Omicidio Vivacqua, il Tribunale di Milano conferma la sentenza di primo grado

28 giugno 2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Corte d’Appello di Milano ha confermato le pene già emesse in primo grado dal Tribunale di Monza per gli imputati accusati dell’omicidio di Paolo Vivacqua, freddato con 7 colpi di pistola la mattina del 14 novembre 2011 nel piccolo ufficio di Desio: assoluzione per non aver commesso il fatto per l’ex moglie Germania Biondo (il Procuratore Generale Galileo Proietto aveva chiesto per lei la condanna a 23 anni e 6 mesi), 23 anni di reclusione per Diego Barba e Salvino La Rocca, ergastolo per Antonino Giarrana e Antonio Radaelli, già autori confessi dell'omicidio di Franca Lojacono, consuocera di Vivacqua.

Dopo quattro udienze, nella sua replica, il procuratore generale aveva giudicato “attendibili ed utilizzabili perché correttamente acquisite” le dichiarazioni di Gino Gattusoteste che è stato oggetto di intimidazione” (per la sua ritrattazione la Procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio per falsa testimonianza).
Anche Luigi Mignemi è stato giudicato attendibile, per il PG “dice cose sapute da Giarrana che altrimenti non si sarebbero conosciute” ed in quanto alle intercettazioni ambientali in carcere “erano assolutamente confessorie, e i tabulati telefonici ci dicono che Giarrana e Radaelli erano sul posto la mattina dell'uccisione di Paolo Vivacqua”.

Non ha trovato spazio nelle conclusioni del PG la testimonianza di Marco Selmi che aveva fatto scricchiolare l’assunto della Procura di Monza - poi recepito dalla sentenza di primo grado - sul fatto che Barba avesse depistato le indagini., attraverso un suo presunto ruolo di confidente di Selmi.
Sentito al processo, il colonnello della Guardia di finanza a cui il PG aveva posto, tra le altre, questa precisa domanda: “Barba che è imputato in questo procedimento, lei l'ha mai conosciuto? “, aveva risposto “Mai, non sapevo neanche l’esistenza di questa persona. Per la prima volta l'ho appresa dopo la deposizione che ho reso a Monza”.

Le sentenze si rispettano anche se non si condividono – è stato il commento dell'avvocata Manuela Cacciuttolo che assieme al collega Gianluca Orlando hanno difeso sia la Biondo sia Diego Barba -. Però come difesa ritengo di avere insinuato nella corte il ragionevole dubbio per portare all'assoluzione anche di Diego Barba.
Il colonnello Selmi aveva indicato la pista Mihalache, pista che purtroppo non è stata adeguatamente approfondita. Lavinia Mihalache dice che essendo preoccupata ha chiamato Paolo alle 10,50. Preoccupata perchè? Fra l’altro quella chiamata non risulta in nessun tabulato”.
Non so come motiveranno nella sentenza” ha dichiarato l'avvocato Salvatore Manganello che con il collega Alessandro Frigerio ha difeso Salvino La Rocca.

Il 20 settembre si conosceranno le motivazioni che se verranno impugnate porteranno all’ultimo atto processuale dell'omicidio di Paolo Vivacqua, la Cassazione
 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »