGT(vedi Seregno, Gdf in comune, ascoltato Mazza e indagato Greco).

Con decisione già annunciata da alcuni giorni (vedi Seregno - Gavazzi fuori dalla Giunta. Lunedì il giorno della verità), il 30 maggio 2011 Attilio Gavazzi viene estromesso dalla Giunta Mariani dove ricopriva il ruolo di assessore ai Servizi Sociali e di vicesindaco.

Il 12 luglio 2011 in una seduta convulsa viene cancellato il primo progetto di PGT (vedi delibera di Consiglio comunale). Viene, quindi, ridato incarico a Giorgio De Wolf di redigere un nuovo PGT.

Il 16 gennaio 2012 viene spiccato mandato di arresto nei confronti di Massimo Ponzoni, Antonino Brambilla, Rosario Perri, Franco Riva e Filippo Duzioni per corruzione sui PGT di Desio e Giussano. Tra gli indagati anche Ornello Mariani (vedi Seregno, Ornello Mariani e le aree sotto la lente), industriale e presidente della Fondazione casa di riposo Ronzoni-Villa a Seregno.
Diventa di dominio pubblico il memoriale di Sergio Pennati nel quale l’ex socio e commercialista di Massimo Ponzoni indica Attilio Gavazzi e il genero Andrea Attolini come gli uomini attraverso i quali lo stesso Ponzoni influenza le scelte urbanistiche a Seregno.

Il 9 luglio 2012 inizia il dibattimento del processo che vede imputato Luca Talice. Le sedute per volontà delle parti offese, Federica Forcolin e Davide Giannobi, si svolgono a porte chiuse.
Sul banco dei testimoni sfilano i politici, tra cui Giacinto Mariani, Marco Formenti e Attilio Gavazzi, primi a raccogliere le confidenze dei due giovani consiglieri comunali della Lega Nord.

Nel settembre del 2012 il Consiglio di Stato, su ricorso proposto da un privato, dichiara illeggittimo il Programma Integrato d’Intervento denominato ex-Parà.
Il piano era stato approvato dal consiglio comunale il 17 marzo 2009 in concomitanza con il PII Camisasca. Dubbi di leggitimità erano stati sollevati dall’allora assessore allo Sport, Marco Cajani, perché la normativa della Regione stabiliva con legge del 13 marzo 2009 che: “Fino all'approvazione del PGT, i comuni non possono dar corso all'approvazione di programmi integrati di intervento in variante”.

Dopo il parere favorevole di Antonino Brambilla, allora consulente all’urbanistica del comune di Seregno, continuando i dubbi di Cajani e di alcuni consiglieri e assessori della Lega Nord, viene chiesto un riscontro all’assessorato al Territorio di Regione Lombardia allora guidato da Davide Boni. La richiesta, transitata sul tavolo del collaboratore di Davide Boni Dario Ghezzi (poi presidente di Gelsia Ambiente su indicazione di Giacinto Mariani), ottiene una risposta favorevole in poche ore (vedi documento). Giusto in tempo per l’approvazione nel consiglio comunale convocato in serata.

Il 12 gennaio 2013 il sito infonodo.org rivela che, qualche giorno prima di Natale, l’assessore Edoardo Mazza e il geometra del comune Mauro Facchinetti sono stati convocati in Procura e ascoltati dai magistrati. Le domande del sostituto procuratore Donata Costa vertono su Attilio Gavazzi e sui Programmi Integrati di Intervento tra cui l’ex Camisasca (vedi Seregno - La convocazione in Procura dell’assessore Mazza e la nomina come consulente all’urbanistica di Paolo Bertacco).

Il 18 gennaio 2013 la Procura conferma un’indagine a carico di Attilio Gavazzi e del genero Andrea Attolini (vedi articolo).

Il 6 febbraio 2013 vengono fatte le perquisizioni a casa degli indagati (vedi Inchiesta urbanistica undici indagati. Raffica di perquisizioni, nel mirino l’ex assessore Gavazzi ).
Le indagini nascono dalla documentazione trovata nell’ufficio di Paolo Vivacqua, l’imprenditore ucciso a Desio nel novembre del 2011. Altre carte sequestrate nell’ufficio di Vivacqua portano all’inchiesta sull’urbanistica di Carate Brianza (vedi articoli).

