Energy

Seregno - +Energy e Pgt, due vicende che corrono parallele ma si intrecciano almeno per alcuni protagonisti

05/10/2016

di Brianzabeat

+Energy e l’approvazione del Pgt sono due vicende che corrono parallele, ma che in qualche modo si intrecciano, almeno in alcuni dei suoi protagonisti.
Infatti il PGT su cui lavorava l’amministrazione guidata da Giacinto Mariani, socio di fatto di +Energy, prevedeva la trasformazione urbanistica da industriale a commerciale con conseguente valorizzazione delle aree di proprietà della Effebiquattro e della Immobiliare Stefania di Mario Barzaghi, a sua volta socio di +Energy.
Per dare una misura approssimativa della valorizzazione dell'area Effebiquattro  qualora il PGT fosse stato approvato così come era stato proposto, si consideri che per quella specifica zona di Seregno, un metro quadro di un negozio e di un ufficio valgono dalle tre alle cinque volte un metro quadro di un magazzino o di un capannone industriale (vedi sito).

L’accostamento tra le due vicende non è stato considerato diffamatorio da tutti e tre i giudici del Tribunale di Monza (vedi Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società) che hanno valutato le richieste di risarcimento danni nei confronti di Gatti e dell’Espresso presentate da Giacinto Mariani, Luigi Spenga e Mario Barzaghi.

Vale la pena, quindi, stilare una breve cronologia per i nostri lettori che non conoscono le vicende.


11 agosto 2009 - L’architetto incaricato Giorgio De Wolf deposita in comune, con protocollo riservato, il nuovo PGT.
Sull’area dove sorge lo stabilimento Effebiquattro di Mario Barzaghi e sulle aree confinanti è previsto un intervento urbanistico di 121mila metri quadrati di superficie edificabile e la costruzione di un edificio di 65 metri di altezza.

30 Marzo 2010 - Alle elezioni Giacinto Mariani viene confermato sindaco di Seregno e nello stesso giorno il consigliere regionale Massimo Ponzoni riceve un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta.
Il 3 dicembre 2009 la Guardia di Finanza aveva sequestrato in casa di Sergio Pennati, commercialista di Ponzoni, un documento in cui lo stesso Pennati descrive, tra le altre cose, l’influenza di Ponzoni sui PGT di Desio, Seregno, Monza, Lentate.
A Seregno Pennati dedica solo una frase, ma significativa: “ Il suo uomo è Attilio Gavazzi che con il genero Andrea Attolini sta predisponendo il PGT, sempre con il Ponzoni che dà il benestare delle aree che a lui interessano”.
Nello stesso documento Sergio Pennati scrive che alcuni giornalisti sono sul libro paga di Massimo Ponzoni, tra questi anche il direttore dell’Esagono, Marco Pirola.

Nell’aprile del 2010 si forma la nuova giunta Mariani, Attilio Gavazzi viene sostituito come assessore all’Urbanistica da Edoardo Mazza, conserva però la carica da vicesindaco e gli viene assegnato l’assessorato ai Servizi Sociali.

Mentre il PGT rimane fermo e i suoi contenuti non vengono divulgati, nel giugno del 2010 Giacinto Mariani e Luigi Spenga, tramite la Aperta Fiduciaria, costituiscono, con l’Immobiliare Stefania (società della famiglia Barzaghi), la società +Energy.
Da subito +Energy opera in collaborazione con la Simec controllata, secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, da elementi della camorra.

All’interno della maggioranza e in particolare della Lega Nord di Seregno si consuma una dura spaccatura sul PGT e sulla gestione dell’urbanistica.
Scrivono i giudici del Tribunale di Monza nella sentenza che ha assolto Luca Talice dall’accusa di aver commesso violenza sessuale nei confronti di Federica Forcolin e Davide Giannobi:
Sta di fatto che all’interno della maggioranza alla guida del comune di Seregno era in atto una vera e propria guerra dal settembre 2010, quando era stata resa nota la bozza del PGT (Piano di Governo del Territorio). La maggioranza si era, infatti, divisa in due fazioni, la prima schierata con Talice che si opponeva radicalmente alla trasformazione delle aree verdi in edificabili, la seconda facente capo al sindaco sostenitore della bozza contemplante appunto dette trasformazioni urbanistiche. Dalle intercettazioni è dato capire che, con il sindaco Giacinto Mariani erano schierati, oltre al vicesindaco Attilio Gavazzi, Maria Teresa Viganò, Marco Berizzi, Marco Formenti, Forcolin e Giannobi, quest’ultimi distanziatisi dalla “corrente” di Talice ben prima che divenissero pubblici i fatti per cui è a processo e dunque, non in conseguenza dell’isolamento che avrebbero subito a causa delle loro denunce, ma per scelta autonoma propria. Scelta, peraltro, artatamente tenuta nascosta, in quanto i due avrebbero dovuto fingere di rimanere sostenitori delle idee portate avanti da Talice ” (vedi sentenza Talice).

Un fatto inedito, sempre riferibile a quel periodo, viene raccontato da Luca Talice nel libro sulla sua vicenda giudiziaria di prossima pubblicazione.

Ai primi di settembre del 2010, un mese e mezzo prima della denuncia di Forcolin e Giannobi, il senatore della Lega Nord, Cesarino Monti, si propone come mediatore tra la posizione della sezione della Lega Nord e quella del sindaco Giacinto Mariani e mi invita a un “pranzo della pace”.
Per avere un testimone, per evitare di essere messo in mezzo e perché non mi fido, mi presento con l’assessore e amico Riccardo Liviero. Mangiamo la pizza e parliamo di tutto ma non di urbanistica. A fine pranzo, Giacinto Mariani si alza per andare in bagno, il senatore Monti arriva al nocciolo della questione senza troppi preamboli: “In politica - mi dice - bisogna accettare compromessi, anch’io in Senato ho votato cose che non mi piacevano. Voi dovete approvare questo PGT. Siamo d’accordo?”.
Io e Liviero lo guardiamo stupiti, ma non diciamo una parola.
La pizzata della pace è fallita, Giacinto Mariani non ha ottenuto la promessa di votare un PGT a scatola chiusa, che non ci piace, visto che a una prima occhiata, è molto lontano da quel consumo zero di suolo che era l’obbiettivo della sezione della Lega Nord di Seregno. A mio e a parere della maggioranza della sezione è un PGT dei costruttori e non della città.
La rottura tra noi e loro si è consumata in silenzio, ma è evidente”.

Fine settembre, primi di ottobre del 2010 Federica Forcolin e Davide Giannobi raccontano a Giacinto Mariani e a Marco Formenti le presunte violenze sessuali da parte di Luca Talice.
Al processo il teste Giacinto Mariani ricorda così il momento della rivelazione:
Abbiamo fatto una cena fuori Seregno, fine settembre - primi di ottobre 2010, adesso la data sinceramente non me la ricordo, siamo andati in pizzeria, ci siamo seduti, abbiamo ordinato, poi dopo abbiamo cominciato a parlare della sezione. Marco ha cominciato a dire: “Ci sono dei problemi in sezione sugli indirizzi politici, su determinati comportamenti”, io a quel punto ho detto: “scusate, vado in bagno”, sono andato in bagno, quando sono rientrato dalla toilette c’era il Marco Formenti bordeaux, i due ragazzi che piangevano”.

11 gennaio 2011 - Il settimanale Esagono, diretto da Marco Pirola, rivela l’inchiesta che vede Luca Talice accusato di violenze sessuali ai danni di Davide Giannobi e Federica Forcolin.

Nel Marzo del 2011 Fabio Mascheroni viene sostituito come amministratore da Mario Barzaghi e la sede legale di +Energy viene trasferita in via Leonardo da Vinci 55 a Meda, dove c'è la sede operativa e legale della Aben's Professional, i cui soci dal 2004 sono Giacinto Mariani e Marco Formenti.
Tra il settembre del 2009 e il luglio del 2012 compare come socio di Aben's Professional anche Vito Potenza, assessore al Bilancio del comune di Seregno e coordinatore provinciale dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

Nella primavera del 2011 la Guardia di Finanza si presenta diverse volte nell’ufficio tecnico del comune di Seregno per acquisire documenti.

Scriverà Laura Ballabio su il Giorno nel febbraio 2013, all’indomani della notizia dell’inchiesta che vedrà Attilio Gavazzi imputato per corruzione. “Seregno, il suo Pgt e i suoi progetti urbanistici sono nel mirino della Procura di Monza dalla primavera del 2011, quando, tra maggio e giugno, furono ben quattro le visite agli uffici comunali, in particolare all’ufficio tecnico in via XXIV Maggio. Anche in quel caso la lente era puntata sull’urbanistica cittadina e sull’allora bozza del Piano di governo del territorio” (vedi articolo).

30 maggio 2011 - Attilio Gavazzi viene estromesso dalla Giunta Mariani dove ricopriva il ruolo di assessore ai Servizi Sociali e di vicesindaco.

10 Giugno 2011 - Giorgio De Wolf, l’estensore del PGT, incontra la Commissione consiliare Territorio del comune di Seregno per presentare il suo lavoro. A domanda del consigliere dell’UDC, Piergiorgio Borgonovo, su chi siano stati i suoi referenti risponde:
Un professionista non definisce gli indirizzi dello sviluppo di una città, ma cerca di tradurre nel concreto gli obiettivi che gli vengono sottoposti. Nella prima fase del mio lavoro, non ho mai avuto la possibilità di incontrare la commissione ed anche con l'ufficio tecnico ho potuto lavorare solo in seconda battuta. I miei referenti sono stati il sindaco (Giacinto Mariani) e l'assessore (Attilio Gavazzi)” (vedi Seregno Pgt, l'estensore De Wolf: «Referenti, sindaco e Gavazzi») .

12 luglio 2011 - In una seduta convulsa viene cancellato il progetto di PGT (vedi delibera di Consiglio comunale). Viene, quindi, affidato allo stesso De Wolf l’incarico di redigere un nuovo PGT.

Nel dicembre 2011 vengono sequestrate a Pasquale Pirolo, uomo legato alla camorra, carte relative alla Simec, società che ha stretto un rapporto commerciale con +Energy.

16 gennaio 2012 - Viene spiccato mandato di arresto nei confronti di Massimo Ponzoni. Diventa di dominio pubblico il memoriale di Sergio Pennati nel quale l’ex socio e commercialista di Massimo Ponzoni indica Attilio Gavazzi e il genero Andrea Attolini come gli uomini attraverso i quali lo stesso Ponzoni influenza le scelte urbanistiche a Seregno.

24 settembre 2012 - Viene costituita la Eco Art di Cesano Maderno, riconducibile alla moglie di Cincotto. Scriveranno gli inquirenti quando a gennaio 2013 sequestrano anche la Eco Art dopo aver sequestrato qualche mese prima la Simec: “Ciò che colpisce, inoltre, è la data della sua costituzione (il 24 settembre del 2012) proprio in prossimità della emissione, da parte di questo Tribunale, del decreto di sequestro (11 ottobre 2012) in estensione che avrebbe colpito – di lì a pochi giorni – il gruppo di società (SIMEC – CTIDA – BERKELEY) che le indagini svolte dalla DIA di Napoli e dalla Questura di Caserta avevano consentito di individuare come società ‘infiltrate’ dalla camorra casertana attraverso l’amicizia sorta tra Pasquale Pirolo, Del Vecchio Gaetano ed alcuni imprenditori e tecnici del nord Italia tra cui, appunto, Cincotto Ugo Ersilio e Zanardi Federico”.

15 ottobre 2012 - Il nuovo PGT viene depositato all’Ufficio tecnico ed è pubblicamente visionabile. La trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro che nella prima stesura del PGT era presentata come un tutt’uno viene spezzata in quattro ambiti di trasformazione economica Ate 1, 2 , 3 , 4. L’ambito di trasformazione Ate 3 insiste sullo stabilimento Effebiquattro, gli altri su aree limitrofe (vedi documento). Alcuni elementi, ad esempio l’altezza delle costruzioni e la percentuale dell’area da cedere ad uso pubblico vengono demandati a successivi piani attuativi.

