Seregno - Trasporto pubblico. Come l'amministrazione Mariani é riuscita ha raddoppiare i costi tagliando il servizio

di k.ts.

Immaginate un dirigente messo alla guida di un’azienda che in meno di dieci anni diminuisce la produzione del 36,4% e allo stesso tempo quasi triplica i costi per unità di prodotto (+ 162 %), scontenta i clienti, perdendone una parte, e a quelli che gli restano fornisce a un prezzo maggiorato del 36,8% un prodotto peggiore.

E’ quello che in sintesi sono riusciti a fare, nella gestione del trasporto pubblico locale, Giacinto Mariani e i suoi assessori ai Trasporti che si sono succeduti dal 2005 a oggi.
Gianmario Alioli, assessore dal 2005 al 2010, premiato con una poltrona da € 16.200 annui in Brianzacque (2010-2013) e adesso consigliere comunale uscente nelle fila di Forza Italia, e l’ assessore Marco Formenti (2010-2015) della Lega Nord, indicato per lungo tempo come possibile candidato sindaco del centrodestra.

Nell’ultimo anno di amministrazione Mariani, il comune di Seregno sta pagando il TPL - servizio di trasporto pubblico locale - € 856.199,88, mentre nel 2005 gli costava € 469.319,73.
Cioè adesso tira fuori quasi il doppio del denaro, però per un servizio peggiore, visto che dopo vari tagli alle corse e alle linee, i chilometri percorsi dai bus “seregnesi” sono scesi dai 265.253 del 2005 ai 168.747 dell’ultimo anno (-36,4%), a fronte di un biglietto per singola corsa che é aumentato del 36,8% passando da € 0,95 nel 2005 a € 1,30 di oggi (e analogo è stato l’aumento per gli abbonamenti).

In pratica, se nel 2005 ogni chilometro percorso da un autobus costava al comune € 1,76 (+iva) e in più il comune aveva 23.000 km-bus gratuiti, oggi lo stesso autobus costa al comune € 4,61 al chilometro +iva ( +162%).

La storia di questa conduzione disastrosa del trasporto pubblico urbano inizia nel 2004, quando l’amministrazione di centrosinistra mette a gara per i successivi sette anni il servizio fino ad allora gestito dalla Amsp, l’azienda municipalizzata di Seregno poi confluita in AEB.
La base d’asta per i 230.000 km annuali del servizio venne fissata a € 449.995,00 (+iva) all’anno per un costo di € 1,9565 (+iva) per autobus-Km.
La gara é vinta dalla società di trasporti Sila spa che se la aggiudica offrendo un ribasso del 10% sul costo chilometrico (che diventa così di 1,76 € /Km), e in più garantisce altri 23.000 km all’anno senza ulteriore aggravio per il comune, in aggiunta ai 230mila previsti dal bando.
La Sila offre anche al comune l’1% degli “degli introiti derivanti dalla valorizzazione commerciale da versare all'Ente affidante”.

A dicembre del 2004 la giunta di centrosinistra approva lo schema di contratto aggiungendo ulteriori 12.253,30 km che al prezzo di 1,76 € /Km portano il costo annuale complessivo a € 469.319,73.

Il servizio inizia il primo marzo del 2005, il 31 marzo, a seguito dei risultati delle elezioni amministrative, la guida della città passa in mano al centrodestra.

Il 17 gennaio 2007 la Giunta Mariani decide un adeguamento delle tariffe, il biglietto ordinario passa da 0.95 centesimi a 1 euro (+5,26%), analoghi aumenti vengono decisi per gli abbonamenti.
In aggiunta a questo aumento tariffario che garantisce più entrate al gestore, il 15 marzo 2007 il comune di Seregno determina un adeguamento annuale del contratto con Sila spa di € 45.825,21.
Negli anni successivi gli aumenti contrattuali si faranno sempre più consistenti.

La progressione della quota annuale per il servizio di trasporto pubblico locale a carico del comune è stata la seguente.