Il 10 aprile 2013 Giacinto Mariani viene ascoltato come testimone nel processo Ponzoni.
Alla domanda del PM Donata Costa sul ruolo di Andrea Attolini (genero di Gavazzi) in alcuni programmi integrati d’intervento, il sindaco di Seregno risponde: “Gira questa voce, ma io direttamente non ho contezza di questo fatto. Non mi occupo di chi sia il professionista”.
La Costa chiede anche lumi sulle modifiche al regolamento comunale per i Programmi Integrati d’Intervento (ascolta audio).
Il “Documento di inquadramento della programmazione integrata di intervento” di cui si parla nell’interrogatorio viene approvato nel 1999. Modificato una prima volta nel febbraio del 2005 dalla giunta Perego nell’ambito del PII di via Pellico (area di proprietà di Andrea Sabia, padre dell’attuale segretario cittadino del Pd), viene modificato nuovamente dall’amministrazione Mariani, il 28 febbraio 2006 (vedi delibera di consiglio comunale).

Il 18 aprile 2013 esce su infonodo.org e su l’Espresso l’inchiesta su +Energy che mette in luce le relazioni di affari tra Giacinto Mariani e Mario Barzaghi sorte nel momento in cui era prevista la presentazione del progetto di PGT (il primo) che beneficiava l’area di proprietà dell’Effebiquattro di un grande intervento urbanistico (vedi articolo).
A causa dello scandalo si dimettono sei consiglieri della Lega Nord di Seregno: Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell’Orto, Mario Gerosa, Alex Paro e Claudio Tono.

Il 5 giugno 2013 Luca Talice viene assolto con formula piena dall’accusa di violenza sessuale ai danni di Federica Forcolin e Davide Giannobi.

Il 12 dicembre 2013 viene adottato il nuovo PGT.
L’area dell’Effebiquattro è ancora sede di un’importante modifica urbanistica, con numeri non molto dissimili da quelli previsti nel primo piano di PGT. Un metro quadro di Slp (superficie lorda pavimento) per ogni 4,5 metro cubo già costruito. L’altezza e altri dettagli dell’intervento urbanistico vengono rinviati a un piano attuativo da approvare in sede di consiglio comunale.

Perché - nonostante le dichiarazioni di Mario Barzaghi (vedi articolo) di non voler dismettere l’area Effebiquattro - il PGT del comune di Seregno insiste nell’individuarla come sede di una possibile grande trasformazione della città?

Nel Documento di Piano del PGT così viene spiegato il possibile intervento urbanistico sulle aree ATe. L’Effebiquattro viene individuata in cartina come ATe 3:
Ambiti di trasformazione economica (ATe)
ambiti interessati da insediamenti produttivi ancora in attività ubicati in quella porzione di territorio situata a ovest della stazione ferroviaria al cui interno confluiscono luoghi e aree diverse tra loro, sia per le direttrici geometriche di impianto, sia per i modelli insediativi che le compongono sia per le funzioni insediate.
In questi ambiti, fino al permanere delle attività produttive, sono consentiti con procedura diretta interventi della categoria “recupero edilizio” e “nuova costruzione” nel rispetto degli indici e dei parametri del tessuto di appartenenza.
L’attenzione posta a queste aree dal Documento di Piano nasce dalla consapevolezza che le regole che determinano il permanere o meno di attività economiche su un territorio spesso sono estranee alle scelte che possono essere effettuate a livello locale; si ritiene pertanto essenziale, considerata l’ubicazione di queste aree nel tessuto consolidato e la loro importanza sia sotto l’aspetto economico che sotto quello urbanistico, dettare fin da ora delle regole affinché, al verificarsi di condizioni esogene che determinino un mutamento delle politiche economiche in atto, sussistano le premesse per un rapido recupero funzionale e qualitativo delle aree attualmente interessate da questi insediamenti e dei volumi su di esse insistenti.
Ciò al fine di impedire, da un lato, un rapido degrado del contesto urbano e sociale di questa porzione del territorio, dall’altro una efficace e rapida riconversione delle funzioni insediate in grado di mantenere vivo e vitale il tessuto economico della città.