5 novembre 2012 - Esce la notizia del sequestro della Simec di Cesano Maderno, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ritiene “l’attività di detta società riconducibile a Pasquale Pirolo (uomo del clan Bardellino ndr), in società di fatto con il Cincotto”.

21 dicembre 2012 - Mario Barzaghi rileva tutte le quote di +Energy , tra queste anche quelle coperte da fiduciaria e riferibili di fatto a Giacinto Mariani e a Luigi Spenga.

Il 9 aprile 2013 alle ore 16, secondo quanto riportato nell’atto notarile, Mario Barzaghi si reca dal notaio e mette in liquidazione +Energy (l’atto viene registrato in Camera di Commercio il 17 aprile 2013).
Qualche ora dopo, la mattina del 10 aprile 2013, Fabrizio Gatti si presenta nella sede dell’Effebiquattro per intervistare Mario Barzaghi su +Energy, sul suo assetto societario e sui rapporti tra +Energy e Simec (vedi Giornalista io ti ammazzo), un’inchiesta su cui sta lavorando da settimane..

18 aprile 2013 - Viene pubblicata su l’Espresso e su infonodo.org l’inchiesta su +Energy. Si dimettono sei consiglieri della Lega Nord e un assessore.

19 aprile 2013 - Giacinto Mariani indice una conferenza stampa sul caso +Energy nella quale nega il suo coinvolgimento nella società e attribuisce l’inchiesta giornalistica de l’Espresso e di infonodo.org ai tentativi della mafia di screditarlo.
La mia persona che cerca sempre di mettere la propria faccia nel contrasto alla criminalità da fastidio, perché a questo punto tre indizi fanno una prova, e i giornalisti o presunti tali costruiscono delle questioni inesistenti, io faccio uno più uno fa due e quindi questa è la situazione attuale”.

12 dicembre 2013 - Il Consiglio Comunale adottata il nuovo PGT , sull’area dove sorge l’Effebiquattro è sempre prevista una trasformazione urbanistica.

25 febbraio 2014 - L’Immobiliare Stefania e la Effebiquattro presentano ricorso al Tar della Lombardia contro il PGT dalla Giunta guidata da Giacinto Mariani e adottato dal consiglio comunale. Viene anche richiesto al comune di Seregno un risarcimento per presunti danni subiti.

28 giugno 2014 - Il PGT viene approvato dal Consiglio comunale. Le quattro aree di trasformazione economica, tra cui quella dell’Effebiquattro, vengono tutte cancellate.

 

Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società

05/10/2016

di Brianzabeat

E’ stata depositata mercoledì 21 settembre la sentenza del Tribunale civile di Monza sulla richiesta di risarcimento danni presentata da Giacinto Mariani nei confronti di Fabrizio Gatti e del settimanale L’Espresso per un articolo sulla vicenda +Energy:
In Brianza tra Lega e clan.Il sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dell'Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno .

L’articolo in questione, frutto di un’inchiesta condotta da Gatti su una segnalazione raccolta da infonodo.org (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT), ha prodotto querele sia in sede penale sia in sede civile, con richiesta di risarcimento danni per complessivi 27 milioni e 200mila euro nei confronti di Gatti e de L’Espresso, a cui si sono aggiunti i 50mila euro chiesti da Giacinto Mariani all’ex segretario del Pd di Seregno, Mauro Brivio e all’ex sindaco Gigi Perego che avevano utilizzato alcuni brani dell’articolo per alcuni manifesti politici.

Se sul piano penale le denunce sono state archiviate o in via di archiviazione, non avendo ravvisato le Procure competenti - quella di Velletri per L’Espresso che ha sede a Roma e quella di Monza per i due politici del Pd di Seregno - gli estremi per un rinvio a giudizio per reato di diffamazione; sul piano civile, invece, gli esiti e le sentenze emesse da tre giudici del Tribunale di Monza sono state contrastanti.

Il 26 aprile 2016 il giudice, il dott. Alessandro Gnani, ha condannato Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento danni di 130mila euro in favore di Mario Barzaghi, a fronte di una richiesta di risarcimento di 26,1 milioni di euro.
Il 28 luglio 2016 il giudice, la dott.ssa Caterina Caniato, ha respinto in toto le richieste del capitano Luigi Spenga che aveva richiesto un risarcimento di 400mila euro e lo ha condannato, come parte soccombente, a pagare 28mila euro di spese processuali.
Infine, il 6 settembre 2016, la dott.ssa Cristina Ravera ha condannato Fabrizio Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento di 34mila euro in favore di Giacinto Mariani, contro i 500mila richiesti.

Le tre sentenze che non concordano sulla lettura e le interpretazioni di singole frasi hanno confermato, però, la veridicità complessiva dell’inchiesta giornalistica che consisteva nell’esposizione di una serie di fatti principali:

- La partecipazione di Giacinto Mariani e del capitano Luigi Spenga nella +Energy, coperti da una società fiduciaria e utilizzando o meno dei prestanome (la compagna dell’uno e la madre dell’altro).
- I rapporti tra +Energy e Simec quando già Simec era sotto il controllo di personaggi legati al clan dei casalesi.
- Il fatto che mentre l’amministrazione Mariani si apprestava a presentare il PGT con l’importantissima trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro, il sindaco Giacinto Mariani diventava socio di Mario Barzaghi patron dell’Effebiquattro.

Per quanto riguarda la partecipazione di Giacinto Mariani alla società +Energy, scrive, infatti, nella sentenza la dott.ssa Ravera: «A ciò occorre aggiungere che la veridicità dell’assunto di un diretto coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione di +Energy è confermato da Fabio Mascheroni, già amministratore unico di detta società, nel corso della sua intervista, prodotta in atti, non oggetto di contestazione da parte dell’attore. Fabio Mascheroni ha, infatti, dichiarato che “sono stato contattato sia dal capitano Spenga che da Giacinto Mariani e anche da Barzaghi, mi è stato offerta l'opportunità di fare l'amministratore a questa società”, alla domanda dell’intervistatore: “Torniamo alla società, ma chi erano veramente i soci di +Energy?”, Mascheroni ha risposto “Io posso solo confermare i nomi che ha già fatto Mario Barzaghi nell'intervista all'Espresso. Alla fine le persone con cui io interagivo costantemente erano il capitano Spenga, il sindaco Giacinto Mariani e Mario Barzaghi. In forma minore la compa... i due avvocati”. E ancora, alla domanda “Ecco, e poi alle riunioni, le riunioni della società chi partecipava?” Mascheroni ha dichiarato “Sempre Giacinto Mariani, Spenga e Barzaghi”. Dal che ne discende che il riferimento ad un collegamento fra Giacinto Mariani e +Energy risulta assistito da una verità intrinseca».

Riguardo alla partecipazione di Spenga nella società +Energy, la dott.ssa Caniato, oltre a citare la testimonianza di Mascheroni, aggiunge: “Nell’atto di citazione il capitano Spenga non nega ed anzi conferma che la madre fosse socia della +Energy al 20% e si limita ad affermare la propria estraneità dagli affari della società. Non ha fornito alcuna giustificazione circa tale intestazione né ha effettuato alcuna puntuale contestazione ed invero nemmeno commento sul contenuto delle interviste (quella al Cavalier Barzaghi e quella, successiva alla pubblicazione dell’articolo, all’amministratore Mascheroni), che lo indicavano come direttamente coinvolto con la società.
[…] Il mascheramento del rapporto societario (tramite fiduciaria e tramite prestanome con un diverso cognome) di per sé conduce ad un sospetto e legittima l’esercizio del diritto di critica e l’inferenza che fosse nota al Capitano oltre che al Sindaco , la natura non limpida degli affari”.

Sui rapporti tra +Energy e Simec, la società che secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere era controllata dal clan dei casalesi, scrive sempre la dott.ssa Ravera che ha valutato la querela di Giacinto Mariani:
«Orbene, alla luce di tali risultanze emerge che, al tempo in cui +Energy ha intrattenuto rapporti commerciali con Simec (ossia negli anni 2010 e 2011), quest’ultima era già collegata alla criminalità organizzata (segnatamente, alla figura di Pasquale Pirolo, persona di fiducia di Antonio Bardellino, esponente di spicco della criminalità organizzata casalese) attraverso l’amministratore unico Ugo Ersilio Cincotto, di guisa che l’accostamento fra la notizia del sequestro preventivo di Simec e +Energy non appare inveritiero».

Su questo tema è ancora più esplicita la sentenza della dott.ssa Caniato:
Inoltre l’intervenuta collaborazione del Capitano Spenga nell’operazione “Infinito” – menzionata nell’articolo - ha conferito al medesimo una competenza professionale ed una esperienza specifica in materia di criminalità , per le quali risulta non solo più grave il suo coinvolgimento in affari con la Simec, ma anche inverosimile una sua completa inconsapevolezza circa la reale natura del proprio socio d’affari. Inoltre la sua competenza in ambito comunale consente di considerare inverosimile una sua inconsapevolezza circa gli auspicati faraonici progetti edilizi (poi naufragati per mancanza di approvazione comunale come descritto e provato in dettaglio dal giornalista)“.

E’ stato giudicato veritiero e non diffamatorio, anche il ritratto che Gatti ha fatto di Giacinto Mariani descritto come ex tenutario del night club Lilì la Tigresse, dove “donnine in tanga si dimenano nella lap dance” e come “socio di impresari che nella loro discoteca di Lissone ospitavano killer della ‘ndrangheta” (e offrivano loro bottiglie di champagne - ndr).
Non fosse bastato quanto scritto dal magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessandra Dolci, che si era espressa in merito a una querela presentata da Mariani contro infonodo.org per un articolo che trattava l’argomento, arriva la conferma della dott.ssa Ravera che scrive:
Orbene, la veridicità del riferimento alla pregressa titolarità da parte di Giacinto Mariani di locali a luci rosse non è stata oggetto di contestazione alcuna da parte dell’attore e risulta documentalmente dimostrata.
Parimenti, la circostanza che importanti esponenti della ‘ndrangheta (Cosimo Gallace e Antonio Belnome) frequentassero un locale (Noirclub di Lissone), gestito da una società (Titty S.r.l.), i cui soci erano, a loro volta, soci con Giacinto Mariani di altre società (Moltissimo S.r.l. e Carte S.r.l.) è documentalmente provata
”.

 

La dott.ssa Ravera che ha giudicato la querela sporta da Mariani ha invece considerato non veritieri e diffamatori due periodi dell’articolo di Fabrizio Gatti:

- “La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali”. Perché secondo la Ravera :”I convenuti non hanno, infatti, offerto alcun elemento a dimostrazione di presunte appropriazioni indebite da parte di +Energy e Simec degli incentivi statali”.

- “Cioè la società che verrà sequestrata per camorra e quella del ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si impegnano fin dall'inizio a mantenere segreta qualsiasi informazione «ad esempio documenti, progetti, risorse tecniche, dati societari». Un accordo superfluo. È scontato che nessuno parlerà. Perché mai un sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro partner commerciale è un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese?”. Perché secondo la Ravera, Gatti metterebbe in modo indebito in relazione l’accordo di riservatezza firmato da +Energy e Simec con il fatto che la società sarebbe stata successivamente intestata a un disoccupato di Maddaloni.

Al di là dell’interpretazione di questi singoli passaggi che verranno vagliati in Corte d’appello a Milano, a seguito degli inevitabili ricorsi, resta il dato politico dell’intera vicenda adesso confermato dal primo grado di giudizio del tribunale.

