Seregno - Elezioni 2015, verso il ballottaggio. Il sindaco che non c'é e il volo delle locuste

di k.ts.

C’erano undici candidati in lista per aggiudicarsi la poltrona di sindaco di Seregno, ha vinto quello che non c’è. Il candidato di quel 50% e passa dell’elettorato di Seregno che non si é sentito rappresentato dall’offerta messa sul tavolo da partiti e liste civiche e ha deciso di non votare (48,42%) e se è andato ai seggi ha annullato la scheda o l’ha consegnata bianca: complessivamente il 3,39% dei votanti.

Nel 2010 Giacinto Mariani era stato eletto al primo turno con 15.361 voti, a distanza di cinque anni il suo assessore all’Urbanistica, Edoardo Mazza, candidato sindaco per Forza Italia e Lega Nord (con due liste di appoggio, tra cui Amare Seregno che cinque anni fa presentava un proprio candidato sindaco), si ferma a 6.926 voti.
Numeri da disastro, di cui però il Pd non riesce ad approfittare perché non aumenta il consenso, anzi, il suo candidato William Viganò (4.148 voti) prende 900 voti in meno di quello raccolto da Mauro Ballabio cinque anni fa.

Rispetto alle elezioni per il parlamento europeo, in cui il Partito democratico era arrivato a Seregno al 36,3 %, dimezza percentuali e voti: erano stati 7.464 nel 2014, con un affluenza alle urne del 59%.

I numeri del centrodestra sono i numeri della bocciatura di dieci anni di amministrazione. Con Giacinto Mariani, sindaco uscente, che segna il gol della bandiera, diventando il candidato consigliere più eletto, prendendo in queste elezioni 476 voti di preferenza, praticamente la metà dei voti che aveva preso a Seregno nelle europee dell’anno scorso (vedi Il Pd è il primo partito. Giacinto Mariani bocciato nella sua Seregno) che pure erano state vissute da Mariani come una bruciante umiliazione.

Dopo dieci anni da sindaco e avendo esplicitamente richiesto i voti di preferenza in campagna elettorale, quei 476 voti definirli un gol della bandiera forse è troppo; sarebbe più giusto chiamarli la conquista di un calcio d’angolo, da fare, però, pesare poi per diventare vice sindaco e avere la delega all’Urbanistica e voce in capitolo sulle partecipate, settori ai quali Giacinto Mariani é interessato in modo esplicito (il suo socio d’affari Fiorenzo Ballabio è da anni che viene nominato nei collegi sindacali di AEB-Gelsia dallo stesso Mariani).

Nella bocciatura della giunta guidata da Giacinto Mariani ci stanno le esigue preferenze raccolte da Marco Formenti (91 voti) che dopo dieci come assessore al Commercio e dopo una ventilata candidatura a sindaco per la Lega Nord prende le stesse preferenze di Edoardo Trezzi, un semisconosciuto che molti elettori della Lega hanno votato scambiandolo per Roberto Trezzi. Vale a dire il consigliere uscito/espulso dalla Lega, l’anno scorso in disaccordo con la linea dettata da Mariani e dall’eterno commissario Marco Tognini (la sezione della Lega Nord è commissariata ormai da più di due anni).

Unica eccezione alla bocciatura della giunta uscente, le preferenze raccolte da Ilaria Cerqua (472 voti per l’assessore ai Servizi sociali) che si è giovata del suo presenzialismo, delle relazioni intessute al centro anziani dal fedele Vittorio Armenio (premiato con una carica nel consiglio di amministrazione di Gelsia, €12.000 l’anno la sua retribuzione) e della campagna da candidato sindaco che aveva già lanciato ma che le è stata stoppata quando non c’è stata convergenza sul suo nome e il suo partito: Forza Italia, le ha preferito Edoardo Mazza.

La Seregno dei Gioffré, ricandidato dopo che lo stesso suo partito ne aveva chiesto le dimissioni due anni fa per le sue frequentazioni con noti ‘ndranghetisti (da riascoltare la dichiarazione letta in consiglio comunale da Chiara Novara a nome di tutto il Pdl, ascolta audio); dei Ciafrone, intesi come fratelli e loro dipendenti, infilati nei vari cda delle municipalizzate; di Gianfranco Ciafrone, inteso come vicesindaco, che si “dimentica” per anni di pagare la tassa sui rifiuti, dei Tripodi e dei loro aperitivi elettorali (vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss); delle fiduciarie del sindaco uscente Giacinto Mariani (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT); dello champagne agli ‘ndranghetisti e della gestione dei buttafuori in alcuni locali pubblici di Seregno (vedi Seregno - I verbali di Antonino Belnome: buttafuori e champagne per la 'ndrangheta)... questa Seregno è minoranza e raccoglie meno del 20% dei voti degli aventi diritto. E’ una buona notizia.
La cattiva notizia è che questa Seregno minoritaria rischia di continuare a governare, soprattutto per l’insipienza del Pd locale e del suo candidato.

Tre mesi fa scrivevamo:
Scordatevi il voto del maggio dell’anno scorso...Alle prossime elezioni del 31 maggio per il rinnovo dell’amministrazione comunale, sarà un’altra storia.
Nonostante le divisioni nel centrodestra, il Partito Democratico stenta a imporsi come lepre della situazione. Ruolo che il risultato delle elezioni dell’anno scorso, sull’onda del vero e proprio plebiscito per il partito di Renzi, sembrava avergli assegnato, o comunque aver messo le basi per una sua affermazione a Seregno dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra (vedi ”Seregno - Elezioni comunali. Il Pd rischia di sbatterci la faccia..un'altra volta)”.

Non avevamo e non abbiamo la sfera di cristallo però il trantran con cui il Pd e il suo candidato William Viganò si apprestavano a iniziare la loro campagna elettorale, era lo stesso con cui avevano condotto in questi anni la loro opposizione.

E se qualcuno lavora poco come consigliere comunale poi non si trasforma in un fulmine di guerra quando arriva il momento delle elezioni.
Perché gli mancano le basi da cui partire, testimone ne sia il programma elettorale del Pd: vuoto, debole e generico, sintomo di chi ha studiato poco e non ha una idea chiara sul che fare (vedi programma Pd).

Nel programma del Pd non c’è nemmeno la revisione del Pgt, idea chiave che pure esiste nel programma delle forze che stanno alla sua destra e hanno appoggiato Pietro Amati e in quello dei partiti che stanno alla sua sinistra e hanno sostenuto Giusy Minotti.

Un Pgt che non é affatto a consumo zero come l’assessore all’Urbanistica Edoardo Mazza ha cercato di raccontare, prova ne sia il Piano Attuativo approvato dalla Giunta uscente alla vigilia del voto ( vedi Delibera di Giunta 104/2015).

In una Provincia di Monza e Brianza che è la più cementificata d’Italia, secondo gli ultimi dati di Ispra (vedi Ogni anno in Italia scompare sotto il cemento una superficie grande come Milano), Seregno è nettamente al di sopra della già alta media provinciale con il 44% del suolo coperto da cemento.
Ma la corsa alla cementificazione non è ancora finita ed è pronta a ripartire con nuovo vigore.
Nel programma di Forza Italia-Lega Nord, infatti, si può leggere: “Individuazione e creazione di un centro direzionale strategico propedeutico allo sviluppo della città economica legato soprattutto al terziario avanzato”.
E’ il vecchio progetto del Pgt Mariani-Gavazzi-Corbetta che individuava nell’area Effebiquattro il “centro direzionale strategico”.
Pgt che è stato poi scartato non dalle opposizioni, che non avevano i numeri per farlo, ma da quella opposizione interna alla maggioranza costituita dal gruppo consigliare della Lega Nord che sull’idea di un vero consumo zero di suolo aveva detto parole chiarissime e fatto battaglia dura.

L’hanno pagata cara quella posizione contro gli interessi dei poteri forti.
Luca Talice che era in un certo senso il leader di quella pattuglia leghista è stato accusato di violenza sessuale.
Basta leggersi le motivazioni dell’assoluzione di Talice per capire quanta parte di quella vicenda sia ascrivibile alla sua opposizione alla cementficazione di Seregno (vedi sotto le motivazioni della sentenza di assoluzione di Luca Talice).

Gli altri o sono stati espulsi dalla sezione della Lega Nord (Roberto Trezzi) o sono stati messi ai margini, alcuni di loro retrocessi disciplinarmente da militanti a semplici simpatizzanti.
Il centrodestra che adesso si raccoglie attorno a Mazza non ha più al suo interno quella componente pronta a frenare gli appetiti dei costruttori, e chi  - come Mazza e Mariani - non si fa scrupoli a mischiarsi con certa gente ( vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss), é chiaro che idea di città ha in testa e andrà a sviluppare una volta arrivato al potere, e a questo giro con le mani libere.

Ricordano uno sciame di locuste in volo, guidato da niente altro che la propria voracità.

