Dopo che la Giunta di Monza ha approvato le linee guida per il rinnovo ventennale della concessione alla Sias (Società Incremento Automobilismo Sportivo), un aspetto forse meno noto di un Gran Premio di F1 è quello relativo all’inquinamento che questa manifestazione produce sia indirettamente che nei territori dove questo dove si corre, in termini di CO2 emesso in un solo giorno di “svago sportivo”, considerabile tale in quanto non strettamente necessario al vivere e al muoversi quotidiano, per lavoro. Recentemente, nel settembre del 2007, il prof. Pierre Ozer del Dipartimento di Scienze e Gestione dell’Ambiente dell’Università di Liegi, ha però condotto alcune valutazioni su tale aspetto per il Gran Premio di Formula 1 del Belgio che si è svolto a Spa – Francorchamps il 16 settembre 2007. Pur con le dovute avvertenze leggibili nelle premesse di tale studio, reperibile in http://bulles.agora.eu.org/IMG/pdf/200709_pierre_ozer_francorchamps.pdf, l’autore, si fa carico di quantificare per ogni singolo segmento della filiera, le emissioni da CO2 prodotto per lo svolgimento di tale manifestazione. L’avvertenza data è che ogni Gran premio di F1, per caratteristiche e dislocazione, ha proprie peculiarità, che non possono essere riproposte in modo automatico. Qui ricordiamo solo che l’autodromo di Spa – Francorchamps, è situato a circa 50km a sud-est di Liegi, nel mezzo delle Ardenne, dove si corre il GP di F1 sin dalla sua prima edizione del 1950. Il tracciato originario, poi modificato negli anni successivi, è datato 1924, quasi come quello di Monza (1922).