Resta, cioè, il fatto che a distanza di tre anni, l’ex sindaco e attuale vice sindaco Giacinto Mariani non ha dato risposta a domande importanti e non lo ha fatto né in consiglio comunale, né sui giornali e nemmeno nelle aule dei tribunali.

- Perché ha partecipato alla società +Energy?
- Perché per farlo ha utilizzato una fiduciaria e la compagna, Antonella Mauri?
- Perché ha sempre negato, più o meno esplicitamente, un suo diretto coinvolgimento nella società?
- Non è stato quantomeno inopportuno e sospetto costituire una società con i proprietari di Effebiquattro e dell’Immobiliare Stefania, proprio nel momento in cui il Consiglio Comunale si apprestava ad approvare un PGT, su cui lui, se non altro per la carica ricoperta, aveva influenza e responsabilità?

Nel consiglio comunale di martedì scorso, Giacinto Mariani ha relazionato sulla sentenza del Tribunale civile, alla fine invitando l’intero consiglio, maggioranza e opposizione, a mettere una pietra sopra la vicenda (vedi video).
Sono intervenuti consiglieri e amministratori, fra i quali il sindaco Edoardo Mazza, che si sono congratulati con Mariani e non hanno sollevato obiezioni né fatto domande.
Avere il senso delle istituzioni significa anche chiedere a un amministratore coinvolto in vicende poco limpide di non mentire e di chiarire la propria posizione senza lasciare zone d’ombra, sgombrando il campo da dubbi e sospetti che ricadono sulla sua figura istituzionale ancor prima che sulla sua persona.
Non facendo domande, i casi sono due.
O i consiglieri e gli amministratori di Seregno hanno poco rispetto per le istituzioni che rappresentano, oppure conoscono già risposte convincenti e plausibili sulla partecipazione di Giacinto Mariani in +Energy .
In quest’ultimo caso, dovrebbero renderle note anche all’opinione pubblica, visto che il vicesindaco Mariani non è stato in grado di farlo in tre anni e nemmeno in Tribunale.

Per maggiore completezza di informazione pubblichiamo le sentenze del Tribunale civile di Monza relative alle richieste risarcimento danni promosse da Luigi Spenga e Giacinto Mariani contro Fabrizio Gatti e l'Espresso.

 

Sentenze Mariani e Spenga by infonodo on Scribd

Seregno - Barazaghi dopo aver minacciato di morte Fabrizio Gatti chiede 27 milioni di risarcimento

di Fabrizio Gatti, articolo originale da blog Espresso 
Vicepresidente di Confindustria minacciò di morte giornalista dell’Espresso. Ora gli chiede 27 milioni di risarcimento

La reazione di Mario Barzaghi, allora vicepresidente di Confindustria della provincia di Monza e Brianza, intervistato sui suoi affari con una società poi sequestrata perché paravento del clan dei Casalesi. Anche un sindaco della Lega e un ufficiale dei carabinieri, soci di Barzaghi, hanno avviato cause civili: «Siamo stati danneggiati dall’inchiesta».

Scusate se devo scrivere di me stesso. Ma quel giornalista sono io.Minacciato di morte e bloccato per un’ora nell’ufficio di Mario Barzaghi, imprenditore e cavaliere del lavoro, allora vicepresidente di Confindustria della provincia di Monza e Brianza. Era successo mercoledì 10 aprile 2013. E qui sotto potete vedere quell’intervista e come è finita.
GUARDA Le minacce riprese dalla telecamera
 

Qualche giorno fa ho saputo, dal suo atto di citazione, che Mario Barzaghi ora mi chiede 27 milioni. Per l’esattezza, 26 milioni e 900 mila euro: «Condannare… al pagamento in favore del cav. Mario Barzaghi dell’importo di euro 15.000.000,00, di Effebiquattro spa (una sua società) della somma di euro 10.000.000,00, di Immobiliare Stefania (un’altra sua società) della somma di euro 1.000.000,00 a titolo di risarcimento del danno», è scritto nell’atto di citazione. Segue la richiesta di altri 900 mila euro a carico del «Gruppo Editoriale l’Espresso».
La storia in breve: l’allora vicepresidente di Confindustria di Monza, attraverso l’Immobiliare Stefania, il sindaco leghista di Seregno, Giacinto Mariani, e il capitano dei carabinieri, Luigi Spenga, loro attraverso due stretti familiari e un’anonima fiduciaria, aprono una società per importare pannelli fotovoltaici dalla Cina. E per la loro installazione, stringono un accordo con un’altra società. Agli industriali della zona si presentano con la stessa carta intestata: la «+Energy», la sigla che unisce Barzaghi, sindaco e capitano, e la «Simec». Alcuni mesi dopo, l’11 ottobre 2012, la «Simec» viene messa sotto sequestro dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché accusata di appartenere da lungo tempo alla costellazione di imprese dei boss dei Casalesi.

GUARDA L’ex amministratore unico della società di Barzaghi-Mariani-Spenga rivela a «Seregno Tv» il ruolo del sindaco della Lega e del capitano dei carabinieri.

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta dell’Espresso, l‘Arma dei carabinieri, totalmente estranea, ha immediatamente trasferito il capitano di Seregno. Mario Barzaghi si è dimesso dalla carica di vicepresidente provinciale di Confindustria. Matteo Salvini, futuro leader nazionale della Lega, ha invece tenuto in piedi il suo sindaco nonostante le dimissioni in blocco, per protesta contro lo scandalo, di tutti i consiglieri comunali leghisti.
Ora Barzaghi, dopo le minacce nei miei confronti ripetute anche davanti ai carabinieri, invece di prendersela con se stesso o con i suoi ex soci, il sindaco e il capitano, o il prestanome dei Casalesi con cui hanno firmato accordi, se la prende con me. E chiede un risarcimento tale che, se il giudice del Tribunale di Monza dovesse dargli ragione, impegnerebbe me, la mia famiglia e i miei nipoti per non so quante generazioni a lavorare per lui.

Anche il sindaco della Lega, Giacinto Mariani, chiede soldi. Nella sua causa civile la richiesta è di 400 mila euro: «Consumata la fase acuta dell’epidemia virale scatenata dai veleni messi in circolo da L’Espresso», è scritto nell’atto di citazione, «cosa è emerso dai gravi e fantasiosiaccostamenti del Sindaco Mariani alla malavita propugnati nell’articolo? Nulla. Nulla, e ancora nulla. Non solo Giacinto Mariani all’epoca dei fatti non era nemmeno iscritto al registro degli indagati ma, ad oggi, non è neppure destinatario di alcuna accusa di alcun tipo». Come se l’etica di un buon amministratore pubblico fosse dettata solo dal codice penale.

E pure il capitano Luigi Spenga chiede soldi: 500 mila euro di risarcimento più gli interessi. Certo, se perfino il comandante di una compagnia dell’Arma entra in società attraverso i familiari con il sindaco della città e si mette nelle condizioni di non accorgersi delle infiltrazioni della criminalità, potremmo alzare tutti bandiera bianca. Ma va aggiunto che l’Arma in questo pasticcio in salsa brianzola non c’entra nulla.
Barzaghi, Mariani, Spenga sostengono che non potevano conoscere le attività passate e future di Ugo Cincotto, l’amministratore della Simec. Ma infatti nessuno ha accusato i tre di essere consapevoli di cosa esistesse dietro la Simec. Ovviamente qualunque cittadino ha il diritto di ricorrere all’autorità giudiziaria. E anche il diritto di critica, che il sindaco della Lega ha così esercitato in una conferenza stampa poche ore dopo la pubblicazione dell’inchiesta dell’Espresso: «Dietro sicuramente c’è una scelta strategica di massacrare la mia persona, l’amministrazione e tutte le cose che ho fatto e sto facendo contro la mafia. Stranamente più alzo l’attenzione nei confronti della lotta alla mafia e più… cercano di denigrare la mia persona». Come se chi scrive fosse al servizio dei mafiosi.

Viviamo in un «Paese che ha certamente bisogno di cambiamenti, ivi compresi quelli di cultura e di coscienza», sostiene l’ex vicepresidente provinciale di Confindustria nel suo atto con cui chiede i 27 milioni. Ha ragione. Ma ancora una volta si tenta di colpire chi racconta la realtà. Anche quando dà fastidio.

LEGGI La storia integrale è raccontata nell’inchiesta: «IN BRIANZA TRA LEGA E CLAN. Il sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dell’Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno».

 

Seregno - Minacciò un giornalista, chiusa l’inchiesta per l’ex vicepresidente di Confindustria Barzaghi

di Stefania Totaro da il Giorno del 06/09

CHIUSA L’INCHIESTA per violenza privata per l’ex vicepresidente della Confindustria di Monza Mario Barzaghi.
L’avviso è stato firmato dalle pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz dopo le indagini sull’episodio accaduto nell’aprile 2013 quando il giornalista Fabrizio Gatti venne tenuto in ostaggio e minacciato da Barzaghi, che aveva intervistato nel suo ufficio chiedendogli conto di presunti interessi occulti con il sindaco di Seregno Giacinto Mariani e l’ex comandante dei carabinieri della Compagnia di Seregno, capitano Luigi Spenga e i contatti con un prestanome del clan dei Casalesi.

NONOSTANTE l’inviato dell’«Espresso» abbia deciso di non presentare alcuna denuncia, l’apertura di un fascicolo penale da parte della Procura di Monza nei confronti dell’imprenditore seregnese e vicepresidente dimissionario della Confindustria di Monza è stata un atto dovuto perchè il reato di violenza privata è perseguibile d’ufficio. La vicenda è nata dal sequestro della ‘Simec’, una società di Cesano Maderno che sarebbe controllata da Pasquale Pirolo, ritenuto vicino al clan dei Casalesi.

LA SIMEC è un’azienda istallatrice di pannelli fotovoltaici, mentre l’azienda che li importa dalla Cina è la «+ Energy» di Meda di cui socio risulta Mario Barzaghi e soci occulti sarebbero stati anche Giacinto Mariani e Luigi Spenga. In ballo ci sarebbero incentivi statali da incassare.

SECONDO BARZAGHI, però, i rapporti di lavoro tra +Energy srl e Simec si sono originati (ma anche sviluppati e esauriti) in tempi non sospetti, quando cioè la Simec era amministrata da persone diverse di quelle indagate.

Seregno - Caso «+ Energy», il sindaco chiede i danni

di Gigi Baj da il Giorno del 23/07

AD UN ANNO dalla bufera mediatica riguardante la vicenda «+Energy» si alzano i toni nel panorama politico locale.
Il sindaco Giacinto Mariani ha infatti confermato la querela per diffamazione nei confronti non solo del settimanale «L’Espresso», che aveva sollevato il caso, ma anche contro il sito internet di informazione «Infonodo» e soprattutto contro il Partito Democratico, accusato di avere affisso dei manifesti nei quali si citava il primo cittadino quale socio occulto della «+Energy Fotovoltaici srl», la società nella quale operavano anche l’ex capitano della Compagnia dei Carabinieri di Seregno Luigi Spenga e l’imprenditore Mario Barzaghi, accostandolo al clan camorristico dei Casalesi.
Nelle motivazioni della denuncia, il sindaco ha chiesto all’allora segretario politico del Pd Mauro Brivio un risarcimento di 100mila euro per il grave nocumento derivato dall’esposizione dei quei manifesti nella prospettiva anche della sua candidatura alle elezioni europee che, come noto, non sono state favorevoli all’esponente della Lega Nord. Un danno di immagine a livello politico e personale. Nel mirino del sindaco Mariani è finito anche l’ex sindaco Gigi Perego, che avrebbe direttamente pagato i diritti di affissione dei manifesti.
Giacinto Mariani era stato chiaro e determinato sin dall’inizio: «Nei miei confronti si tratta soltanto di calunnie. Non c’è mai stato nulla da nascondere su questa vicenda. Valuterò l’opportunità di adire a vie legali nei confronti di chi cerca di screditarmi con notizie false e ingiuriose».
A nulla sono valsi i tentativi di conciliazione tra gli avvocati Ettore Trezzi (legale di Giacinto Mariani) e Luigi Cimino che rappresentava i due esponenti del Pd. Il tentativo di accordo non ha portato a nulla. Secondo indiscrezioni Brivio e Perego non avrebbero accettato di pubblicare un manifesto di scuse come il legale di Giacinto Mariani aveva preteso per evitare il prosieguo della causa che entro la fine dell’anno potrebbe arrivare al primo grado di giudizio. Tutto iniziò nel maggio 2013 quando un giornalista dell’Espresso fece scoppiare il caso della «+Energy Fotovoltaici srl di Meda», società importatrice di pannelli solari che avrebbe avuto a che fare con la Simec di Cesano Maderno, che i magistrati ritenevano essere controllata da Pasquale Pirolo, vicino ai clan dei Casalesi. Nei giorni scorsi presso il Tribunale di Roma si è svolta intanto la prima udienza del procedimento per diffamazione intentato da Giacinto Mariani contro il settimanale «L’Espresso» con una richiesta di 400mila euro di risarcimento. Una seduta molto breve terminata con il rinvio al prossimo mese di gennaio. 

