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Desio – Porrajmos, in ricordo dello sterminio di Rom e Sinti

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di k.ts.

Nell'ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria, mercoledì sera  a Desio davanti a un buon pubblico, si è ricordato lo sterminio delle popolazioni Rom e Sinti a opera dei nazi-fascisti. Porrajmos il termine per descrivere l'olocausto in lingua romanì, così come Shoah è il termine ebraico utilizzato per descrivere lo sterminio degli ebrei.


Ospiti della serata organizzata dall'associazione Kirvé, Maurizio Pagani dell'Opera Nomadi di Milano e Mirco Bezzecchi, di madre Rom, testimone bambino di quei tragici avvenimenti: dei pogrom, delle persecuzioni, della fuga in un nord Italia devastato dai bombardamenti e dalla violenza, fino alla cattura e l'internamento sull'isola di Lipari. A qualcuno dei suoi amici e dei componenti della sua famiglia andrà peggio, perché ucciso durante il viaggio o internato in campi di sterminio come Auschwitz. Un racconto vivido quello di Bezzecchi, oggi settantenne, che ha ripercorso quei giorni con gli occhi del bambino di allora.
Durante la serata è stato anche proiettato il film documentario Porrajmos- Una persecuzione dimenticata, raccolta di testimonianze e documenti sullo sterminio dei Rom, prodotto dall'Opera Nomadi di Milano.

La cricca politico affaristica in Brianza e a Seregno - A cosa serve la stampa? A cosa servono le opposizioni?

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di k.ts.

L'inchiesta della magistratura che ha portato agli arresti di Massimo Ponzoni, Antonino Brambilla, Filippo Duzioni, Rosario Perri e Franco Riva ha svelato una rete di potere e corruzione che gestiva, con il fine dell'arricchimento personale, le politiche urbanistiche di molti paesi in Brianza.

Le indagini proseguono anche a Seregno, anche se al momento l'amministrazione di Giacinto Mariani non risulta direttamente coinvolta.
Nell'ordinanza scrivono i giudici: “ In relazione alle indagini tuttora in corso vi è la necessità di tutelare le prove dichiarative” e nella nota integrativa aggiungono: “ Il P.M. indica al riguardo [..] indagini in merito ai rapporti tra Ponzoni e le altre amministrazioni pubbliche citate da Pennati e comunque emerse dall'indagine: Seregno, Monza, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno”.

Dalla lettura dell'ordinanza  risulta compromessa, anche se fino ad ora senza risvolti penali, la figura di Attilio Gavazzi, vicesindaco e assessore all'urbanistica della prima giunta Mariani (2005-2010), assessore ai Servizi Sociali nella seconda giunta, infine defenestrato il 30 maggio 2011, quando il primo filone dell'inchiesta sulla cricca brianzola si stava concludendo.

Per Massimo Ponzoni è arrivata l'ora delle manette

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di k.ts.

Dopo due anni di indagini è arrivata la richiesta di arresto per Massimo Ponzoni, al momento latitante,  finiscono, invece, in carcere Antonino Brambilla, Rosario Perri, Filippo Duzioni e Franco Riva. Venticinque le persone indagate.
Desio e Giussano, gli epicentri della tangentopoli brianzola che potrebbe allargarsi ad altri comuni e che vede già coinvolti i vertici della giunta provinciale di Monza e Brianza con l'arresto del vice presidente, l'avvocato Brambilla.

Un'inchiesta lunga e complicata quella condotta dai sostituti procuratori Donata Costa, Giordano Baggio e Walter Mapelli. Le accuse per gli arrestati sarebbero concussione, corruzione, peculato, finanziamento illecito dei partiti, in particolare della campagna elettorale di Ponzoni e in aggiunta per quest'ultimo bancarotta fraudolenta per il crack dell'immobiliare Pellicano.

Il fallimento della società è stato decretato dal tribunale nel gennaio 2010. Ponzoni, in quel momento, controllava il 70% della società immobiliare, l'altro 30% faceva riferimento al suo commercialista Sergio Pennati. Nel luglio 2009 Ponzoni era divenuto il principale azionista della Pellicano rilevando le quote appartenenti ai suoi precedenti soci: Rosanna Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli boss del Pdl lombardo, Massimo Buscemi altro assessore regionale della passata giunta Formigoni e Giorgio Pozzi, costruttore, consigliere regionale del Pdl e anche lui in passato assessore in una delle varie giunte Formigoni che negli ultimi 20 anni si sono succedute in Lombardia.

Il territorio comasco si organizza contro l’autostrada Va-Co-Lc

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Mercoledì 14 dicembre, presso la sala consiliare del comune di Inverigo si è tenuta un’assemblea pubblica per chiedere agli amministratori locali e provinciali di attivarsi concretamente attraverso l’adozione di delibere consiliari per stralciare il progetto dell’autostrada Varese-Como-Lecco dai programmi di pianificazione. Presenti in sala due assessori provinciali, un consigliere regionale, i sindaci di alcuni comuni interessati dal tracciato autostradale e le numerose associazioni ambientaliste che si battono contro la realizzazione di quella che definiscono una “devastante infrastruttura”.

Durante l'incontro gli assessori provinciali del PdL, Sergio Mina e Alberto Bartesaghi, hanno ribadito la necessità di coinvolgere tutte le istituzioni presenti sul territorio, deprecando lo scarso coinvolgimento di comuni e Provincia “bypassati” da Regione Lombardia che ha imposto dall’alto la sua soluzione.
La Provincia di Como ha comunque fatto la sua parte – ha ricordato Sergio Mina - esprimendosi contro il progetto dell’autostrada nella delibera del 27 luglio 2011”.

Desio – I NO Pedemontana occupano Cascina San Giuseppe

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di k.ts.

Dopo essere stati sgomberati dall'ex tirassegno, i giovani del Presidio Permanente contro Pedemontana sono entrati nei giorni scorsi in uno stabile di Cascina San Giuseppe. Nella notte di ieri si è svolta la festa per l'occupazione.

Il custode del complesso disabitato ha dichiarato di essersi accorto dopo pranzo della presenza degli occupanti, ha quindi avvertito la proprietà e i carabinieri.

Cascina San Giuseppe faceva parte dell'ambito di trasformazione ATR. 2, previsto dal PGT del 2008 e cancellato dalla giunta Corti nella seduta dell'otto novembre scorso (vedi articolo).
L'ATR. 2 contiguo a villa Buttafava e al suo parco, entrambi protetti dai beni culturali e paesaggistici, prevedeva l'urbanizzazione di un'area di 182.000 metri quadrati, comprendenti la cascina e le aree agricole adiacenti.

Proprietaria è la società di costruzioni di Lissone dei fratelli Mosca, rinviati a giudizio con l'accusa di riciclaggio e ricettazione nel processo che vede sul banco degli imputati anche l'ex sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni. Nella requisitoria il Pm ha chiesto la condanna dei tre fratelli Mosca: Giulio, Severino e Francesco, a 1 anno e 4 mesi. Il processo di primo grado è ormai arrivato alle  fasi conclusive.

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