In pratica l’amministrazione Mariani è così preoccupata dal degrado delle aree dismesse da intervenire ancor prima che queste aree siano effettivamente dismesse. Qualcuno, però, potrebbe scambiarlo per un incentivo a chiudere e/o a trasferire la produzione.

Infine, l’altro giorno, 24 gennaio 2014, l’annuncio di chiusura dell’indagine della Gdf su Attilio Gavazzi.
Tra gli indagati il costruttore Carmelo Giordano, già consigliere comunale della Lega Nord a Cesano Maderno, coinvolto nel Pii Camisasca.
La sua candidatura nella lista dell’ex sindaco Marina Romanò fu voluta da Davide Boni (vedi La Lega di Davide Boni e il Piano di Governo del Territorio).

 

Sentenza Talice Urbanistica by infonodo

"Tangenti sulle concessioni edilizie": indagato l'ex vicesindaco di Seregno

da la Repubblica

A un anno dall'avvio dell'inchiesta si sono concluse le indagini dei finanzieri del comando provinciale di Milano, coordinati dai pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz, sulle presunte tangenti pagate a ex amministratori del Comune di Seregno, in Brianza, per agevolare cambi di destinazione d'uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire. Nel mirino, in particolare, l'ex assessore e vicesindaco Attilio Gavazzi e l'ex consigliere comunale Ugo Calò, che avrebbero intascato tangenti per far approvare modifiche urbanistiche.

I militari della tenenza di Seregno nel febbraio 2013, su ordine della Procura di Monza, avevano eseguito una serie di perquisizioni in abitazioni e uffici degli indagati, acquisendo documentazione anche presso l'assessorato all'Urbanistica. Sotto la lente della guardia di finanza e dei magistrati sono finiti due piani integrati di intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l'ex cotonificio Camisasca, e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d'uso relativo a un immobile in via Umberto I.

Carmelo Giorano
e Salvatore Barba, titolari della immobiliare Stefano di Seregno srl, proprietaria dell'area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330mila euro, grazie all'assegnazione a suo genero, l'architetto Andrea Mario Attolini, dell'incarico professionale per redigere il progetto, e ottenere così la modifica della destinazione d'uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. La somma, stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata versata per effettivi 279mila euro.


Tangenti a Seregno, dieci indagati
Legami con l’omicidio di un imprenditore
L’inchiesta nacque dalle carte ritrovate nell’ufficio Paolo Vivacqua, freddato nel 2011 mentre parlava al telefono

da il Corriere

E’ arrivata alla stretta finale l’indagine sulle presunte tangenti a Seregno: la guardia di finanza ha chiuso venerdì l’inchiesta iniziata un anno fa. Sul banco degli imputati ci sono dieci persone fra imprenditori e politici della cittadina brianzola, fra i quali spiccano i nomi di Attilio Gavazzi, ex vicesindaco e assessore comunale all’urbanistica del Pdl e consigliere provinciale, e di Ugo Calò, ex consigliere comunale sempre del Pdl. L’ipotesi di reato avanzata dai pm di Monza, Donata Costa e Manuela Massenz, è corruzione: gli amministratori avrebbero intascato mazzette per favorire il cambio di destinazione di alcune aree e per ottenere permessi di costruire.

L’OMICIDIO - L’inchiesta nacque dalle carte ritrovate nell’ufficio Paolo Vivacqua, un imprenditore siciliano con interessi immobiliari nella zona ucciso a Desio nel 2011. L’uomo venne freddato nel suo ufficio di Desio in pieno giorno, in perfetto stile esecuzione mafiosa, mentre parlava al telefono seduto alla sua scrivania.

I PIANI DI INTERVENTO - Le indagini, iniziate un anno fa, hanno portato i detective delle fiamme gialle a concentrare l’attenzione su alcuni casi specifici. In particolare, verrebbero considerati «sospetti» due piani integrati di intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l’ex cotonificio Camisasca, e di via delle Grigne. Gavazzi, secondo l’accusa, avrebbe preso una prima mazzetta di quasi 300 mila euro per modificare la destinazione del cotonificio e una seconda, assieme a Calò, di 34 mila euro.