Seregno - Nuovo Pgt. Barzaghi ricorre al TAR e chiede i danni al comune

di Qiao Liang e Wang Xiangsui

Il Piano di Governo del Territorio non è stato ancora approvato che già l’amministrazione comunale é chiamata a risponderne in tribunale.

A febbraio di quest’anno, l’Effebiquattro e l’Immobiliare Stefania, società controllate da Mario Barzaghi, hanno, infatti, presentato ricorso al Tar della Lombardia: “per l’annullamento dell'adozione del nuovo PGT comunale [...] e per la condanna del Comune di Seregno al risarcimento dei danni patiti".

Nell’ottobre del 2013, Mario Barzaghi, in una conferenza stampa indetta per rispondere ai sospetti sollevati dal caso +Energy, aveva annunciato la sua volontà di opporsi a qualunque trasformazione urbanistica prevista nel PGT riguardante l’area dove sorge lo stabilimento Effebiquattro (vedi L’orgoglio ferito e le bugie del cavalier Barzaghi).

Sei mesi prima, un’inchiesta del nostro sito in collaborazione con l’Espresso, aveva portato alla luce che proprio in concomitanza con la presentazione del primo progetto di PGT che individuava nell’area della Effebiquattro il centro della trasformazione urbanistica della città, Barzaghi aveva costituito una società, la +Energy, in cui comparivano come soci: il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, l’ex Capitano dei Carabinieri di Seregno, Luigi Spenga, e due professionisti con studio in città, gli avvocati Raffaella Villa e Sergio Testa.

A parte Barzaghi, gli altri soci di +Energy partecipavano alla compagine in forma anonima coperti da una fiduciaria, la Aperta Fiduciaria (vedi Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT).

Dall’inchiesta giornalistica era anche emerso che +Energy aveva stretto un’alleanza commerciale con la Simec di Ugo Ersilio Cincotto, azienda nel 2012 messa sotto sequestro dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per essere di fatto nelle disponibilità di personaggi legati alla camorra e in particolare al clan dei Casalesi.

All’uscita dell’inchiesta giornalistica, nell’aprile del 2013, i protagonisti della vicenda hanno prima reagito con la veemenza e i con toni di un melodramma di Giuseppe Verdi, vedi l’intervista di Mario Barzaghi all’inviato dell’Espresso Fabrizio Gatti ( Giornalista io ti ammazzo), o la conferenza stampa di Giacinto Mariani, in cui il sindaco di Seregno ha giurato la sua estraneità a +Energy, adombrando oscure manovre della ‘ndrangheta per punirlo del suo impegno contro la mafia (vedi il video dell’articolo Il sindaco Mariani:" Mi attaccano perché sono contro la mafia". Poi scappa e non risponde alle domande).

In seguito, arrivando conferme su quanto riportato da infonodo.org e dall’Espresso (vedi Seregno - Mascheroni conferma: Giacinto Mariani era socio di +Energy), il sindaco di Seregno ha modificato lo spartito optando per l’opera buffa “Così fan tutte” di Mozart, con la quale ha parato i colpi dell’opposizione in consiglio comunale (vedi Il sindaco di Seregno si difende sulla questione “Più Energy”).

Con il nuovo anno la musica non è cambiata.
In vista delle elezioni europee di giugno, si è semmai accentuato il carattere farsesco e a tutt’oggi siamo alle prese con il genere operistico nato nel XVIII° secolo a Napoli (ogni riferimento ai soci camorristi di Simec è puramente casuale NdR), l’opera buffa, appunto.

A marzo di quest’anno, infatti, Giacinto Mariani ha chiesto un risarcimento danni a due esponenti del Pd di Seregno (l’ex segretario, Mauro Brivio e l’ex sindaco Gigi Perego) colpevoli di aver fatto affiggere, lungo le strade di Seregno, alcuni manifesti che riportavano una frase pubblicata dall’Espresso.
La frase, in forma sintetica, esponeva fatti acclarati, cioè che Giacinto Mariani era socio di Mario Barzaghi in +Energy e che questa società aveva fatto affari con la Simec srl, sequestrata dal Tribunale di Santa Maria perché controllata dalla camorra.

A quanto già scritto da questo sito sulla vicenda +Energy, si potrebbe aggiungere che le modalità di scioglimento della società - con Barzaghi che rileva tutte le quote nel dicembre 2012 per metterla in liquidazione il 16 aprile 2013 - sembra volta a salvaguardare più l’anonimato e il denaro dei soci coperti dalla fiduciaria (tra i quali Giacinto Mariani) che gli interessi di Barzaghi.

La società +Energy nei suoi due anni e mezzo di vita ha accumulato perdite per circa 45mila euro.

Il bilancio 2010 si è chiuso con un utile di € 220, il 2011 con una perdita di € 42.620 e l’ultimo bilancio del 2013 (bilancio di liquidazione) con una perdita di € 1.602.

Nell’assemblea di +Energy del 26 aprile 2012 (presente Antonella Mauri, compagna di Giacinto Mariani) era stato approvato il bilancio 2011 e constatato che la perdita aveva azzerato il capitale sociale, i soci si erano lasciati con l’intesa di convocare “nel più breve tempo possibile una nuova assemblea per l’adozione dei provvedimenti necessari ad eliminare la causa di scioglimento o per deliberare lo stesso e la conseguente messa in liquidazione della società”.

In parole povere, si rimandava a una nuova assemblea da convocare nel più breve tempo possibile per decidere se coprire le perdite, continuando l’attività, oppure se mettere la società in liquidazione.

Nei documenti depositati alla Camera di Commercio di Monza non c’è traccia di una assemblea dei soci di +Energy tra l’aprile e il dicembre del 2012.

Invece il 21 dicembre del 2012, Mario Barzaghi, direttamente e non più attraverso l’Immobiliare Stefania, rileva l’80% delle quote di +Energy detenute dai soci coperti da fiduciaria e le paga complessivamente € 8.000 (vedi sotto atto di compravendita) cioè al loro valore nominale, quello di costituzione della società nel giugno del 2010, quando i soci avevano versato il capitale sociale.

Il fatto curioso è che nel dicembre 2012 +Energy aveva già azzerato il capitale sociale di € 10.000 e aveva accumulato perdite per altri € 32.420.
Barzaghi non se cura e paga € 8.000 per acquisire delle quote che non valgono niente di una società che metterà in liquidazione tre mesi e mezzo dopo sobbarcandosi tutte le perdite.
Perché lo fa?
Fino al 20 dicembre 2012 è titolare del solo 20% di +Energy e quindi risponde per il suo quinto.
Il giorno dopo acquisendo le quote di Giacinto Mariani, Luigi Spenga e dei due avvocati è costretto ad accollarsi tutte le perdite.
Il bello che paga pure per acquistare i debiti dei suoi ex soci.

Invece, Giacinto Mariani che era entrato al 20% versando una quota di € 2.000 (il prestito bancario di 350mila euro per comprare i pannelli fotovoltaici in Cina è stato garantito da Mario Barzaghi Ndr), se ne esce con il suo capitale intatto.

Una bella fortuna per il sindaco di Seregno fare l’imprenditore in questo modo, se quando le cose vanno male paga Barzaghi.

Tornando al ricorso al Tar da parte di Effebiquattro e Immobiliare Stefania contro il comune di Seregno abbiamo chiesto un parere ad un avvocato che ha voluto mantenere l’anonimato.

Premesso che non ho in mano la documentazione mi sembra un ricorso molto debole.
Il PGT è stato adottato (dicembre 2013 NdR) ma non è stato ancora approvato.
La richiesta danni non so che basi possa avere tenendo conto che con il PGT il comune valorizza l’area di proprietà dell’Effebiquattro quindi più che un danno si configura un beneficio per la società di Barzaghi”.

L’Immobiliare Stefania e l’Effebiquattro hanno presentato delle osservazioni al PGT, questo fatto cosa può cambiare?
E’ quello che dicevo. In questo momento il PGT è solo adottato ma non approvato e ci sono le osservazioni che dovranno essere discusse e votate, questo lascia ancora tempo ad eventuali modifiche. Mi sembra un ricorso che arriva se non altro troppo presto”.

In tempo però per le elezioni europee e la candidatura di Giacinto Mariani.
Su questo non mi esprimo” (ride).

Questa settimana il comune di Seregno ha pubblicato la determina (vedi det. 206/2014) con la quale ha nominato il proprio legale: l’avv. Boscolo con studio ad Angera (Varese).
L’avvocato dovrà difendere gli interessi del comune nella causa intentata dalle società di Mario Barzaghi. Il suo onorario è stato preventivato in € 8.611,72 lordi.

Cessione quote +Energy

Seregno - L'orgoglio ferito e le bugie del cavalier Barzaghi

di k.ts.

Ci sono giorni che il nostro orgoglio ferito vorrebbe cancellare, giorni in cui magari veniamo presi con le mani nel sacco, reagiamo in modo scomposto  e finiamo per fare una figuraccia.
Giorni così, capitano a tutti.
Mercoledì 10 aprile 2013, quando Fabrizio Gatti varcò i cancelli del’Effebiquattro per intervistare il titolare, è il giorno che l’orgoglio ferito di Mario Barzaghi vorrebbe cancellare.

Venerdì pomeriggio, a sei mesi di distanza, Barzaghi ha indetto una conferenza stampa per dare la sua versione dei fatti e “mettere fuori la testa” dopo il periodo vissuto masticando amaro e sullo sfondo della conclusione delle indagini e del probabile rinvio a giudizio per lui e per la figlia (amnistia permettendo).
L’accusa: violenza privata ai danni dell’inviato dell’Espresso che quel 10 aprile venne sequestrato in azienda per più di un’ora dopo che l’intervista virò dall’andamento dell’industria del legno alla composizione sociale di +Energy e ai rapporti con la Simec, società sequestrata dal Tribunale di Santa Maria di Capua Vetere per infiltrazioni camorristiche (vedi video).

Nella conferenza di venerdì, Barzaghi ha deprecato il trattamento a lui riservato dalla stampa locale che ha preso per buone e senza verifica le informazioni contenute negli articoli di Fabrizio Gatti e di infonodo.org (il nostro sito che ha raccontato la vicenda +Energy in contemporanea con l’Espresso, vedi Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT)

Barzaghi avrebbe, invece, individuato in questi articoli dei palesi errori.