Per capire il valore degli affari che stanno dietro alle scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale basta guardare al bilancio della Dell’Orto del 2009, anno in cui  la società ha ceduto lo stabile di via San Rocco per € 5.016.000 più un differenziale.
Si legge nel bilancio che “Il differenziale da incassare, variabile in funzione delle volumetrie accordate in base al Piano di Governo del Territorio, é variabile da un minimo di 1,5 milioni a un massimo di 4 milioni di euro”.
In pratica il Piano attuativo previsto per quell’area dal vigente Pgt è in grado di raddoppiare il valore fondiario dell’area stessa.

Come funziona il meccanismo tutto interno alla Giunta attraverso il quale verranno approvati i piani attuativi, si é visto in opera alla vigilia del voto con il già citato Piano Attuativo di via dello Stadio.

Lo scenario di una vittoria di Edoardo Mazza è di avere a Seregno, come vicesindaco e assessore all’Urbanistica Giacinto Mariani, il sindaco uscente che mentre veniva scritto il primo Pgt, quello del sacco della città, costituiva attraverso una fiduciaria una società con Mario Barzaghi, massimo beneficiario di quel Piano di Governo del Territorio.

Per vincere al ballottaggio, William Viganò dovrà recuperare una differenza di 2.778 voti, tanta è la distanza che lo separa da Edoardo Mazza.

Gli potrebbe bastare, se si confermerà la tendenza astensionista, prendere al ballottaggio tra i sette e gli ottomila voti.
Lontano da quei 11.188 elettori che nel 1995 diedero fiducia a Gigi Perego che era partito dietro dopo il primo turno, con un patrimonio di 6.452 voti quasi raddoppiati al ballottaggio.

William Viganò dovrebbe cercare di arrrivare ai livelli raggiunti nel 2005 da Pietro Amati, candidato sindaco di quei partiti che poi confluirono nel Pd, che prese al primo turno 7.403 voti.
Da quella elezioni che vide l’affermazione di Giacinto Mariani con 15.417 voti, mentre Giuseppina Minotti di Rifondazione Comunista raccolse 1.912 voti (quest’anno sono stati 697) sono passati solo dieci anni eppure sembra un’era geologica fa, sia per chi ha governato, sia per chi è stato all’opposizione.
 

Sentenza Talice Urbanistica by infonodo

Commenti

Direi che non manca niente eccetto il tredicesimo candidato, quello più importante: l'AEB/GELSIA. Il futuro di questa società dal valore di qualche centinaio di milioni di euro è infatti quello che dovrebbe preoccupare di più visto che Seregno detiene la maggioranza del pacchetto azionario. Però in campagna elettorale quasi non se ne è parlato, chissà perché.

Non basta dire qualcosa su AEB/Gelsia, bisogna dire qualcosa di sensato.

E per farlo bisogna studiare le carte, i bilanci e far applicare i regolamenti, come quello del comune di Seregno, sui controlli interni http://www.comune.seregno.mb.it/cittadino/ufficicomunali/guidaaiservizi/...

CAPO III
IL CONTROLLO SULLE SOCIETA’ PARTECIPATE NON «IN HOUSE»
Art. 42
Il controllo sulle società partecipate in via diretta non «in house»122
1. Al fine di garantire quanto previsto dai precedenti articoli 37 e 39 si prevede
quanto segue:
a. con riferimento al controllo sui bilanci:
- in sede di approvazione della relazione previsionale e programmatica, il
Sindaco è tenuto ad illustrare, coadiuvato dal Presidente della società, le
linee strategiche aziendali per il relativo periodo di riferimento;
- entro il 31 dicembre di ciascun anno la società trasmette al Socio Comune di
Seregno il Budget annuale unitamente al Piano triennale di sviluppo della
Società, redatti sulla base degli indirizzi ed obiettivi formulati dal Socio
Comune di Seregno;
- entro il 31 luglio di ciascun anno la Società relaziona la Giunta Comunale
circa lo stato di avanzamento del budget relativo al I semestre d’esercizio,
per un raffronto con i dati previsionali sia in termini finanziari che economici,
sia in termini di grado di raggiungimento degli obiettivi e di qualità dei servizi
erogati;
- entro il 31 luglio di ciascun anno il Consiglio Comunale prende atto con
provvedimento espresso del bilancio d’esercizio societario; il bilancio
d’esercizio deve dar conto del grado di raggiungimento degli obiettivi
gestionali programmati, secondo gli standard qualitativi e quantitativi fissati
nel Budget annuale, della qualità dei servizi erogati e del rispetto delle
norme di legge sui vincoli di finanza pubblica;123
b. con riferimento al controllo sulla qualità dell’amministrazione societaria:
- con cadenza trimestrale il Presidente del Consiglio di Amministrazione o
Amministratore unico relaziona alla Giunta Comunale circa l’andamento della
Società, la pianificazione delle attività, il grado di raggiungimento degli
obiettivi gestionali programmati, l’attività svolta, la situazione contabile ed il
rispetto delle norme di legge sui vincoli di finanza pubblica;
- spetta in ogni caso al Socio Comune di Seregno il potere di richiedere in
qualunque momento all’Organo Amministrativo relazioni dettagliate in merito
all’andamento delle attività svolte a favore del Socio Comune di Seregno;
c. con riferimento ai poteri ispettivi:
- il Presidente del Consiglio di Amministrazione, l’Amministratore unico o un
componente del Consiglio di Amministrazione appositamente delegato
partecipano con funzioni referenti, ove richiesto, alle sedute del Consiglio
Comunale, delle commissioni consiliari permanenti e della Giunta Comunale;
- tutti i documenti inviati dalla Società all’Amministrazione Comunale sono
disponibili e visionabili presso i servizi comunali ove sono depositati da parte
di tutti i consiglieri comunali;