L’IMMOBILE INDUSTRIALE - I due, sostengono gli inquirenti, avrebbero percepito la somma nel 2007 «per favorire l’approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d’uso dell’area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della Edil Vlb, riconducibile a Paolo Vivacqua, imprenditore siciliano ucciso a Desio nel 2011». La vittima avrebbe tratto un vantaggio economico dalla modifica. Un’ultima accusa nei confronti di Gavazzi riguarda una tangente da 50 mila euro che sarebbe stata pagata per ottenere il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Umberto I a Seregno.
 


Inchiesta per corruzione a Seregno, chiuse le indagini

La Procura di Monza chiude con 10 indagati l'inchiesta per corruzione sull'urbanistica a Seregno. Dopo circa un anno dall'avvio delle indagini eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Milano
di Stefania Totaro da il Giorno

Seregno, 24 gennaio 2014  - La Procura di Monza chiude con 10 indagati l'inchiesta per corruzione sull'urbanistica a Seregno. Dopo circa un anno dall'avvio delle indagini eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Milano, le pm Donata Costa e Manuela Massenz hanno fatto il punto sulle presunte tangenti pagate ad ex amministratori del Comune di Seregno per "agevolare" cambi di destinazione d'uso di alcune aree e per ottenere permessi di costruire. Al centro dell'inchiesta il dimissionario consigliere Pdl della Provincia di Monza Attilio Gavazzi (ex vicesindaco e ex «super» assessore al territorio della prima giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010), l'ex capogruppo Pdl e consigliere comunale a Seregno Ugo Calò, professionisti (come l'architetto Andrea Attolini, genero di Gavazzi), costruttori e prestanomi.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti due Piani Integrati di Intervento nelle aree di via Stefano da Seregno, dove sorgeva l'ex cotonificio "Camisasca" e di via delle Grigne, nonché un cambio di destinazione d'uso relativo ad un immobile in via Umberto I. Secondo l'accusa, due imprenditori titolari della 'Immobiliare Stefano' di Seregno Srl, proprietaria dell'area ex Camisasca, si sarebbero accordati per versare a Gavazzi 330 mila euro, grazie all'assegnazione a suo genero dell'incarico professionale per redigere il progetto ed ottenere così la modifica della destinazione d'uso del terreno su cui sorgeva il cotonificio. Somma che, stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata versata per effettivi 279 mila euro. Il Piano è stato effettivamente approvato nel marzo 2009 dal Comune di Seregno, in accoglimento della variante proposta e, sostengono le pm, sulla base di atti amministrativi irregolari.

Per l'area di via delle Grigne, dove un edificio industriale è stato demolito per lasciare spazio ad abitazioni, Gavazzi e Calò sono accusati di avere intascato nel 2007 complessivi 34 mila euro per favorire l'approvazione della variante al Prg e la conseguente modifica della destinazione d'uso dell'area dove sorgeva un immobile industriale di proprietà della 'Edil V.L.B.' riconducibile a Paolo Vivacqua, imprenditore siciliano ucciso a Desio nel 2011 e al procacciatore d'affari di Giussano Felice Tagliabue; approvazione effettivamente avvenuta nell'ottobre sempre del 2007. Altri due imprenditori di Seregno sono invece accusati insieme a Gavazzi e al genero per una presunta mazzetta di 50 mila euro, pagata per ottenere il cambio di destinazione d'uso di un immobile in via Umberto I a Seregno con una variante al Prg adottata nel 2008.

Brianza - Dalle maxi evasioni alla Sangalli: un anno di inchieste

di Stefania Totaro da il Giorno

IL 2013 per la Procura di Monza è stato l’anno delle inchieste eclatanti per corruzione nella pubblica amministrazione. L’indagine più clamorosa e più recente è quella che ha coinvolto la «Sangalli & C.», la storica impresa monzese specializzata nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, finita insieme ai suoi titolari, il capofamiglia Giancarlo Sangalli e i figli Patrizia, Daniela e Giorgio, nel ciclone degli arresti dell’operazione «Clean City» con 41 ordinanze di custodia cautelare chieste dai pm Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo ed eseguite poco prima di Natale dalla Guardia di Finanza di Monza su ordine del gip monzese Claudio Tranquillo. Sotto accusa appalti pubblici ottenuti dalla Sangalli a Monza e in mezza Italia pagando tangenti ai pubblici ufficiali. Sempre per corruzione sugli appalti sospetti rilasciati dal Comune di Desio sul servizio di intervento in caso di neve e sulla manutenzione delle strade altre 7 persone sono state arrestate la scorsa primavera nell’operazione «Golden Snow» dei carabinieri di Desio. Tra gli arrestati il responsabile dell’ufficio appalti e contratti del Comune di Desio Roberto Santambrogio, il responsabile tecnico dell’ufficio lavori pubblici Maurizio Manzotti e diversi imprenditori. Le accuse contestate a vario titolo dai pm Donata Costa e Giulia Rizzo sono corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e frode in pubbliche forniture e gli episodi principali sarebbero stati commessi a Desio, dove sarebbe stato scoperto e smantellato un meccanismo che permetteva l’assegnazione di appalti pubblici agli imprenditori amici.