In particolare nel memoriale che pubblichiamo sotto, Barzaghi scrive: “Nel momento in cui +Energy entra in contatto con la Simec srl, quest’ultima aveva sede legale, legale rappresentante ed amministratori diversi da quelli poi stigmatizzati dal Tribunale campano. Vale a dire che i leciti e normali rapporti di lavoro tra +Energy srl e Simec srl si sono originati (ma anche sviluppati e esauriti) in tempi non sospetti, quando cioè la Simec srl aveva una compagine sociale ed amministrativa diversa da quella poi censurata dal Tribunale di Santa Maria di Capua Vetere perché asseritamente legata al clan dei Casalesi”.
A sostegno di questa tesi, i legali di Barzaghi hanno distribuito in conferenza stampa la visura camerale della Simec.

Perché Barzaghi fa questa affermazione?
Perché nel febbraio del 2012 la Simec cambia sede legale e passa dalle mani di Ugo Ersilio Cincotto a quelle di Nicola Stefanelli.
Stefanelli è solo un prestanome che entra nella vicenda quando la Dia di Napoli, nel dicembre del 2011, sequestra a Pasquale Pirolo (uomo dei Casalesi) i documenti della Simec di Ugo Ersilio Cincotto.

E’ lo stesso Stefanelli che spiega chiaramente il suo ruolo quando viene interrogato dagli inquirenti:  «Io attualmente sono disoccupato. Non abbiamo né io né mia moglie beni immobili o veicoli, praticamente siamo nullatenenti. Riguardo la società Simec, venni contattato da un mio conoscente e compaesano, noto a me quale soggetto incline a commettere imbrogli assicurativi il quale attualmente mi sembra stia in carcere. Sapendo della mia indigenza, mi chiese se volevo guadagnare un mensile di circa 800 euro intestandomi solo formalmente delle quote di società che sarebbero state gestite da altri»  (vedi anche articolo di Gatti sull’Espresso  In Brianza tra Lega e clan).

La conoscenza e la frequentazione di Cincotto con Pirolo (ammessa dallo stesso Cincotto), risale, invece, almeno al 2009, cioè un anno prima della costituzione di +Energy, la società di Barzaghi e dei soci coperti dal paravento di Aperta Fiduciaria: Giacinto Mariani, sindaco di Seregno, Luigi Spenga, allora comandante dei Carabinieri a Seregno e gli avvocati Raffaella Villa e Sergio Testa.

A maggior riprova dei solidi rapporti tra Cincotto e Pirolo e del fatto che la Simec fosse di fatto controllata da Pirolo si può leggere l’ordinanza del Tribunale di Santa Maria di Capua  Vetere di sequestro della Eco-Art di Cesano Maderno, società in cui compariva come socia la moglie di Cincotto (vedi sotto l'intero documento):

la ECO ART è nata per iniziativa, di fatto, del CINCOTTO UGO ERSILIO e dei suoi ‘soci casertani’ (di certo il RICCIARDI, ma per quanto si vedrà anche PIROLO e DEL VECCHIO) e con lo scopo preciso di realizzare impianti di depurazione delle acque, anche per offrirsi quali possibili percettori di finanziamenti pubblici, nazionali e comunitari, previsti in tale delicato settore 1.  L’utilizzo di persone di estrema fiducia (la moglie per Cincotto, la figlia per Ricciardi) ma al contempo estranee (sinora) al procedimento che qui si andava sviluppando è chiaro indice rivelatore in tal senso.
Ciò che colpisce, inoltre, è la data della sua costituzione (il 24 settembre del 2012) proprio in prossimità della emissione, da parte di questo Tribunale, del decreto di sequestro (11 ottobre 2012) in estensione che avrebbe colpito – di lì a pochi giorni – il gruppo di società (SIMEC – CTIDA – BERKELEY) che le indagini svolte dalla DIA di Napoli e dalla Questura di Caserta avevano consentito di individuare come società ‘infiltrate’ dalla camorra casertana attraverso l’amicizia sorta tra Pasquale Pirolo, Del Vecchio Gaetano ed alcuni  imprenditori e tecnici del nord Italia tra cui, appunto, Cincotto Ugo Ersilio e Zanardi Federico.
Facile comprendere come vi sia, sul punto, un unico filo conduttore che parte dalla prima iniziativa giudiziaria di questo Ufficio (il sequestro Pirolo – Santonastaso – Capaldo – Nocera del dicembre 2011) e, per certi versi, ne segue gli sviluppi attraverso la rete di protezione che viene stesa verso la persona del CINCOTTO e le sue iniziative societarie, realizzando prima il tentativo di ‘occultamento’ della SIMEC (febbraio 2012) e, successivamente, attraverso la nascita di un nuovo soggetto giuridico  - appunto la ECO ART – avente gli scopi prima indicati
”.

Ancor più interessante quando gli inquirenti scrivono:
venivano rinvenuti numerosi documenti in possesso del Pirolo Pasquale e di Izzo Vincenzo, riferibili alle società SIMEC e CTIDA operanti nel medesimo settore (impianti fotovoltaici, depurazione delle acque reflue ed altro) della ICTEA e si apprendeva che, di fatto, Pirolo Pasquale concludeva contratti o portava avanti trattative anche nell’interesse di tali società, ruotanti intorno alla figura di Cincotto Ugo”.

e ancora:
da ciò si deduce che l’attività di dette società (tra cui la Simec NdR) era di fatto riconducibile a Pasquale Pirolo (che del resto si rappresentava come direttore tecnico in numerosi atti) in società di fatto con il Cincotto ..”.

Oppure più avanti:
... dagli atti acquisiti da queso Collegio risultano, di recente, rapporti di particolare vicinanza operativa tra PIROLO e CINCOTTO (anche per le vicende della ICTEA già evidenziate) lì dove la figura di Zanardi, pur emersa, appare correlata ad un periodo antecedente rispetto all’apertura del presente fascicolo. Tra l’altro, va evidenziato che proprio nel corso del 2009 il capitale sociale della SIMEC (la società del CINCOTTO poi abbandonata frettolosamente ad inizio 2012) veniva aumentato da 10.000,00 a 100.000,00 euro”.

Di questo i soci di +Energy, tra cui l’ex comandante dei carabinieri di Seregno, si sono resi conto quando hanno preso informazioni sul partner con cui stringere un’alleanza commerciale? L’unico a quanto pare con cui hanno firmato degli accordi.

Pasquale Pirolo ha avuto rapporti con il clan Bardellino dagli anni ‘80 con tanto di condanne per associazione mafiosa. Rapporti che secondo gli inquirenti si sono poi protratti nel tempo, vedendolo anche coinvolto in un traffico di cocaina (vedi ad esempio Da Cutolo a Gelli: tutti gli affari di Pasquale Pirolo, l’imprenditore legato a Michele Zagaria)

Ricordiamo anche che Ugo Ersilio Cincotto è l’amministratore di Simec che firma gli accordi commerciali tra Simec e +Energy, visita la Effebiquattro, conosce Mario Barzaghi, propone all’imprenditore brianzolo soluzioni tecniche innovative per la depurazione delle acque dello stabilimento, fa installare ai suoi uomini i pannelli fotovoltaici sul tetto dell’azienda seregnese.

Quando  Barzaghi scrive che i rapporti tra “+Energy e Simec si sono originati in tempi non sospetti, quando cioè la Simec srl aveva una compagine sociale ed amministrativa diversa da quella poi censurata dal Tribunale di Santa Maria di Capua Vetere perché asseritamente legata al clan dei Casalesi” sta dicendo una cosa falsa.

Un’altra delle tante bugie che i protagonisti di questa vicenda hanno raccontato per giustificarsi.
In primis il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, che nella conferenza stampa di aprile assicurava di essere assolutamente estraneo a +Energy, lui e la sua famiglia (vedi video).
Smentito prima dall’ex amministratore di +Energy, Fabio Mascheroni, e adesso nero su bianco dallo stesso Mario Barzaghi (vedi documento sotto).

E come si fa a credere a Mario Barzaghi quando scrive: “ Ho appreso delle vicissitudini giudiziarie della Simec solo a seguito della pubblicazione dell’articolo di Gatti”?

Mettiamo allora in fila un po’ di date.
L’articolo di Gatti viene pubblicato il 18 aprile 2013 (l’intervista è della settimana precedente).
La notizia del sequestro della Simec di Cesano Maderno è del novembre 2012 e viene ripresa da tutte le testate locali tra cui il Cittadino (vedi Il Clan di Casalesi a Cesano. La Dda sequestra un’azienda).
Qualche mese dopo, nel gennaio  del 2013, viene invece sequestrata la Eco Art, sempre a Cesano Maderno. Anche a questa notizia viene dato ampio risalto sulle testate locali.

Evidentemente non solo Mario Barzaghi non legge i giornali, ma non lo fa neanche il suo socio, il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, e cosa più incredibile l’altro socio, il capitano Luigi Spenga che da Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Seregno aveva ben altri mezzi che non quello di leggere il giornale per sapere che la Simec era stata sequestrata.

La Compagnia dei Carabinieri di Seregno controlla il territorio di sedici comuni in Brianza tra cui Seveso. E dove risiedono Ugo Ersilio Cincotto e la moglie? A Seveso.

Possiamo, allora, credere che Luigi Spenga non sapesse che due cittadini di Seveso, territorio controllato dalla Compagnia da lui comandata, erano indagati e le loro aziende di Cesano Maderno sequestrate per rapporti con il clan dei Casalesi? Al di là del fatto che Spenga conoscesse già Ugo Ersilio Cincotto dati i rapporti di affari tra Simec e +Energy.

Non sembra, quindi, una coincidenza che il 21 dicembre 2012, cioè un mese e mezzo dopo il sequestro della Simec, i soci coperti dal paravento di Aperta Fiduciaria cedano l’80% delle quote di +Energy a Mario Barzaghi che procede alla messa in liquidazione della società.

I fatti sono abbastanza chiari, perché, allora, i protagonisti continuano a rispondere con mezze verità se non con aperte bugie?

Quello che proprio non vogliono raccontare sono i veri motivi per i quali il sindaco di Seregno, il Comandante dei carabinieri e Mario Barzaghi diventano soci d’affari.
Qui non si sta parlando di associazioni sportive o culturali (comunque anche loro hanno una finalità al cui raggiungimento i soci si adoperano), ma di un’impresa economica dove ci si associa perché ogni partner porta qualcosa.
E qual è dunque  l’apporto di Giacinto Mariani e di Luigi Spenga alla società +Energy?
Non si sa.  Comunque sono così preziosi che Barzaghi li imbarca anche se non ci mettono la faccia e si celano dietro ai loro familiari e a una fiduciaria.

In una società, la +Energy, che ha una vita abbastanza strana.
Costituita nel giugno del 2010, acquista due container di pannelli fotovoltaici che cerca di vendere stringendo un’alleanza commerciale con la Simec di Cincotto.
Dopo sei mesi l’amministratore in carica di +Energy, Fabio Mascheroni, viene, all’improvviso, pesantemente criticato dai soci, tanto che rassegna le dimissioni.
Nel marzo del 2011 lo sostituisce Mario Barzaghi.
L’azienda, a quanto ha raccontato lo stesso Barzaghi, non fa più nulla per il resto del 2011 e per tutto il 2012, fino a quando, il 21 dicembre 2012, i soci di Aperta Fiduciaria escono da +Energy e Barzaghi rileva tutta la società per poi metterla in liquidazione.

Fiduciarie, il sindaco, il capitano dei carabinieri, il vicepresidente di Confidustria Brianza e due avvocati per costituire una società attiva per poco più di sei mesi e importare due container di pannelli fotovoltaici di cui la metà vengono ritirati dallo stesso Barzaghi e finiscono sul tetto dell’Effebiquattro.

E’ a questo che dobbiamo credere? O meglio è questo che bisogna scrivere pena l'essere trascinati in Tribunale? Schierata la squadra di noti e costosi avvocati pronti alla bisogna.

Nella conferenza stampa di venerdì Barzaghi ha anche respinto con forza l’ipotesi che l’ingresso di Giacinto Mariani in +Energy abbia qualche attinenza con la bozza del PGT del 2009-2010 che inviduava nell’area dove sorge lo stabilimento della Effebiquattro il luogo del principale intervento urbanistico previsto in città.

Nonostante l'area di proprietà della famiglia beneficiasse del nuovo PGT, il cavalier Barzaghi ha ribadito in conferenza stampa che questo beneficio non solo non era stato richiesto ma risultava sgradito.
Cestinata la bozza del PGT nel 2011 nel nuovo Documento di Piano, in via di presentazione in queste settimane, l’area dove sorge l’Effebiquattro viene individuata nuovamente come luogo di un’importante trasformazione urbanistica.
In conferenza stampa Barzaghi ha annunciato di aver inviato, nelle scorse settimane, una lettera  al comune nella quale lo diffida a procedere per questa strada.
Alla domanda sul perché il comune, nonostante la ferma intenzione espressa da Barzaghi di  non volere trasferire altrove la sua attività, insista nell’individuare quell’area come  un’area di trasformazione e il cuore del futuro sviluppo urbanistico della città, Barzaghi ha risposto: “Non lo so, andatelo a chiedere in comune”.

La domanda è dunque da girare all’altro socio di +Energy, il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani.

Di seguito il documento citato del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e più sotto il memoriale di Mario Barzaghi.
 

SEQUESTRO Eco Art di Cesano Maderno


 

 

Memoria Barzaghi su +Energy by infonodo

 

Seregno - Caso «Più Energy» la difesa del sindaco non convince l’aula

di Gigi Baj da il Giorno del 21/07

UNA AUTODIFESA in aula che non ha minimamente soddisfatto le minoranze.

L’OPPOSIZIONE infatti è tornata a chiedere le dimissioni del sindaco Giacinto Mariani, coinvolto nella vicenda «Più Energy», la società di cui facevano parte anche il comandante dei carabinieri Luigi Spenga e l’industriale Mario Barzaghi, proprietario di una vastra area destinata ad un cambio di destinazione d’uso nella prima bozza del tanto contestato Pgt redatto dall’architetto De Wolfe su precise indicazioni dell’Amministrazione comunale.
«Ho espressamente chiesto alla magistratura - si è difeso il sindaco lumbard Giacinto Mariani - di aprire una inchiesta non solo sul sottoscritto ma anche su tutti i membri della mia famiglia per fare una volta per sempre piena chiarezza su questa vicenda, che è stata ampliata e strumentalizzata senza alcuna seria ragione».
Giacinto Mariani ha mostrato anche una dettagliata cartina realizzata nel 2009 in vista della stesura del Pgt firmata da Roberto Pozzoli (lista Amare Seregno), Cesare Visconti (Udc) e Antonio Graziano (Alleanza Nazionale) in cui la tanto contestata area situata alle spalle della stazione ferroviaria era classificata polifunzionale e quindi suscettibile di edificazioni residenziali. «Ci sono persone al di fuori del Consiglio comunale che vogliono mandarmi a casa ma non riusciranno nel loro bieco intento», ha detto il primo cittadino.

DA OLTRE QUATTRO mesi Giacinto Mariani è sotto la gogna mediatica, dando così ampie possibilità alle forze politiche di opposizione cercare di incrinare una maggioranza già di per sé traballante per ben altri motivi.
«Il sindaco - ha dichiarato Pietro Amati di Scelta Civica - se ne deve andare perché politicamente non ha saputo gestire le maggioranze che lo hanno sostenuto col risultato che qualche componente ha fatto quello che ha voluto nel settore urbanistico. Probabilmente il primo cittadino si è tirato addosso problemi dovuti alla scelta di cattivi compagni di viaggio».
Durissima anche la posizione di Amare Seregno, la lista civica tirata in ballo dallo stesso primo cittadino.
«Nessuno di noi - ha affermato l’ex assessore Marco Cajani - ha mai saputo della possibilità di realizzare un edificio alto sessanta metri sull’area che oggi è sotto i riflettori. Del contenuto del progetto non si è mai discusso nè in Giunta nè in Consiglio comunale».

FRANCESCO Tagliabue di Seregno Democratica è categorico: «Le argomentazioni addotte dal sindaco inquietano - sentenzia Tagliabue -. Forse al momento della predisposizione della bozza del Pgt era necessario garantire maggiore chiarezza su argomenti così importanti quali l’urbanistica e il territorio».
«Sicuramente - è la conclusione del portavoce di Seregno democratica - ci si è mossi male tenendo tutto il Consiglio comunale all’oscuro».

Seregno - Sul caso +Energy Giacinto Mariani mena il can per l'aia

di k.ts.

Questa sera è un processo al sindaco. Purtroppo in questi giorni per questioni familiari ho passato delle giornate in ospedale, quindi ho avuto tempo per pensare. Visto che è un processo, ho pensato quale fosse il reato. Ci deve essere qualcosa di penale per cui sono salito all’onore delle cronache. Nei comuni vicino a noi hanno arrestato delle persone, mezze pagine sui giornali, a me, cinque pagine e foto su indagini non della magistratura ma di siti e dell’Espresso. Qual è il reato? A prescindere dei soci che poi vedremo anche questa questione..
E’ iniziato con queste parole l’intervento di Giacinto Mariani nel consiglio comunale di martedì 16 luglio in cui era all’ordine del giorno la sua partecipazione in +Energy.

Il momento in cui il sindaco di Seregno avrebbe affrontato la questione dei soci della società non è, però, mai arrivato.

Anche nell’intervista a Seregno Tv, non ha risposto alla domanda diretta sulla sua partecipazione in +Energy. Domanda diretta che a più riprese i consiglieri di opposizione hanno formulato senza successo in consiglio comunale.

Non che la partecipazione del sindaco alla società attraverso una fiduciaria non sia ormai assodata e confermata dalla testimonianza di Fabio Mascheroni, primo amministratore di +Energy.

Ma era stato proprio il primo cittadino di Seregno, nella conferenza stampa del 19 aprile,  a mettere in discussione il contenuto degli articoli dell’Espresso e di infonodo.org.
Falsità le aveva etichettate Giacinto Mariani che si era presentato alla conferenza stampa con l’avvocato per presentare le querele.
E’ giusto che si metta un punto a queste continue calunnie e attacchi assurdi contro la mia persona e in questo caso contro i miei familiari” aveva detto (vedi video).

Querele che però in due mesi non sono state presentate, mentre sulle presunte calunnie, relativamente alla vicenda +Energy, il sindaco non ha saputo fornire dettagli.

Martedì in consiglio Giacinto Mariani ha portato un esposto presentato in Procura con la richiesta di censire le società riferibile a lui.
Richiesta abbastanza estemporanea, non si capisce perché la Procura dovrebbe impiegare tempo e denaro per fare l’elenco al sindaco delle società in cui compare.
Se vuole mettersi a disposizione dell’autorità giudiziaria dovrebbe essere lui a fornire questo elenco. A meno che Mariani non sia socio di qualche società a sua insaputa.

Sempre alla Procura di Monza il sindaco di Seregno ha chiesto se esistono procedimenti penali a suo carico, ricevendo una risposta negativa.
C’è da dire che il Pubblico Ministero può disporre la segretazione delle indagini.
Un esempio recente lo si è avuto  nell’indagine a carico di Attilio Gavazzi a cui è arrivato l’avviso di garanzia solo nel momento della perquisizione della sua abitazione.

Il sindaco ha inoltre chiesto a Maurizio Bottoni, presidente di AEB che controlla la maggioranza di Gelsia, se i recenti lavori di installazione dei pannelli fotovoltaici su vari edifici pubblici di Seregno e Muggiò fossero stati appaltati a +Energy.

Anche qui risposta negativa da parte della municipalizzata brianzola.

Risposta scontata perché:

Per prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose e occulte nell’esecuzione degli appalti pubblici, sussiste a carico delle imprese partecipanti alle gare un divieto di intestazioni fiduciarie, affinché la stazione appaltante conosca sempre la vera identità di ciascun concorrente.
L’intestazione fiduciaria si configura nel caso in cui il soggetto fiduciario viene legittimato, mediante appositi strumenti negoziali, ad esercitare i poteri di gestione ed amministrazione dei beni rimasti solo formalmente in capo al soggetto fiduciante.
Il divieto di intestazioni fiduciarie è stato previsto, per il settore dei lavori pubblici, dall’art. 17, comma 3, della Legge n. 55 del 1990, che disciplina due differenti situazioni:
un divieto assoluto di intestazione fiduciaria per le società non autorizzate, la cui violazione comporta l’immediata esclusione dalla gara;
un obbligo informativo per le società espressamente autorizzate ai sensi della Legge n. 1966/1939, le quali in caso di aggiudicazione devono comunicare alla stazione appaltante l’identità dei fiducianti.
Successivamente, il divieto di intestazioni fiduciarie è stato esteso anche al settore delle forniture e dei servizi pubblici dall’art. 38, comma 1 lett. d), del D.Lgs. n. 163 del 2006, che l’ha previsto come causa di esclusione dalle gare
” (vedi articolo)

+Energy non poteva, quindi, partecipare ai bandi di Gelsia perché parte dei soci erano coperti da fiduciaria, in più +Energy non aveva l’autorizzazione di installatore, configurandosi solo come una società che importa pannelli solari, tanto è vero che proprio per l’installazione aveva stretto un rapporto commerciale con la Simec, la società sequestrata dalla Procura di Santa Maria Capua a Vetere perché secondo l’ipotesi investigativa riconducibile a Pasquale Pirolo e al clan dei Casalesi.

+Energy potrebbe avere invece fornito i pannelli fotovoltaici alle società e agli installatori che hanno vinto gli appalti.

Però neanche su questa questione, Gelsia e il sindaco di Seregno hanno fatto, per il momento, chiarezza e viste le reticenze, le risposte volutamente ostruzionistiche non hanno dato l'impressione di volerla fare.

Difeso  per tutto il consiglio comunale solo da Francesco Gioffré, il consigliere espulso dal Pdl perché il suo nome è comparso nell’indagine Uisse sulla ‘Ndrangheta, (nessun altro consigliere della maggioranza è intervenuto N.d.R.) Giacinto Mariani nell’intervista a Seregno tv ha dichiarato: “Stasera ho dimostrato nei fatti, fatti alla mano che non c’è niente di penalmente rilevante, non c’è niente di nessun tipo”.

Se voleva “dimostrare nei fatti” doveva rispondere alle seguenti domande:
- Lei signor Sindaco è socio di +Energy?
-Perché ha deciso di usare lo strumento della fiduciaria per costituire una società che operava nel territorio di cui lei è sindaco?
- Ha usato lo strumento della fiduciaria per altre operazioni in società che operano sul territorio?
- Perché  Mario Barzaghi ha finanziato +Energy?
- Quando ha saputo che la società Simec, partner commerciale di +Energy, era presumibilmente legata alla camorra?
- Quando venivano presentati i preventivi di +Energy ai vari imprenditori di Seregno (ad esempio ai proprietari di Chante Claire) questi erano a conoscenza che  il sindaco di Seregno e il capitano dei carabinieri erano soci di +Energy?
- +Energy ha venduto i pannelli fotovoltaici agli installatori che hanno vinto gli appalti di Gelsia o che hanno partecipato ad altri appalti pubblici?
- Chi ha fissato nel PGT poi cestinato i 65 metri di altezza con relativa volumetria per l’edificio che doveva sorgere sull’area Effebiquattro di proprietà di Mario Barzaghi?

Il sospetto che grava sul sindaco di Seregno di aver utilizzato il periodo in cui era in carica per cercare di migliorare la sua situazione economica personale, non deriva tanto dalla inchiesta di infonodo.org e dell’Espresso o dalle domande che abbiamo qui condensato ma proprio dal suo ostinato rifiuto di rispondere in modo chiaro a queste domande.
Da parte di infonodo.org, la massima disponibilità a offrire spazio e visibilità al sindaco per i chiarimenti che vorrà dare.

 

Seregno - Il sindaco Mariani si difende sulla questione «Più Energy»

di Gigi Baj da il Giorno

UNA SEDUTA dedicata all’affaire «Più Energy», la società in cui avevano interessi il sindaco Giacinto Mariani, il comandante dei carabinieri Luigi Spenga e l’industriale Mario Barzaghi, proprietario di una vasta area destinata ad un cambio di destinazione d’uso nel tanto contestato Pgt. È stato lo stesso sindaco a volere affrontare l’argomento: «Non ci sono estremi di reato e quindi sono sereno e continuerò a portare avanti il mio lavoro di amministratore. Nulla vieta ad un sindaco di avere attività imprenditoriali. Nelle indicazioni date all’estensore del Pgt erano contenute proposte avanzate anche da alcuni schieramenti politici». Nella discussione sono stati tirati in ballo anche alcuni conosciuti professionisti del mattone che negli anni passati avevano fatto parte del consiglio comunale: «Il sindaco - ha affermato Piergiorgio Borgonovo di Scelta Civica - non ha risposto ai numerosi dubbi che ancora oggi si insinuano in questa vicenda. In politica non ci sono soltanto le leggi ma sopratutto un obbligo deontologico amministrativo che serve a sgombrare il campo da qualsiasi allusione. Essere imprenditore è legittimo ma se operi con persone che hanno stretti interessi nel Pgt la cosa stride».
«Ci piacerebbe sapere - fa eco Mauro Ballabio capogruppo di Seregno Democratica - chi ha deciso che sull’area Effebiquattro poteva sorgere un edificio di oltre sessanta metri di altezza».

Seregno - +Energy. L'intervista integrale di Fabio Mascheroni su Seregno.tv

In attesa del consiglio comunale di stasera quando il sindaco risponderà sulla questione +Energy su Seregno.tv l'intervista a Fabio Mascheroni primo amministratore della società.

Seregno - Mascheroni: "Sono stato contattato dal sindaco per diventare amministratore di +Energy"

Su Seregno TV l'anticipazione dell'intervista a Fabio Mascheroni che conferma: "Sono stato contattato dal sindaco, dal capitano Spenga e da Mario Barzaghi e mi stata data l'opportunità di diventare amministratore di questa società"

http://www.seregno.tv

Seregno - Mascheroni conferma: Giacinto Mariani era socio di +Energy

Le querele per diffamazione e la 'ndrangheta in città

di k.ts.

Sono passati più di due mesi dalla conferenza stampa di Giacinto Mariani quando il sindaco di Seregno annunciò  che avrebbe in tempi brevi fugato ogni dubbio sulla sua partecipazione nella società +Energy e definì "falsità le cose scritte (a riguardo) dal sito infonodo.org e da l'Espresso".

Quel 19 aprile promise: “La prossima settimana farò una conferenza stampa più dettagliata sulle azioni legali che intraprenderemo con il mio avvocato”(vedi video).
Le azioni legali prospettate erano, naturalmente, nei confronti dell’Espresso e di infonodo.org colpevoli di aver raccontato il  coinvolgimento del sindaco in +Energy.

In particolare nell'articolo pubblicato su infonodo.org si leggeva a chiare lettere che Giacinto Mariani, coperto da una fiduciaria (così come l’ex comandante dei carabinieri di Seregno Luigi Spenga e gli avvocati Raffaella Villa e Sergio Testa), era socio di  +Energy  in compagnia di Mario Barzaghi e dell’Immobiliare Stefania, grande beneficiaria della prima stesura del PGT.

In due mesi, però, il sindaco di Seregno e il suo avvocato non sono riusciti a dare una diversa versione dei fatti e nemmeno hanno spiegato quali falsità sono contenute nell'articolo pubblicato da infonodo.org:  Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT .

Anche in consiglio comunale Giacinto Mariani non ha dato risposta a Mauro Ballabio (PD) la cui richiesta: " Che relazioni esistono tra la società + Energy e la bozza di piano di governo del territorio?" rimane iscritta all'Ordine del Giorno del consiglio comunale, seduta dopo seduta, da settimane.

Nel frattempo che il sindaco ci pensa su, sono però accadute alcune cose.
Fabio Mascheroni, primo amministratore di +Energy, è stato sentito dai magistrati di Monza e in quella sede ha elencato i soci operativi della società: quelli palesi come Mario Barzaghi e quelli nascosti dalla fiduciaria come Giacinto Mariani.

La scorsa settimana, Mascheroni  lo ha scritto chiaramente anche sulla sua pagina Facebook: “Tutti mi chiedono di +Energy. Allora com'è la storia? Allora c'è il sindaco? Allora c'è il capitano? [...] Volete la mia conferma? C’erano 1) Il sindaco Giacinto Mariani 2) Il capitano Luigi Spenga 3) Il cavaliere Mario Barzaghi 4) Gli avvocati Villa e Testa”.

Mascheroni ha anche riferito di aver consegnato ai magistrati le prove che le persone citate partecipavano alle riunioni di +Energy  e gli sms di convocazione delle assemblee.

Potremmo quindi aggiungere una nuova domanda a quelle che vorremmo fare al sindaco:
- Egregio Giacinto Mariani,  se come lei sostiene non ha mai avuto rapporti con +Energy, perché riceveva sul suo cellulare gli avvisi di convocazione delle assemblee della società?

In nazioni con un più alto senso delle istituzioni, ai politici che mentono o si rifiutano di rispondere su argomenti che riguardano l'integrità della loro condotta fanno la vita politica difficile.
La stampa, le opposizioni, gli stessi colleghi di partito e di coalizione chiedono con energia spiegazioni o le dimissioni.

In Italia spesso non è stato così (caso Josefa Idem a parte).
A Seregno, sicuramente non è così.
I giornalisti non pongono domande al sindaco su +Energy, né chiedono perché sono stati palesamente presi in giro durante la conferenza stampa del 19 aprile, le opposizioni, tranne qualche lodevole eccezione, non tengono la questione al centro del dibattito politico e i partiti di maggioranza dopo qualche mal di pancia di facciata si sono già messi il problema alle spalle.

Ma i consiglieri del Pdl quali risposte e rassicurazioni hanno ricevuto dal sindaco?

E la Lega, che ha perso a causa di questa vicenda sei consiglieri e un assessore, quali risposte ha avuto da Giacinto Mariani?

I vertici provinciali del partito chiesero al sindaco di Seregno, a riprova della sua buona fede, di presentare querela per diffamazione nei confronti de l'Espresso e di infonodo.org.
Ma anche su questo fronte, a quanto ci risulta, nessuna nuova.

Eh sì perché un conto è querelare a vanvera infonodo.org, un’altro conto farlo con l’Espresso che ha un forte editore alle spalle con un ufficio legale che può a sua volta chiedere i danni.  E allora sono dolori.

In questi ultimi anni, Giacinto Mariani ha usato la querela  per diffamazione per difendersi dalle notizie imbarazzanti che infonodo.org ha pubblicato su di lui.
 - Se il sindaco querela vuol dire che le accuse sono false - era il discorso che Giacinto Mariani voleva far passare. E tanto bastava ai media, a parte dell’opinione pubblica e ai partiti per tacitarsi.

Sono 11 le querele contro infonodo.org presentate da Giacinto Mariani. Una è stata presentata dall’assessore al Commercio Marco Formenti, un’altra dal presidente di AEB, Maurizio Bottoni.

Per tutte e tredici la Procura ha chiesto l’archiviazione per l'infondatezza della notizia di reato.

Alessandra Dolci, Magistrato della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Milano, nelle motivazioni di richiesta di archiviazione scive alcune cose molto interessanti che sarebbe doveroso diventassero di dibattito pubblico in una città come Seregno in cui la presenza della 'ndrangheta si è fatta sentire pesantemente.  

In merito all'articolo A Seregno comanda la ‘ndrangheta, apparso su infonodo.org, la dottoressa Dolci, infatti, scrive:

L’articolo non ha portata diffamatoria perché riferisce di un dato reale, ossial il fatto che il querelante (Giacinto Mariani N.d.R.) è socio della società Carte srl della quale fanno parte anche numerosi soci di un’impresa che controlla la discoteca Noir di Lissone, esercizio commerciale dove appartenenti alla ‘ndragheta sono trattati con rispetto  e non pagano quello che consumano. E’ di interesse pubblico, quindi scriminato dal diritto di cronaca e di critica politica, evidenziare le frequentazioni anche affaristiche di un pubblico amministratore”.

Invece di paventare improbabili complotti orditi ai suoi danni da infonodo.org e dalla ‘ndrangheta (vedi Seregno - Il sindaco Mariani: " Mi attaccano perché sono contro la mafia". Poi scappa e non risponde alle domande ), Giacinto Mariani dovrebbe invece spiegare le sue frequentazioni affaristiche in Carte srl con soci che gesticono locali dove agli ‘ndranghetisti, trattati con rispetto, vengono offerte bottiglie di champagne da 250 euro.
Ovviamente il sindaco di Seregno dovrebbe spiegare anche le sue frequentazioni affaristiche in +Energy.

Di seguito la richiesta di archiviazione delle querele per diffamazione presentate dal sindaco di Seregno nei confronti di infonodo.org

Richiesta di archiviazione querele infonodo.org by infonodo

L'Europa mette i dazi sui pannelli cinesi

di Beda Romano da il Sole24ore
per articolo orginale con grafici vedi link

La procedura che dovrebbe consentire all'Europa di imporre dazi provvisori sull'importazione di pannelli solari dalla Cina ha fatto ieri un passo avanti. La Commissione ha dato il benestare a questa misura, chiedendo a un apposito comitato dei 27 paesi membri di dare la sua valutazione. Una decisione definitiva dovrebbe essere presa entro l'inizio di giugno. La notizia ha provocato un aumento in borsa dei titoli delle principali società europee del settore.

«La Commissione ha chiesto ai paesi membri di pronunciarsi» sull'ipotesi di introdurre dazi anti-dumping in media del 47%, ha spiegato ieri un esponente comunitario che ha preferito non essere citato perché l'iter procedurale è in corso (si veda Il Sole/24 Ore del 4 maggio). «Il processo di consultazione è stato avviato". Una riunione dei 27 è attesa per la settimana prossima. A Bruxelles l'attesa è che l'opzione venga accettata e che i dazi potrebbero entrare in vigore all'inizio del prossimo mese.

Da mesi ormai l'Europa sta facendo i conti nel settore dei pannelli solari con la produzione cinese a basso costo e spesso sussidiata dallo stato. Nel 2011, la Cina ha venduto questi prodotti nei paesi dell'Unione per un totale di 21 miliardi di euro. Alcuni stati membri hanno protestato formalmente. Altri, come la Germania e la Francia, vogliono trovare un'intesa politica con la Cina per evitare eccessivi dissapori con il gigante asiatico, meta sempre più importante delle esportazioni europee.

L'ambasciatore cinese presso l'Organizzazione mondiale per il Commercio, Yi Xiazhun, ha spiegato a Reuters: la decisione «manderà il segnale sbagliato al mondo che il protezionismo è di ritorno». Non si è espresso su eventuali ritorsioni.

Le misure proposte sono dazi temporanei, in attesa che l'indagine in corso venga conclusa in dicembre. Solo allora Bruxelles deciderà se confermare i dazi (di solito per cinque anni). La procedura a tappe è quindi tanto un iter giuridico quanto un'arma negoziale.

Secondo le imprese europee del settore, ormai le aziende cinese controllano l'80% del mercato europeo. La produzione di pannelli solari in Cina è quadruplicata tra il 2009 e il 2011. Grazie all'enorme economia di scala, i prodotti cinesi sono del 45% meno costosi di quelli costruiti in Europa.

Le società europee hanno una quota del 50% del mercato mondiale, stimato a circa 77 miliardi di euro. Ieri i titoli dei gruppi europei sono saliti in Borsa: SolarWorld, Phoenix Solar e Centrotherm sono balzati fin del 7%.
La Germania e l'Italia continuano a essere mercati dinamici nel settore dei pannelli solari. Fino a qualche anno fa le imprese dei due paesi erano particolarmente competitive. Oggi sono spesso in grave difficoltà. Nella Repubblica Federale, SolarWorld ha passività per 900 mlioni di euro, mentre Q-Cells ha annunciato il fallimento, il che ha complicato non poco la ridefinizione del piano energetico nazionale. Secondo l'Associazione europea dell'industria fotovoltaica (Epia), Germania, Cina, Italia e Stati Uniti sono nell'ordine i principali mercati mondiali.

Seregno - Intervista all'ex amministratore di +Energy: "Se convocato dirò tutto ai magistrati"

In esclusiva per infonodo.org parla Fabio Mascheroni, primo amministratore di +Energy
di k.ts.

Giovedì 18 aprile usciva sul nostro sito e sull’Espresso online l’inchiesta su +Energy, società che aveva come soci Mario Barzaghi, vicepresidente di Confindustria Brianza e patron dell’Effebiquattro, Giacinto Mariani, sindaco di Seregno,  Luigi Spenga, capitano dei Carabinieri e comandante della Compagnia di Seregno. Questi ultimi partecipavano a +Energy nascosti da una società fiduciaria: la Aperta Fiduciaria.
+Energy aveva avuto stretti rapporti commerciali con Ugo Ersilio Cincotto e la Simec, società sequestrata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché ritenuta controllata dalla Camorra e in particolare da Pasquale Pirolo legato al clan dei Casalesi.

La settimana precedente Fabrizio Gatti, inviato dell’Espresso, aveva intervistato Mario Barzaghi che dopo le prime ammissioni aveva minacciato e sequestrato  il giornalista per più di un’ora all’interno della sede della Effebiquattro (vedi video).

A seguito della pubblicazione dell’inchiesta giornalistica sei consiglieri comunali  della Lega Nord di Seregno e un assessore si sono dimessi aprendo la crisi della giunta Mariani. Mario Barzaghi si è dimesso da vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha trasferito il capitano Luigi Spega a Genova senza più un incarichi di comando operativo. La Procura di Monza ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona.

Negli scorsi giorni abbiamo intervistato Fabio Mascheroni, amministratore di +Energy dal giugno 2010 all’aprile 2011.
Ecco che cosa ci ha detto.

Lei è stato amministratore di +Energy. Ci racconta come è andata e chi le ha chiesto di ricoprire quel ruolo?
Sono stato il primo amministratore dalla costituzione della società fino alle mie dimissioni, avvenute circa otto mesi dopo. Ho conosciuto qualche tempo prima la compagine sociale e mi hanno proposto di fare l’amministratore in una società da costituire per un progetto Green Economy. Fui presentato agli altri soci e cominciai il rapporto di collaborazione, per me un’opportunità di lavoro in più. Mi dissero che serviva una persona che seguisse la società, perché i soci avevano già altre attività.

Ci può spiegare le sue mansioni all’interno della società?
Ero stato chiamato a svolgere il ruolo di amministratore, avrei dovuto occuparmi della gestione amministrativa, di seguire l’importazione dei pannelli, i rapporti con le banche; insomma, lavoro d’ufficio e tutti i compiti di un amministratore.

Chi erano i soci di + Energy?
Quelli che risultano dalla visura camerale. Se vuole sapere chi c’era dietro Aperta Fiduciaria, io non posso dirle niente. So chi partecipava alle riunioni direttive, ma non so se poi erano effettivamente coloro che detenavano le quote della fiduciaria.

Chi partecipava alla riunioni direttive della società e in che veste?
Non spetta a me fare nomi e cognomi. Prima di beccarmi una denuncia per diffamazione o violare la privacy di qualcuno ci penso due volte... dovreste chiederlo all’amministratore in carica (Mario Barzaghi N.d.R.).

Lei conosce personalmente Giacinto Mariani e Luigi Spenga?
Sì li conosco.

In che occasioni li ha conosciuti e frequentati?
Preferisco non rispondere per i motivi di cui sopra.

Ha visto il video dell’intervista a Mario Barzaghi fatta da Fabrizio Gatti dell’Espresso?
Sì l’ho vista.

E’ rimasto sorpreso quando nell’intervista sono saltati fuori i nomi di Giacinto Mariani e Luigi Spenga come soci di +Energy?
No.

Nel caso fosse convocato dalla Procura, è disposto a raccontare ai magistrati tutto quello che sa, compresi i nomi dei soci “operativi”?
Ovviamente sì.

Durante lo svolgimento del suo incarico aveva contatti sporadici con i soci di +Energy o agiva in constante contatto con loro?
Interagivo constantemente con i soci. Il business era loro. Io ero il mero esecutore delle scelte aziendali.

Ci racconta il business dell’azienda e a che clienti si rivolgeva?
L’oggetto sociale era l’importazione e la commercializzazione dei pannelli solari. I clienti erano tutti coloro interessati all’installazione di un impianto fotovoltaico, sia privati che aziende.

Ci può spiegare attraverso quali canali  importavate i pannelli dalla Cina, le quantità e gli importi?
C’era una società in Cina che curava le pratiche e gli acquisti per nostro conto: la Shenzen Bridge Shine Industrial di Hong Kong (il cui direttore é Stefano Pipino N.d.R.).
Durante la mia gestione furono acquistati due container di pannelli. Se non ricordo male per il valore di circa 230/240mila euro l’uno.

Come è stato finanziato l’acquisto dei pannelli?
La società aveva un finanziamento aperto presso una banca, un istituto bancario scelto dai soci.

Lei aveva la firma su quel conto corrente?
Certo, come amministratore potevo operare sul conto.

Chi ha dato le garanzie alla banca per il finanziamento?
Se non ricordo male l’Immobiliare Stefania (società della famiglia Barzaghi N.d.r.), ma non ho seguito direttamente la pratica.

Chi presentava i preventivi alle aziende e come venivano scelte le aziende a cui presentarli?
I preventivi li presentavo io coadiuvato dal supporto tecnico esterno alla società.
Il tecnico (Ugo Ersilio Cincotto N.d.R.)  e i suoi dipendenti erano molto competenti in materia e dunque alla fine era lui che illustrava preventivi e dati tecnici. Molti potenziali clienti mi sono stati indicati dai soci. Alcuni invece sono miei contatti personali o amici.

Sul nostro sito abbiamo pubblicato il preventivo presentato alla Chateau d’Ax per l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Il preventivo é correlato da una clausola di riservatezza firmata da lei e da Ugo Ersilio Cincotto della Simec.
Quello  a cui lei si riferisce è un accordo commerciale di riservatezza, predisposto dai legali, più che lecito. Era fatto per tutelare +Energy. La società aveva i pannelli e i contatti con i potenziali clienti, ma necessitava di un installatore. Il succo dell’accordo è questo: io ho i pannelli e i clienti, ti porto con me per fare il preventivo e con questo accordo evitiamo che tu installatore mi scavalchi e prendi solo per te il lavoro.

Come nasce il rapporto con la Simec e con Cincotto?
Il rapporto nasce dal fatto che il solo commercio di pannelli non avrebbe portato da nessuna parte. È un mercato che ha già vissuto il grosso dell’espansione, con moltissimi concorrenti.
La soluzione da noi pensata era il chiavi in mano, il che voleva dire coinvolgere una ditta installatrice. Furono mandate diverse mail di presentazione a molti installatori della zona. Lo feci io personalmente. La prima a raccogliere l’invito fu la Simec di Cesano Maderno.
Valutai i lavori che aveva già eseguito e per non sapere né leggere né scrivere sottoposi la candidatura ai soci.
La decisione in merito doveva essere dei soci. Non volevo prendermi la responsabilità di selezionare un possibile partner, capace o non capace, per conto dei soci. L’attività era loro ed era giusto che fosse loro la scelta sull’affidabilità del partner tecnico.

Ci sono stati degli incontri tra Cincotto e i soci di +Energy?
Ci sono stati diversi incontri tra Barzaghi, Cincotto e altri soci di +Energy. Incontri avvenuti in mia presenza. Me ne ricordo in particolare uno nella sede dell’Effebiquattro.

Il rapporto “privilegiato” con Simec per quanto è durato?
Non so cosa intenda per rapporto privilegiato. Comunque fino alle mie dimissioni Simec ha collaborato con +Energy. Dopo tale data non so dirle.

Privilegiato nel senso che +Energy ha collaborato solo con Simec, oppure avete avuto rapporti con altri installatori?
Fino a quando sono stato amministratore solo con Simec.

Quando nell'ottobre 2012 ha saputo che la Simec era stata sequestrata per i legami con la camorra qual è stata la sua reazione?
La correggo. Io ho saputo del sequestro di Simec solo nel febbraio di quest’anno, non ero più amministratore di +Energy dall’aprile 2011 e ne sono venuto a conoscenza per pura casualità. Sinceramente la cosa mi ha lasciato incredulo.

Ha pensato che Luigi Spenga, capitano dei carabinieri, avrebbe dovuto fare dei controlli più accurati sulla Simec?
Rispondere a questa domanda sarebbe come ammettere la presenza di Spenga in +Energy e, le ripeto, che non sta a me confermare o meno i nomi usciti.

In seguito alla pubblicazione sul nostro sito e sull’Espresso dello scandalo +Energy, l’Arma dei Carabinieri ha deciso il trasferimento del capitano Luigi Spenga a Genova. Non è forse questa una chiara conferma della sua partecipazione alla società?
Apprendo da voi del trasferimento. Per confermare o vedere se si tratta di pura coincidenza,  bisognerebbe attendere un comunicato ufficiale dell'arma. Se ci sara', ovviamente.

Dopo appena sette mesi dal suo insediamento, lei viene sostituito come amministratore di +Energy. Come mai?
Non sono stato sostituito, ho dato le dimissioni.
Ho in ufficio la copia della raccomandata. Erano sorti dei contrasti, perché avevo criticato il progetto della società. Venni a sapere di riunioni convocate a mia insaputa ed ero stato criticato perché non svolgevo il ruolo di venditore. Cosa che non mi era stata mai prospetatta. Un conto  è fare l’amministratore, un altro é fare il venditore commerciale  a tempo pieno.

Che cosa criticava del progetto della società?
Il progetto era buono solo a parole. C'era troppa concorrenza e quello che doveva essere la nostra forza, ovvero i canali diretti con la Cina, non si sono dimostrati per nulla vantaggiosi. Un'idea costruita con troppa fretta, direi un po’ campata per aria.

Lei sapeva del progetto urbanistico previsto dal PGT di Seregno sull’area Effebiquattro di Barzaghi?
No, non lo sapevo. Sono cose che non mi riguardano e ai tempi non sapevo nulla. Viste dal di fuori sicuramente sono vicende che fanno pensare.

Qual è la sensazione che le rimane dopo l’esperienza +Energy?
Amarezza e disgusto. E anche fastidio per essere tirato in ballo in vicende i cui contorni andranno chiariti, nei quali il mio ruolo é comunque sempre stato chiaro e alla luce del sole. Ho fior di documenti che dimostrano il mio operato.

Lei é stato pagato da +Energy per il suo lavoro?
Mai percepito nulla. Fui invitato a presentare la nota delle mie competenze dopo le dimissioni. Scrissi per due volte ma non ebbi risposta. Feci scrivere dall’avvocato, ma anche qui senza risposta. Alla fine decisi di lasciar perdere, era tempo sprecato.

Ha più avuto contatti con le persone coinvolte in +Energy?
No. Più visti né sentiti e sinceramente non mi mancano.

 

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