122 Per società partecipate in via diretta si intendono quelle società ove il Comune di Seregno ha una
partecipazione azionaria propria.
123 Art. 56, comma 6, dello statuto comunale (già riportato alla nota n. 121).
49
- l’Organo Amministrativo consegna al Sindaco la documentazione richiesta
nonché risponde prontamente ai quesiti eventualmente posti in merito
all’amministrazione societaria;
d. con riferimento alla dipendenza della Società dal Comune di Seregno in materia
di strategia e politiche aziendali:
- l’Organo Amministrativo societario predispone la proposta di Budget annuale
e Piano triennale, che sono trasmessi al Socio Comune di Seregno entro il 31
dicembre di ogni anno. Il Piano si compone quantomeno di un budget
economico aggregato aziendale e della gestione caratteristica, della proposta
di investimenti o altri interventi sul patrimonio gestito, nel rispetto degli
obiettivi e degli standards fissati con gli indirizzi di cui alla precedente lettera
a.;
- il Socio Comune di Seregno può effettuare proposte di iniziative sulla
gestione.

Ciò che documenti attiene alle forme di controllo io invece mi riferiro alla proprietà di AEB/GELSIA. Io e la lista che rappresento facciamo parte della corrente di pensiero che sostiene la proprietà interamente pubblica delle società che erogano servizi pubblici. Noi addirittura preferiamo le gestioni "in house" (che hanno comitati di gestione rappresentativi del quadro politico) piuttosto che le SpA così come generalmente avviene in Germania. Cito la Germania perché viene spesso usata come punto di riferimento eccetto quando, come in questo caso, non fa comodo. E' sulla forma proprietaria che le forze politiche tengono la sordina. Perché?

Seregno si merita tutto questo? Inutile parlare di tecnicismi, Gelsia, etc i numeri sono chiarissimi anche per la Minotti (che ha dimezzato i suoi già esili voti). C’è un’amministrazione di destra degli ultimi dieci anni che ha fatto abbruttire e vergognare i cittadini seregnesi onesti, il peggior sindaco dai tempi della Bovolato, tra mafia, affari, sporcizia, scandali sessuali, corruzione ed arroganza, il peggio del peggio. Eppure i giovani ma immaturi e supponenti dirigenti del Pd sono riusciti nella stupida impresa di perdere. La responsabilità è solo vostra “bravi ragazzi”: da Sabia a William Viganò. Non ho visto un progetto per la città, nessuna proposta concreta per giovani, anziani, cultura e/o futuro. Non un comizio. Dalla fine delle primarie di novembre sono passati inutilmente 6 mesi di silenzio. Il candidato sindaco che non parla mai di nulla e non fa sognare nessuno. È sconcertante la pochezza di questa generazione politica, ma che fate tutto il giorno? Non ho mai sentito parlare di legalità, da nessun punto di vista. Di fronte ad una città che cede le attività commerciali storiche a personaggi inquietanti, che vive di agguati di mafia in pieno giorno, che beve aperitivi e caffè in bar a dir poco “inquinati di ‘ndrangheta”, tutto tace in un complice e vigliacco silenzio. Ancora una volta ci dovremo sorbire l’amaro calice della destra seregnese, che festeggierà con i palloncini colorati da Tripodi. Sperando che non esplodano.
EDWARD

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »