di k.ts.
Sabato pomeriggio, l'USB ha allestito un presidio nel parcheggio del punto vendita della Decathlon di Lissone.
Lo scopo dell'iniziativa era informare i clienti del magazzino e la stampa, del licenziamento di un dipendente e delle condizioni di precarietà dei lavoratori dell'azienda.
“Mi hanno licenziato settimana scorsa non rinnovandomi il contratto da apprendista dopo 4 anni, senza nessuna motivazione ufficiale. - racconta Marco, 28 anni, una laurea in Scienze Politiche - Sono qui dal 2007, ho avuto un contratto da stagionale per 6 mesi, mi hanno lasciato a casa per i 15 giorni di prassi, poi mi hanno assunto con contratto da apprendista”.
Su 100 dipendenti della Decathlon, una trentina di giovani lavoratori hanno il contratto da apprendista, un'altra parte della forza lavoro precaria è inquadrata con contratti di lavoro a chiamata. Questi ultimi vengono utilizzati, principalmente, in determinati periodi dell'anno per coprire i picchi di lavoro delle feste natalizie e della stagione dei saldi o i buchi di personale che si creano in estate a causa delle ferie dei dipendenti.
Due settimane fa, 14 dei lavoratori a chiamata sono stati lasciati casa.