* i dati non sono relativi all’anno solare ma ai dodici mesi compresi tra il 1 marzo di ogni anno e il 28 febbraio dell’anno sucessivo

Una progressione che non ha alcun senso anche considerando gli adeguamenti per l’inflazione che in tutto quel periodo é rimasta molto bassa.

Indice Inflazione

2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
1,7% 2,0% 1,7% 3,2% 0,7% 1,6% 2,7%

Nell’ottobre del 2010, Sila che aveva in gestione anche la rete di trasporti nella provincia di Lodi, Varese, Nord Milano area Ovest, fallisce e porta i libri in tribunale.
Nell’ultimo bilancio depositato relativo al 2008, a fronte di un fatturato di 27 milioni di euro ha perdite per 33milioni di euro.

Nell’area milanese a Sila subentra la Stie, così come a Seregno, dove porta a scadenza il contratto da metà ottobre 2010 fino al 1 marzo 2012.

Contratto che viene ridefinito con un taglio di 17mila km (i festivi e il servizio per il mercato*) anche se poi il risparmio per il comune è solo di € 15.179,92 + iva, neanche un euro a km a ben guardare.

La quota annuale a carico del comune arriva a € 847.408, 44.

Un mese prima del fallimento della Sila, l’assessorato ai Trasporti del comune di Seregno affida per 10mila euro lo svolgimento di un’indagine sul trasporto pubblico locale alla società milanese Tradelab.
La società non sembra avere molte competenze sul trasporto pubblico però aveva già fornito due consulenze per complessivi 30mila euro per la partecipazione del comune a un bando regionale sui distretti del commercio.
A Seregno, l’assessore al commercio e quello ai trasporti sono la stessa persona, Marco Formenti.

Non si capisce bene che cosa abbia prodotto lo studio della Tradelab, sta di fatto che, andando il contratto a scadenza a marzo del 2012, il comune avrebbe dovuto fare una gara per affidare il servizio per i prossimi anni. Cosa che invece non fa.

L’amministrazione Mariani fa invece un’altra cosa, proroga il servizio di sei mesi, dal 1° marzo al 31 agosto, alla modica cifra di € 423.704,23.

Nel 2013, un’altra proroga, il costo pagato dal comune sale a € 872.825,16, nel 2014 la fattura mensile pagata a Stie arriva nei primi sei mesi a € 74.917,49 (su base annua siamo a € 899.099,88).

L’amministrazione corre, allora, nuovamente ai ripari e ancora una volta lo fa tagliando le percorrenze, eliminando il servizio di trasporto in agosto e aumentando i prezzi di biglietti e abbonamenti (vedi delibera Giunta comunale n°214/2014). In pratica gli utenti pagano di più per avere un servizio peggiore.

L’ultima proroga è stata fatta il 30 giugno dell’anno scorso.

Per il servizio di trasporto pubblico dal 1° luglio 2014 al 31 luglio 2015 (ma ad agosto il servizio è sospeso) il comune di Seregno proroga a Stie il servizio con un impegno di spesa di € 927.549,91 (vedi determina n° 339/2014).
Considerando il taglio drastico della percorrenza complessiva dei bus che viene ridotta a 168.747 Km (vedi det. 510/2014 del 09/10/2014), il costo effetivo del servizio si riduce, considerate le quote mensili da € 71.349.99, a € 856.199,88 all’anno iva compresa.
In pratica siamo a 5,07 euro (iva inclusa) su km percorso dagli autobus ( al netto dell’iva del 10%  la cifra é 4,61€ /km*bus).

Ci si chiede come mai il comune di Saronno, con la medesima società di trasporto - la Stie - riesca invece, nello stesso periodo, ad ottenere condizioni di gran lunga più favorevoli.

Basta leggersi la determina n° 340/2014 del 09/04/2014 del comune di Saronno che “ prevede una percorrenza kilometrica base anno pari a 202.497,12 bus*km a fronte di un corrispettivo annuale pari a € 620.000,00 (oltre iva al 10%) a cui corrisponde un costo unitario di € 3,062 / bus*Km” (vedi determina del comune di Saronno pubblicata sotto).
In pratica, per 34.000 km in più il comune di Saronno paga 174mila euro in meno di quello di Seregno.

Se si considerano però gli stessi km percorsi allora la differenze si fa ancora più grande.

4,61€ /km (costo unitario per il comune di Seregno) - 3,062€ /km (costo unitario per il comune di Saronno)=1,548 € /km (differenza di prezzo applicata da Stie ai due comuni)

1,548 € /km x 168.747 Km (chilometri percorsi dai bus a Seregno in un anno)= € 261.220,356 all’anno + 10% iva= € 287.341,4 iva compresa.

Prevediamo già l’obiezione che gli introiti di Stie derivanti dai biglietti venduti a Seregno e a Saronno sono diversi.

Proprio per questo siamo andati a vedere i diversi incassi (è logico che un servizio peggiore con minori percorrenze avrà meno utenti): dall’ultimo bilancio di Stie depositato, risulta che l’incasso per vendita di biglietti per il trasporto pubblico urbano a Seregno è stato di € 98.129,88, nello stesso periodo a Saronno l’incasso derivante da vendita di biglietti è stato di € 134.495,78.

La differenza c’è effettivamente a favore dei biglietti venduti a Saronno, ma è una differenza di € 36.365,9.

Come si giustificano allora i 250mila euro e passa all’anno di differenza, per lo stesso servizio fornito dalla stessa società, in due comuni che distano 15 km di strada l’uno dall’altro?

Al 31 luglio andrà in scadenza l’ultima proroga e la nuova amministrazione dovrà decidere in breve tempo che cosa fare. Nessun bando è stato preparato e quindi se si vorrà mantenere il servizio si dovrà procedere con una ulteriore proroga.

Eppure Legge regionale 6/2012 ‘Riforma del TPL’ prevede che “i Comuni non Capoluogo (come è ad esempio Seregno - ndr), previo parere dell’Agenzia competente, possono affidare servizi aggiuntivi a quelli programmati dall’Agenzia”.

E se è vero che a causa delle lungaggini di Regione Lombardia e alla trasformazione delle province, a distanza di tre anni l’Agenzia competente sul bacino che comprende Seregno non è ancora operativa, è anche vero che è dovere di un amministratore di Seregno non buttare via i soldi delle tasse dei suoi cittadini.

In aggiunta a questo, meno trasporto pubblico significa più auto in circolazione che sono le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, inquinamento atmosferico che si traduce, lo dicono chiaramente i dati, in una vita più breve per chi é costretto a respirarlo (vedi Pianura Padana. Ogni abitante perde in media 3 anni di vita a causa dello smog).

NOTA

I contratti di servizio per i trasporto pubblico si dividono in due categorie: contratto net cost e contratto gross cost.

Nel contratto net cost sia il rischio industriale (legato ai costi di esercizio ed all’attività di impresa) che in rischio commerciale – legato all’attività di vendita, cioè al livello di ricavi ottenibile – sono a carico del gestore, che ottiene un corrispettivo pattuito in anticipo e calcolato come differenza tra costi di esercizio e ricavi da traffico preventivati. In tale tipologia l'ente affidante conosce a priori l’onere netto che dovrà sostenere. Questo contratto è ritenuto fortemente incentivante perché spinge sia a contenere i costi che ad attuare strategie a sostegno della domanda.

Nel contratto gross cost, il rischio industriale è a carico dell’operatore mentre il rischio commerciale è a carico dell’ente concedente. Il gestore cioè riceve un corrispettivo basato sui solo costi, concordato in anticipo e pagato per la produzione di un ammontare prestabilito di servizio. In tale tipologia il gestore non deve fare previsioni sulle entrate del servizio offerto. L’impresa è incentivata solo a contenere i costi, mentre i ricavi sono gestiti ed incassati esclusivamente dall’ente affidante.

Il contratto firmato dal comune di Seregno con Sila nel 2004 è un contratto di tipo net cost, in cui Sila si sarebbe dovuta accollare il rischio industriale e il rischio commerciale della variazione del venduto dei biglietti.

Per come è andata, invece, il comune si é di fatto assunto il rischio industriale e il rischio commerciale al posto dell’azienda.

Saronno determina 2014 Trasporto Pubblico Locale

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