UN ALTRO filone di inchieste è quello delle mazzette per il mattone. Dopo la clamorosa inchiesta per le presunte tangenti per le modifiche sospette ai Pgt di Desio e Giussano che vede ancora a processo l’ex coordinatore provinciale Pdl ed ex assessore regionale Massimo Ponzoni, nell’anno appena trascorso è scoppiato il secondo troncone dell’inchiesta sul Pgt di Carate Brianza che vede indagato l’ex consigliere comunale ed ex vicepresidente della Provincia di Monza Antonino Brambilla e anche un’analoga inchiesta per presunte tangenti promesse per 365mila euro e almeno 265mila effettivamente intascate per l’urbanistica a Seregno che vede 11 persone indagate di concorso in corruzione dalle pm Donata Costa e Manuela Massenz, tra cui anche il consigliere Pdl della Provincia di Monza e Brianza Attilio Gavazzi. Non meno eclatante l’inchiesta nei confronti di Andrea Oddo, il 44enne arrestato su richiesta del pm Giulia Rizzo per frode fiscale per 50 milioni di euro che ha portato al fallimento del Gruppo «Viesse International holding», leader nella fornitura dei servizi alle aziende, un impero di 10 società con quartier generale a Usmate Velate, 80 milioni di euro di fatturato e 2.200 lavoratori sparsi in tutta Italia.

Le assoluzioni di Monguzzi e Talice
di Stefania Totaro da il Giorno
— MONZA —
’NDRANGHETA, omicidi e violenze sessuali, accuse vere o false. Il 2013 ha visto i giudici del Tribunale di Monza impegnati in processi di grosso calibro che si sono conclusi con la condanna, ma anche a volte con l’assoluzione degli imputati da gravi accuse. Per tentato sequestro di persona e tentata estorsione, ma con l’aggravante del metodo mafioso, sono stati condannati a pene tra i 16 anni e 9 mesi e gli 11 anni e 7 mesi di reclusione i figli e il nipote di Natale Assunto Miriadi, ucciso a colpi di kalashnikov a Vimercate nel ‘90. Assolto invece dall’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso, condannato in appello con la sentenza però poi annullata dalla Cassazione Marcello Paparo, l’imprenditore arrestato nel marzo 2009 perchè ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano il boss della ’ndrina dei Paparo di Isola di Capo Rizzuto in Calabria, accusata di avere agito anche nell’hinterland milanese allo scopo di insinuarsi nei grossi appalti di facchinaggio nei supermercati con il Consorzio Itaka di Brugherio e nei subappalti di movimento terra con la P&P di Cernusco sul Naviglio. Una sentenza di condanna e un’altra di assoluzione anche per due omicidi commessi in Brianza. Un ergastolo e altre due condanne sono state inflitte per l’assassinio di Franca Lo Jacono, la donna di 61 anni (consuocera dell’imprenditore Paolo Vivacqua, a sua volta assassinato nel suo ufficio a colpi di pistola nel 2011), uccisa a coltellate nel 2012 all’interno della sua auto nel garage dell’abitazione a Desio da una banda convinta che la donna conservasse il «tesoretto» del genero.

ASSOLTO invece dalla Corte di Assise di Monza dall’accusa di omicidio volontario Emilio Monguzzi, imputato della morte della sorella Elvira, uccisa nella sua casa di Monza nel luglio del 2009. Assolto anche Luca Talice, l’ex consigliere comunale (Lega Nord) di Seregno e sospeso assessore alla Provincia di Monza imputato di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico dopo l’esposto presentato da due ex giovani Padani che hanno denunciato di essere stati costretti ad abusi sessuali.

Desio - Chiesto l'ergastolo per l'omicidio Lo Jacono. Resta un giallo l'omicidio di Paolo Vivacqua

di Stefania Totaro da il Giorno

UN ERGASTOLO per l’assassinio di Franca Lo Jacono, la donna di 61 anni (consuocera dell’imprenditore Paolo Vivacqua, a sua volta assassinato nel suo ufficio a colpi di pistola nel novembre 2011), uccisa a coltellate nel giugno 2012 all’interno della sua auto nel garage di casa a Desio.

LA CONDANNA esemplare è stata chiesta ieri al processo con il rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Patrizia Gallucci dalla pm Manuela Massenz per Antonio Giarrana, 30 anni, di Desio, imputato di omicidio volontario e rapina insieme a Antonino Radaelli, 52 anni, anche lui di Desio (ancora detenuti in carcere) e a Raffaele Petrullo, 34 anni, di Paderno Dugnano.
Per Radaelli e Petrullo il pm ha invece chiesto rispettivamente la condanna a 17 anni e a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Antonio Giarrana è, secondo l’accusa, quello che frequentava gente di Ravanusa in provincia di Agrigento, paese di origine dell’imprenditore desiano ucciso e che avrebbe ricevuto la soffiata sul tesoretto di Paolo Vivacqua custodito dalla consuocera. È ritenuto uno degli esecutori materiali del delitto insieme ad Antonino Radaelli, che si era fatto medicare una ferita a una mano al pronto soccorso di Desio insospettendo i carabinieri.
Sottoposto a fermo a poche ore dall’omicidio anche Raffaele Petrullo, che ha ammesso di avere fatto da palo. La sera della sua morte Franca Lo Jacono è entrata alla guida dell’auto nel garage in via dei Mariani dove, secondo la ricostruzione del delitto fatta dai carabinieri, sarebbe stata minacciata con una pistola, picchiata e torturata a coltellate fino ad ucciderla con l’intento di farsi confessare dove tenesse una borsa piena di soldi appartenuti all’imprenditore assassinato.

AL PROCESSO si sono costituiti parti civili il marito, la figlia e anche i genero della vittima, Antonio Vivacqua, figlio dell’imprenditore giustiziato da killer ancora senza nome e arrestato l’anno scorso insieme ai fratelli per una presunta associazione a delinquere finalizzata alle false fatturazioni per 250 milioni di euro.
Antonio Giarrana è l’unico imputato a non avere mai fatto alcuna ammissione. Il suo difensore, l’avvocato Angelo Pagliarello, ne ha chiesto l’assoluzione o in subordine la riqualificazione dell’ipotesi di omicidio volontario in quella di omicidio preterintenzionale. Per Antonino Radaelli il suo legale, l’avvocato Monica Sala, ha chiesto invece la riqualificazione in morte come conseguenza di rapina. Assoluzione dal concorso chiesta per Petrullo. La sentenza il 5 novembre. 


Resta un giallo l'omicidio del 2011
di Stefania Totaro da il Giorno

UN OMICIDIO rimasto senza responsabili.
Sono trascorsi quasi due anni da quando l’imprenditore di origine siciliana ma trapiantato a Desio Paolo Vivacqua è stato ucciso nel suo ufficio da 7 colpi di pistola. Da allora le indagini sull’omicidio sembrano non avere portato ad alcun risultato. Mentre sta per scadere la prima proroga di un anno dell’inchiesta, proseguono le indagini dei carabinieri coordinati dal pm Donata Costa. Un lavoro di inchiesta reso più difficoltoso dalla mancata collaborazione di eventuali testimoni. In compenso dalla documentazione trovata dai carabinieri nell’ufficio di Paolo Vivacqua le pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz hanno aperto prima l’inchiesta sulle tangenti per le modifiche sospette al Pgt di Carate Brianza e più recentemente quella analoga sulle modifiche sospette a Pii e Pgt al Comune di Seregno in cambio di mazzette. Comune denominatore di queste inchieste proprio Paolo Vivacqua e alcuni prestanomi e soci che, secondo la Procura, avrebbero corrotto amministratori e politici per trasformare da agricole o industriali a commerciali o residenziali alcuni terreni.

L’inchiesta sul Pgt di Carate Brianza ha portato al patteggiamento di Maurizio Altobelli, dimissionario consigliere comunale, capogruppo del Pdl e presidente della commissione urbanistica, arrestato nel luglio 2012. Altobelli era accusato di tangenti per 1 milione e 160mila euro con altri 6 coimputati di concorso in corruzione e con loro anche il defunto Paolo Vivacqua. Da quell’inchiesta è nata una seconda costola che vede indagato l’ex consigliere comunale Pdl di Carate Antonino Brambilla, diventato poi vicepresidente della Provincia di Monza. L’inchiesta sul Pgt di Seregno vede invece principale indagato l’ex superassessore al mattone e vicesindaco seregnese e ora dimissionario vicepresidente della Provincia di Monza Attilio Gavazzi, che si sarebbe accordato insieme ad altri presunti complici (tra cui ancora il defunto Vivacqua) per mazzette per complessivi 364mila euro. 

Seregno - Via l’amianto dalla ex Dell’Orto entro gennaio 2014. Lo prescrive l’Asl

di k.ts.

La società G.A.M.M. srl di Mariano Comense proprietaria della ex Dell’Orto di via dell’Oca/via Valassina sarà obbligata a bonificare l’area dismessa e rimuovere l’amianto presente, e dovrà farlo entro il 22 gennaio 2014.
Lo scrive in un in una relazione consegnata il 30 maggio al comune di Seregno l’Asl Monza e Brianza (vedi documento ).

Gli uffici ecologia del comune hanno già predisposto l’ordinanza  che è stata pubblicata nei giorni scorsi sull’Albo Pretorio.

La segnalazione del degrado dell’area e dello stato di pericolosità dell’amianto presente era stata fatta dai residenti nell'autunno dell'anno scorso che  si erano rivolti alle autorità competenti, alla proprietà e, infine, alla stampa per far conoscere il problema.

Il soppraluogo dell’Asl effettuato in aprile  ha confermato la presenza di crepe e fessurazioni e di stalattiti da gocciolamento e ha assegnato un indice di degrado del capannone di 56 che secondo quanto previsto dal Decreto di direzione generale di Sanità (D.d.g. 13237 del 18/11/2008) prevede l’obbligo di bonifica entro un anno dalla presentazione della relazione.

Relazione presentata dalla società G.A.M.M. al comune di Seregno, in data  il 22/01/2013, e nella quale era stato assegnato un indice di degrado del capannone di 24 che sempre per il D.d.g. 13237 ricadeva nei casi in cui “non era prevista nessuna bonifica ma la rivalutazione dell’indice di degrado a frequenza biennale”.
La società G.A.M.M.  dichiarava inoltre che nel raggio di 300 metri dal capannone in amianto non vi era la presenza di una scuola,  fatto poi smentito da una nota del comune che evidenziava come in quell’area, a una distanza inferiore ai 300 metri, ci fosse l’istituto Don Milani di via Carroccio.

Settimana scorsa l’assessore all’Ecologia del comune di Seregno, Flavio Sambruni, ha incontrato i residenti del comitato di via dell’Oca che hanno in un successivo comunicato stampa ringraziato l’assessore e l’ufficio Ecologia per “la disponibilità, l’interesse e le azioni concrete messe in campo per risolvere il problema dell’area ex Dell’Orto”.

L’area, ora di proprietà della G.A.M.M., ha avuto una storia recente travagliata ed è tra le aree dismesse su cui sta indagando la magistratura.

Storica rimessa per autobus della ditta Dell’Orto Romildo & Figli, l’area venne ceduta alla società di costruzioni B&G di Carmelo Giordano in vista di un relativo Piano Integrato d’Intervento la cui domanda era già stata presentata dalla famiglia Dell’Orto.

A progettare l’intervento urbanistico era stato chiamato dalla B&G l’architetto Andrea Attolini, genero di Attilio Gavazzi che al tempo era assessore all’Urbanistica  di Seregno.

La richiesta del PII non passò però il vaglio dell’ufficio tecnico di Seregno. Secondo quest’ultimo la richiesta per il Piano Intergrato venne presentata quando l’area non era ancora dismessa, condizione quest’ultima sine qua non per l’avvio della procedura di un PII.

La B&G dichiarò, allora, nullo il contratto  rivolgendo le proprie attenzioni all’area ex Camisasca (anche per il relativo PII la magistratura monzese ha aperto un’indagine che vede coinvolti: Carmelo Giordano, Andrea Attolini e Attilio Gavazzi) .

La successiva causa civile che ha contrapposto la B&G e  la  Dell’Orto Romildo e Figli in merito alla risoluzione del contratto ha visto sfilare tra gli altri sul banco dei testimoni l’allora assessore Gavazzi, il geometra del comune di Seregno, Mauro Facchinetti e l’attuale assessore all’urbanistica Edoardo Mazza.
Proprio nel processo civile una delle questioni che venne affrontata fu quella dei sopralluoghi delle aree da parte dei tecnici del comune per verificare lo stato di effettiva dismissione dell’area.

In merito alla copertura dell’area ex Dell’Orto resta da capire perché, nonostante i sopralluoghi, nessuno si sia accorto prima dello stato di degrado del tetto di amianto e ci siano voluti 5 anni, l’intervento di un comitato e la verifica dell’Asl richiesta dal comune di Seregno solo nel febbraio di quest’anno per ottenere l’applicazione di una norma sulla salute pubblica - il D.d.g. 13237 già citato - in vigore dal 18/11/2008.

Sulla questione amianto c'è da segnalare che nel dicembre 2012 il comune di Seregno ha aderito a un progetto promosso da Agenda 21 per la mappatura dei tetti in amianto nei comuni di Monza, Seregno, Lissone, Muggiò e Biassono (vedi Delibera di Giunta), per complessivi 100mila euro.

Seregno - Relazione dell' ASL su amianto in via Valassina

Il sindaco di Seregno non sa nulla del processo

di Stefania Totaro da il Giorno

ANCHE IL SINDACO della Lega Nord di Seregno Giacinto Mariani è stato sentito in aula come testimone della difesa.
«Sono sindaco dal 2005 di una Giunta Pdl-Lega Nord quindi ho conosciuto Ponzoni dopo le mie elezioni in quanto coordinatore provinciale del Pdl - ha dichiarato il primo cittadino seregnese, che però è stato perentorio e sbrigativo sui fatti riguardanti il processo - Io posso parlare in merito a cose che mi riguardano, ma non sono assolutamente a conoscenza di cose che riguardano altre persone», stoppando così le domande dei difensori di Massimo Ponzoni.

NE HA APPROFITTATO per inserirsi ancora il pm Donata Costa. «Conosco l’imprenditore Ornello Mariani ma non mi ha mai chiesto interessamenti per alcun terreno. Il Comune di Seregno non ha ancora adottato il Pgt, la discussione è ancora in corso. Esiste una prima bozza che è stata protocollata e che è agli atti del Comune».

IL PM HA INTERPELLATO Mariani anche sulla vicenda giudiziaria della presunta corruzione sulle aree dismesse di Seregno che vede indagati l’ex assessore seregnese Attilio Gavazzi e il genero architetto. «Sì, nel 2009 assessore all’urbanistica a Seregno era Gavazzi e confermo che Attolini è suo genero. Se è vero che Attolini ha svolto il ruolo di professionista in alcuni interventi edilizi sulle aree dismesse? Gira questa voce in città».

SENTITA COME testimone della difesa anche Maria Antonella Savarino, presidente della commissione urbanistica del Comune di Desio, che ha confermato che era tutto in regola. Anche contro di lei ha puntato il dito il pm riferendosi ad alcune intercettazioni telefoniche e ambientali tra Ponzoni e Perri in cui si parla di «due cose che ha messo lei... che sono ancora da sistemare». La difesa di Ponzoni ha anche chiamato la consigliere provinciale e presidente del Parco della Valle del Lambro Eleonora Frigerio a farsi confermare che «all’inaugurazione della palestra Montecarlo Fitness» a cui era stata invitata dallo staff elettorale «c’era anche la presentazione della nuova Audi A8 da parte della concessionaria Pirola di Desio», il cui titolare risulta parte offesa di concussione al processo. 

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