Politica

Se..la "rude razza pagana"

Uscira tra poco un volume, con allegato Cd, credo, sule esperienze del cosidetto operaismo degli anni 60. Quello, per intenderci, che si era sviluppato attorno ad alcune riviste/laboratori di ricerca e intervento quali Quaderni Rossi, Quaderni Piacentini, Contropiano, Classe operaia e via dicendo. A quell'operaismo, di cui personaggi e studiosi come Tronti e Panzeri restano probabilmente l'incarnazione più alta, si è spesso rimproverato un settarismo eccessivo, un legame ossessivo con il concetto di classe operaia. Credo che rileggere quelle esperienze, che sono state proprio esperienze di ricerca del nesso tra necessaria parzialità della rappresentanza politica e esigenza parallela dell'egemonia culturale, sarebbe più che mai opportuno. Tronti definiva la classe operaia una "rude razza pagana", intendendo, infine, che qualsiasi egemonia essa dovesse o potesse esprimere, non poteva non esercitarsi a partire non dall'abbandono del suo punto di vista particolare, ma dalla capacità di allargarlo ad altri senza perderlo. Curioso che sia oggi la Lega ad insegnarci come si fa, ma per niente curioso - direi - che siano anche gli operai ad accorgersene di nuovo, dando copiosi voti a Bossi e Co. Quindi, per favore, semttiamola di recitar le solite menate (sicurezza, modernizzazione, ecc.) che sono parole talmente a largo raggio da suonare infine vuote.

Il futuro della sinistra passa per la fabbrica

La sinistra è stata clamorosamente e rovinosamente sconfitta e Berlusconi si appresta a tornare al governo. Sulle ragioni di questo risultato in Brianza e a Monza ci si interroga. C’è chi come Giuseppe Pizzi su Arengario scrive: ”Non c'è niente da fare, quanto più la sinistra si sforza di avvicinarsi al centro, tanto più il centro si ritrae e passa a destra”. Altri come Armando Pioltelli dicono: “Siamo morti sul No Tav, No termovalorizzatori e tanta monnezza. L'Arcobaleno e gran parte del PD non hanno ancora capito che la sicurezza di non essere scippati o derubati in casa è un problema. Per queste cose hanno vinto loro,e gli operai iscritti alla Cgil hanno votato Lega, dagli operai del Nord, le proposte di Luxuria,Caruso,e la erre moscia di Bertinotti non sono stati ben accolti,ma forse anche Colaninno e Calearo”. Pippo Civati sul suo blog riporta una lettera di Biagio Catena che scrive: “Grande parte del centro sinistra negli ultimi 15 anni ha perduto il legame con la propria gente. La gente disperata ed in solitudine ha perso anche la capacità di difesa e di analisi poiché le trasformazioni del mondo produttivo, della società e della comunicazione sono state determinanti  al fine di rompere ogni legame politico e di rappresentanza solida. Conseguentemente a tale situazione si giunge anche ad una sofferenza materiale costituita dall’erosione dei redditi,  aumento delle precarietà, società piena di contraddizioni, fenomeni  immigratori (elemento quest’ultimo al quale non siamo abituati e lo percepiamo come pericolo, attentato alle nostre tradizioni, sicurezza) etc. Tutto ciò ci ha reso deboli ed impauriti”.  

Sinistra, fine della storia?

"Ora dobbiamo andare incontro alle esigenze della gente, è da qui che dobbiamo ripartire". Fa quasi tenerezza, Vincenzo Ascrizzi, leader di RC e della sinistra neocomunista praticamente cancellata dalla scena politica brianzola. Con questa frase Vincenzo si accorge di due cose fondamentali che evidentemente gli erano sfuggite: 1) la sinistra a Monza negli ultimi cinque anni non è stata capace di "andare incontro alle esigenze della gente", 2) una sinistra che non sa fare questo politicamente non è niente e merita di venire cancellata dai cittadini elettori. Ripartire dalle esigenze della gente non è facile senza una teoria, una visione, una chiave di interpretazione della realtà all'altezza della sfida. Non basta l'ascolto, perché ascoltare non significa capire. Cosa vuole, di cosa ha bisogno oggi "la gente", qui al Nord, in Brianza, perché qui stiamo? Chi è e cos'è oggi "la gente"? Le domande da porsi sono queste, perciò prima di dire "ripartiamo da qui" bisogna sapere cosa e dove è "qui", e indicarlo e indicare come e con quali strumenti cominciare a dare una possibile risposta. La sinistra nel profondo Nord ha davanti a sè una lunga marcia la cui meta non è visibile. Auguri

La rimonta si ferma al 40%

Berlusconi vince, secondo le proiezioni con 6-7 punti di vantaggio su Veltroni la cui rimonta si fernma sotto il 40%. La sinistra neo-post comunista e verde viene cancellata dal Parlamento, la destra pure. Il centro ex democristiano ci entra per un pelo grazie alla Sicilia ,mentre il partito dell'astensionismo sfiora il 20%. Questi in estrema sintesi i risultati provvisori, ma abbastanza attendibili, usciti oggi pomeriggio dalle urne. Gli sconfitti si chiamano Veltroni, Bertinotti, Pecoraro Scanio, da un lato, i vincitori si chiamano Berlusconi, Bossi, Fini dall'altro. L'era del bipolarismo e delle coalizioni è finita ,comincia dunque l'era del bipartitismo per perfezionare il quale basterebbe la riforma uninominale voluta 15 anni fa dalla maggioranza degli italiani? In teoria; in pratica il trionfo di Berlusconi è complicato e oscurato dall'ombra leghista che ne condizionerà molto più che in passato le scelte. Inoltre se la sinistra esce dal Parlamento i problemi delle famiglie italiane sempre più impoverite dalla crisi economica rimangono all'ordine del giorno. E' probabile che l'opposizione sociale che è stata messa fuori dalle istituzioni si esprimerà sulle piazze. In questo nuovo scenario che farà il PD veltroniano che oggi si ritrova davvero solo "Oltre il giardino"?

Astenuti,è colpa vostra

Come previsto quello dell'astensione si conferma essere il secondo o terzo partito italiano. Un partito in crescita stando ai risultati di ieri sera alla chiusura dei seggi. I dati sui votanti evidenziano una flessione più accentuata rispetto alle ultime politiche dell'affluenza alle urne: ha votato il 63,10% degli aventi diritto, contro il 67,08 del 2006, con una diminuzione del 3,98%. In termini di votanti questo significa che, se la tendenza si manterrà tale, altri 2 milioni di cittadini si aggiungeranno quest'anno al già affollato partito degli astenuti.  Oggi tutti i giornali vicini al PD già li accusano  della probabile vittoria di Berlusconi perché alla fine l'unico argomento che conta è questo: o di qua o di la, o con la civiltà e la cultura o con la mafia e l'ignoranza. Tutto nella speranza di convincere all'ultimo minuto i più riottosi che non hanno creduto alle loro promesse. Persino Pannella che ha scommesso alla disperata su Veltroni è in grande agitazione e tempesta da Radio Radicale quelli che non voglionop turarsi il naso. Pazienza. Tra quattro ore sapremo cosa ci riserva il futuro nella serena consapevolezza di avere fatto comunque la cosa giusta.

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